|
Lamento
di Davide
1
1Dopo la morte di Saul, Davide tornò dalla strage
degli Amaleciti e rimase in Ziklàg due giorni.
2Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di
Saul con la veste stracciata e col capo cosparso di polvere. Appena
giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò.
3Davide gli chiese: "Da dove vieni?". Rispose:
"Sono fuggito dal campo d'Israele".
4Davide gli domandò: "Come sono andate le cose? Su,
raccontami!". Rispose: "È successo che il popolo è fuggito nel corso
della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e
suo figlio Giònata sono morti".
5Davide chiese ancora al giovane che gli portava le
notizie: "Come sai che sono morti Saul e suo figlio Giònata?".
6Il giovane che recava la notizia rispose: "Ero
venuto per caso sul monte Gelboe ed ecco vidi Saul appoggiato alla
lancia e serrato tra carri e cavalieri.
7Egli si volse indietro, mi vide e mi chiamò
vicino. Dissi: Eccomi!
8Mi chiese: Chi sei tu? Gli risposi: Sono un
Amalecita.
9Mi disse: Gettati contro di me e uccidimi: io
sento le vertigini, ma la vita è ancora tutta in me.
10Io gli fui sopra e lo uccisi, perché capivo che
non sarebbe sopravvissuto alla sua caduta. Poi presi il diadema che era
sul suo capo e la catenella che aveva al braccio e li ho portati qui al
mio signore".

11Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così
fecero tutti gli uomini che erano con lui.
12Essi alzarono gemiti e pianti e digiunarono fino
a sera per Saul e Giònata suo figlio, per il popolo del Signore e per la
casa d'Israele, perché erano caduti colpiti di spada.
13Davide chiese poi al giovane che aveva portato
la notizia: "Di dove sei tu?". Rispose: "Sono figlio di un forestiero
amalecita".
14Davide gli disse allora: "Come non hai provato
timore nello stendere la mano per uccidere il consacrato del Signore?".
15Davide chiamò uno dei suoi giovani e gli disse:
"Accostati e ammazzalo". Egli lo colpì subito e quegli morì.
16Davide gridò a lui: "Il tuo sangue ricada sul
tuo capo. Attesta contro di te la tua bocca che ha detto: Io ho ucciso
il consacrato del Signore!".
17Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio
Giònata
18e ordinò che fosse insegnato ai figli di Giuda. Ecco, si
trova scritto nel Libro del Giusto:
19"Il tuo vanto, Israele,sulle tue alture giace
trafitto!Perché sono caduti gli eroi?
20Non fatelo sapere in Gat,non l'annunziate per le vie di
Àscalon,non ne faccian festa le figlie dei Filistei,non ne esultino le figlie
dei non circoncisi!
21O monti di Gelboe, non più rugiada né pioggia su di
voiné campi di primizie,perché qui fu avvilito lo scudo degli eroi,lo scudo di
Saul, non unto di olio,
22ma col sangue dei trafitti, col grasso degli eroi.L'arco
di Giònata non tornò mai indietro,la spada di Saul non tornava mai a vuoto.
23Saul e Giònata, amabili e gentili,né in vita né in morte
furon divisi;erano più veloci delle aquile,più forti dei leoni.
24Figlie d'Israele, piangete su Saul,che vi vestiva di
porpora e di delizie,che appendeva gioielli d'oro sulle vostre vesti.
25Perché son caduti gli eroiin mezzo alla battaglia?Giònata,
per la tua morte sento dolore,
26l'angoscia mi stringe per te,fratello mio Giònata!Tu mi
eri molto caro;la tua amicizia era per me preziosapiù che amore di donna.
27Perché son caduti gli eroi,son periti quei fulmini di
guerra?".
2

1Dopo questi fatti, Davide consultò il Signore
dicendo: "Devo andare in qualcuna delle città di Giuda?". Il Signore gli
rispose: "Va'!". Chiese ancora Davide: "Dove andrò?". Rispose: "A Ebron".
2Davide dunque andò là con le sue due mogli,
Achinoàm di Izreèl e Abigail, già moglie di Nabal da Carmel.
3Davide portò con sé anche i suoi uomini, ognuno
con la sua famiglia, e abitarono nella città di Ebron.
4Vennero allora gli uomini di Giuda e qui unsero
Davide re sulla casa di Giuda.Come fu noto a Davide che gli uomini di
Iabes di Gàlaad avevano sepolto Saul,
5Davide inviò messaggeri agli uomini di Iabes di
Gàlaad per dir loro: "Benedetti voi dal Signore, perché avete fatto
quest'opera di misericordia al vostro Signore, a Saul, e gli avete dato
sepoltura.
6Vi renda dunque il Signore misericordia e
fedeltà. Anch'io farò a voi del bene perché avete compiuto quest'opera.
7Ora riprendano coraggio le vostre mani e siate
uomini forti. È morto Saul vostro signore, ma quelli della tribù di
Giuda hanno unto me come re sopra di loro".
8Intanto Abner figlio di Ner, capo dell'esercito
di Saul, prese Is-Bàal, figlio di Saul e lo condusse a Macanàim.
9Poi lo costituì re su Gàlaad, sugli Asuriti, su
Izreèl, su Èfraim e su Beniamino, cioè su tutto Israele.
10Is-Bàal, figlio di Saul, aveva quarant'anni
quando fu fatto re di Israele e regnò due anni. Solo la casa di Giuda
seguiva Davide.
11Il periodo di tempo durante il quale Davide fu
re di Ebron fu di sette anni e sei mesi.
12Abner figlio di Ner e i ministri di Is-Bàal,
figlio di Saul, si mossero da Macanàim verso Gàbaon.
13Anche Ioab, figlio di Zeruià, e i seguaci di
Davide si mossero e li incontrarono presso la piscina di Gàbaon. Questi
stavano presso la piscina da una parte e quelli dall'altra parte.
14Abner gridò a Ioab: "Potrebbero alzarsi i
giovani e scontrarsi davanti a noi". Ioab rispose: "Si alzino pure".
15Si alzarono e sfilarono in rassegna: dodici
dalla parte di Beniamino e di Is-Bàal figlio di Saul e dodici tra i
seguaci di Davide.
16Ciascuno afferrò la testa dell'avversario e gli
cacciò la spada nel fianco: così caddero tutti insieme e quel luogo fu
chiamato Campo dei Fianchi, che si trova in Gàbaon.
17La battaglia divenne in quel giorno molto dura e
furono sconfitti Abner e gli Israeliti dai seguaci di Davide.
18Vi erano là tre figli di Zeruià, Ioab, Abisài e
Asaèl. Asaèl era veloce nella corsa come una gazzella selvatica.
19Asaèl si era messo ad inseguire Abner e non
deviava né a destra né a sinistra nell'inseguire Abner.
20Abner si volse indietro e gli gridò: "Tu sei
Asaèl?". Rispose: "Sì".
21Abner aggiunse: "Volgiti a destra o a sinistra,
afferra qualcuno dei giovani e porta via le sue spoglie". Ma Asaèl non
volle cessare di inseguirlo.
22Abner tornò a dirgli: "Smetti di inseguirmi.
Perché vuoi che ti stenda a terra? Come potrò alzare lo sguardo verso
Ioab tuo fratello?".
23Ma siccome quegli non voleva saperne di
ritirarsi, lo colpì con la punta della lancia al basso ventre, così che
la lancia gli uscì di dietro ed egli cadde sul posto. Allora quanti
arrivarono al luogo dove Asaèl era caduto e morto si fermarono.
24Ma Ioab e Abisài inseguirono Abner, finché, al
tramonto del sole, essi giunsero alla collina di Ammà, di fronte a
Ghiach, sulla strada del deserto di Gàbaon.

25I Beniaminiti si radunarono dietro Abner
formando un gruppo compatto e si fermarono in cima ad una collina.
26Allora Abner gridò a Ioab: "Dovrà continuare per
sempre la spada a divorare? Non sai che alla fine sarà una sventura?
Quando finalmente darai ordine alla truppa di cessare l'inseguimento dei
loro fratelli?".
27Rispose Ioab: "Per la vita di Dio, se tu non
avessi parlato così, nessuno della truppa avrebbe cessato fino al
mattino di inseguire il proprio fratello".
28Allora Ioab fece suonare la tromba e tutta la
truppa si fermò e non inseguì più Israele e non combatté più.
29Abner e i suoi uomini marciarono per l'Araba
tutta quella notte; passarono il Giordano, camminarono tutta la
mattinata e arrivarono a Macanàim.
30Ioab, tornato dall'inseguimento di Abner, radunò
tutta la truppa. Degli uomini di Davide ne mancavano diciannove oltre
Asaèl.
31Ma i servi di Davide avevano colpito e ucciso
trecentosessanta uomini tra i Beniaminiti e la gente di Abner.
32Essi presero Asaèl e lo seppellirono nel
sepolcro di suo padre, che è in Betlemme. Ioab e i suoi uomini
marciarono tutta la notte; spuntava il giorno quando furono in Ebron.
3
L1La
guerra tra la casa di Saul e la casa di Davide si protrasse a lungo.
Davide con l'andar del tempo si faceva più forte, mentre la casa di Saul
andava indebolendosi.
2In Ebron nacquero a Davide dei figli e furono: il
maggiore Amnòn, nato da Achinoàm di Izreèl;
3il secondo Kileàb, da Abigail già moglie di Nabal
da Carmel; il terzo Assalonne, nato da Maaca, figlia di Talmài re di
Ghesùr;
4il quarto Adonìa nato da Agghìt; il quinto
Sefatìa, figlio di Abitàl;
5il sesto Itreàm, nato da Eglà moglie di Davide.
Questi nacquero a Davide in Ebron.
6Mentre durava la lotta tra la casa di Saul e
quella di Davide, Abner era diventato potente nella casa di Saul.
7Saul aveva avuto una concubina chiamata Rizpà
figlia di Aià. Ora Is-Bàal disse ad Abner: "Perché ti sei unito alla
concubina di mio padre?".
8Abner si adirò molto per le parole di Is-Bàal e
disse: "Sono io una testa di cane, di quelli di Giuda? Fino ad oggi ho
usato benevolenza alla casa di Saul tuo padre, favorendo i suoi fratelli
e i suoi amici, e non ti ho fatto cadere nelle mani di Davide; oggi tu
mi rimproveri una colpa di donna.
9Tanto faccia Dio ad Abner e anche peggio, se io
non farò per Davide ciò che il Signore gli ha giurato:
10trasferire cioè il regno dalla casa di Saul e
stabilire il trono di Davide su Israele e su Giuda, da Dan fino a
Bersabea".
11Quegli non fu capace di rispondere una parola ad
Abner, perché aveva paura di lui.

Intendeva dire: "Fa' alleanza con me ed ecco, la mia mano sarà con te
per ricondurre a te tutto Israele".
13Rispose: "Bene! Io farò alleanza con te. Però ho
una cosa da chiederti ed è questa: non verrai alla mia presenza, se
prima non mi condurrai davanti Mikal figlia di Saul, quando verrai a
vedere il mio volto".
14Davide spedì messaggeri a Is-Bàal, figlio di
Saul, intimandogli: "Restituisci mia moglie Mikal, che feci mia sposa al
prezzo di cento membri di Filistei".
15Is-Bàal mandò incaricati a toglierla al suo
marito, Paltiel figlio di Lais.
16Suo marito la seguì, camminando e piangendo
dietro di lei fino a Bacurim. Poi Abner gli disse: "Torna indietro!" e
quegli tornò.
I17Intanto
Abner rivolse questo discorso agli anziani d'Israele: "Da tempo voi
ricercate Davide come vostro re.
18Ora mettetevi al lavoro, perché il Signore ha
detto e confermato a Davide: Per mezzo di Davide mio servo libererò
Israele mio popolo dalle mani dei Filistei e dalle mani di tutti i suoi
nemici".
19Abner ebbe colloqui anche con gli uomini di
Beniamino. Poi Abner tornò solo da Davide in Ebron a riferirgli quanto
era stato approvato da Israele e da tutta la casa di Beniamino.
20Abner venne dunque a Davide in Ebron con venti
uomini e Davide fece servire un banchetto ad Abner e ai suoi uomini.
21Abner disse poi a Davide: "Sono pronto! Vado a
radunare tutto Israele intorno al re mio signore. Essi faranno alleanza
con te e regnerai su quanto tu desideri". Davide congedò poi Abner, che
partì in pace.
22Ed ecco, gli uomini di Davide e Ioab tornavano
da una scorreria e portavano con sé grande bottino. Abner non era più
con Davide in Ebron, perché questi lo aveva congedato, ed egli era
partito in pace.
23Quando arrivarono Ioab e la sua truppa, fu
riferito a Ioab: "È venuto dal re Abner figlio di Ner ed egli l'ha
congedato e se n'è andato in pace".
24Ioab si presentò al re e gli disse: "Che hai
fatto? Ecco, è venuto Abner da te; perché l'hai congedato ed egli se n'è
andato?
25Non sai chi è Abner figlio di Ner? È venuto per
ingannarti, per conoscere le tue mosse, per sapere ciò che fai".
26Ioab si allontanò da Davide e mandò messaggeri
dietro Abner e lo fece tornare indietro dalla cisterna di Sira, senza
che Davide lo sapesse.
27Abner tornò a Ebron e Ioab lo prese in disparte
in mezzo alla porta, come per parlargli in privato, e qui lo colpì al
basso ventre e lo uccise, per vendicare il sangue di Asaèl suo fratello.
28Davide seppe più tardi la cosa e protestò: "Sono
innocente io e il mio regno per sempre davanti al Signore del sangue di
Abner figlio di Ner.
29Ricada sulla testa di Ioab e su tutta la casa di
suo padre. Nella casa di Ioab non manchi mai chi soffra gonorrea o sia
colpito da lebbra o maneggi il fuso, chi cada di spada o chi sia senza
pane".
30Ioab e suo fratello Abisài avevano trucidato
Abner, perché aveva ucciso Asaèl loro fratello a Gàbaon in battaglia.
31Davide disse a Ioab e a tutta la gente che era
con lui: "Stracciatevi le vesti, vestitevi di sacco e fate lutto davanti
ad Abner". Anche il re Davide seguiva la bara.
32Seppellirono Abner in Ebron e il re levò la sua
voce e pianse davanti al sepolcro di Abner; pianse tutto il popolo.
33Il re intonò un lamento funebre su Abner e
disse:

"Come
muore un insensato,doveva dunque Abner morire?
34Le tue mani non erano state legate,i tuoi piedi non
erano stati stretti in catene!Sei caduto come si cadedavanti ai
malfattori!".Tutto il popolo riprese a piangere su di lui.
35Tutto il popolo venne a invitare Davide perché prendesse
cibo, mentre era ancora giorno; ma Davide giurò: "Tanto mi faccia Dio e anche di
peggio, se io gusterò pane o qualsiasi altra cosa prima del tramonto del sole".
36Tutto il popolo notò la cosa e la trovò giusta; quanto
fece il re ebbe l'approvazione del popolo intero.
37Tutto il popolo, cioè tutto Israele, fu convinto in quel
giorno che la morte di Abner figlio di Ner non era stata provocata dal re.
38Disse ancora il re ai suoi ministri: "Sappiate che oggi
è caduto un capo, un grande in Israele. Io, oggi, mi sono comportato dolcemente,
sebbene già consacrato re, mentre questi uomini, i figli di Zeruià, sono stati
più duri di me. Provveda il Signore a trattare il malvagio secondo la sua
malvagità".
4
1Quando il figlio di Saul seppe della morte di Abner in
Ebron, gli cascarono le braccia e tutto Israele si sentì scoraggiato.
2Il figlio di Saul aveva due uomini, capi di bande,
chiamati l'uno Baanà e il secondo Recàb, figli di Rimmòn da Beeròt, della tribù
di Beniamino, perché anche Beeròt era computata fra le città di Beniamino.
3I Beerotiti si erano rifugiati a Ghittàim e vi sono
rimasti come forestieri fino ad oggi.
4Giònata, figlio di Saul, aveva un figlio storpio di
ambedue i piedi. Egli aveva cinque anni, quando giunsero da Izreèl le notizie
circa i fatti di Saul e di Giònata. La nutrice l'aveva preso ed era fuggita, ma
nella fretta della fuga il bambino era caduto e rimasto storpio. Si chiamava
Merib-Bàal.

5Si
mossero dunque i figli di Rimmòn il Beerotita, Recàb e Baanà, e vennero nell'ora
più calda del giorno alla casa di Is-Bàal mentre egli stava facendo la siesta.
6Or ecco, la portinaia della casa, mentre mondava il
grano, si era assopita e dormiva: perciò Recàb e Baanà suo fratello, poterono
introdursi inosservati.
7Entrarono dunque in casa, mentre egli giaceva sul suo
letto e riposava; lo colpirono, l'uccisero e gli tagliarono la testa; poi,
portando via la testa di lui, presero la via dell'Araba, camminando tutta la
notte.
8Portarono la testa di Is-Bàal a Davide in Ebron e
dissero al re: "Ecco la testa di Is-Bàal figlio di Saul, tuo nemico, che cercava
la tua vita. Oggi il Signore ha concesso al re mio signore la vendetta contro
Saul e la sua discendenza".
9Ma Davide rispose a Recàb e a Baanà suo fratello, figli
di Rimmòn il Beerotita: "Per la vita del Signore che mi ha liberato da ogni
angoscia:
10se ho preso e ucciso in Ziklàg colui che mi annunziava:
Ecco è morto Saul, credendo di portarmi una lieta notizia, per cui dovessi io
dargli un compenso, 11ora
che uomini iniqui hanno ucciso un giusto in casa mentre dormiva, non dovrò a
maggior ragione chiedere conto del suo sangue alle vostre mani ed eliminarvi
dalla terra?".
12Davide diede ordine ai suoi giovani; questi li
uccisero, tagliarono loro le mani e i piedi e li appesero presso la piscina di
Ebron. Presero poi il capo di Is-Bàal e lo seppellirono nel sepolcro di Abner in
Ebron.
5
1Vennero allora tutte le
tribù d'Israele da Davide in Ebron e gli dissero: "Ecco noi ci consideriamo come
tue ossa e tua carne.
2Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e
riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu
sarai capo in Israele".
3Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re in
Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi
unsero Davide re sopra Israele.
4Davide aveva trent'anni quando fu fatto re e regnò
quarant'anni.
5Regnò in Ebron su Giuda sette anni e sei mesi e in
Gerusalemme regnò quarantatré anni su tutto Israele e su Giuda.
6Il re e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i
Gebusei che abitavano in quel paese. Costoro dissero a Davide: "Non entrerai
qui: basteranno i ciechi e gli zoppi a respingerti", per dire: "Davide non potrà
entrare qui".
7Ma Davide prese la rocca di Sion, cioè la città di
Davide.
8Davide proclamò in quel giorno: "Chiunque colpirà i
Gebusei e li raggiungerà attraverso il canale... Quanto ai ciechi e agli zoppi,
sono in odio a Davide". Per questo dicono: "Il cieco e lo zoppo non entreranno
nella casa".

9Davide
abitò nella rocca e la chiamò Città di Davide. Egli vi fece intorno costruzioni,
dal Millo verso l'interno.
10Davide andava sempre crescendo in potenza e il Signore
Dio degli eserciti era con lui.
11Chiram re di Tiro inviò a Davide messaggeri con legno
di cedro, carpentieri e muratori, i quali costruirono una casa a Davide.
12Davide seppe allora che il Signore lo confermava re di
Israele e innalzava il suo regno per amore di Israele suo popolo.
13Davide prese ancora concubine e mogli di Gerusalemme,
dopo il suo arrivo da Ebron: queste generarono a Davide altri figli e figlie.
14I figli che gli nacquero in Gerusalemme si chiamano
Sammùa, Sobàb, Natan e Salomone;
15Ibcàr, Elisùa, Nèfeg, Iafìa;
16Elisamà, Eliadà ed Elifèlet.
17Quando i Filistei vennero
a sapere che avevano consacrato Davide re d'Israele, salirono tutti per dargli
la caccia, ma appena Davide ne fu informato, discese alla fortezza.
18Vennero i Filistei e si sparsero nella valle di Rèfaim.
19Davide consultò il Signore chiedendo: "Devo andare
contro i Filistei? Li metterai nelle mie mani?". Il Signore rispose a Davide:
"Va' pure, perché certo metterò i Filistei nelle tue mani".
20Davide si recò a Baal-Perazìm e là Davide li sconfisse
ed esclamò: "Il Signore ha aperto una breccia tra i nemici davanti a me, come
una breccia aperta dalle acque". Per questo chiamò quel luogo Baal-Perazìm.
21I Filistei abbandonarono là i loro dèi e Davide e la
sua gente li portarono via.
22I Filistei salirono poi di
nuovo e si sparsero nella valle di Rèfaim.
23Davide consultò il Signore, il quale gli disse: "Non
andare; gira alle loro spalle e piomba su di loro dalla parte dei Balsami.
24Quando udrai un rumore di passi sulle cime dei Balsami,
lanciati subito all'attacco, perché allora il Signore uscirà davanti a te per
sconfiggere l'esercito dei Filistei".
25Davide fece come il Signore gli aveva ordinato e
sconfisse i Filistei da Gàbaa fino all'ingresso di Ghezer. 6

1Davide
radunò di nuovo tutti gli uomini migliori d'Israele, in numero di trentamila.
2Poi si alzò e partì con tutta la sua gente da Baalà di
Giuda, per trasportare di là l'arca di Dio, sulla quale è invocato il nome, il
nome del Signore degli eserciti, che siede in essa sui cherubini.
3Posero l'arca di Dio sopra un carro nuovo e la tolsero
dalla casa di Abinadàb che era sul colle; Uzzà e Achìo, figli di Abinadàb,
conducevano il carro nuovo:
4Uzzà stava presso l'arca di Dio e Achìo precedeva
l'arca.
5Davide e tutta la casa d'Israele facevano festa davanti
al Signore con tutte le forze, con canti e con cetre, arpe, timpani, sistri e
cembali.
6Ma quando furono giunti all'aia di Nacon, Uzzà stese la
mano verso l'arca di Dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare.
7L'ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse
per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l'arca di Dio.
8Davide si rattristò per il fatto che il Signore si era
scagliato con impeto contro Uzzà; quel luogo fu chiamato Perez-Uzzà fino ad
oggi.
9Davide in quel giorno ebbe paura del Signore e disse:
"Come potrà venire da me l'arca del Signore?".

10Davide
non volle trasferire l'arca del Signore presso di sé nella città di Davide, ma
la fece portare in casa di Obed-Èdom di Gat.
11L'arca del Signore rimase tre mesi in casa di Obed-Èdom
di Gat e il Signore benedisse Obed-Èdom e tutta la sua casa.
12Ma poi fu detto al re Davide: "Il Signore ha benedetto
la casa di Obed-Èdom e quanto gli appartiene, a causa dell'arca di Dio". Allora
Davide andò e trasportò l'arca di Dio dalla casa di Obed-Èdom nella città di
Davide, con gioia.
13Quando quelli che portavano l'arca del Signore ebbero
fatto sei passi, egli immolò un bue e un ariete grasso.
14Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore.
Ora Davide era cinto di un 'efod' di lino.
15Così Davide e tutta la casa d'Israele trasportavano
l'arca del Signore con tripudi e a suon di tromba.

16Mentre
l'arca del Signore entrava nella città di David, Mikal, figlia di Saul, guardò
dalla finestra; vedendo il re Davide che saltava e danzava dinanzi al Signore,
lo disprezzò in cuor suo.
17Introdussero dunque l'arca del Signore e la collocarono
al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide aveva piantata per essa; Davide
offrì olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore.
18Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i
sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli
eserciti
19e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine
d'Israele, uomini e donne, una focaccia di pane per ognuno, una porzione di
carne e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a
casa sua.
20Ma quando Davide tornava per benedire la sua famiglia,
Mikal figlia di Saul gli uscì incontro e gli disse: "Bell'onore si è fatto oggi
il re di Israele a mostrarsi scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi
servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!".
21Davide rispose a Mikal: "L'ho fatto dinanzi al Signore,
che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi capo
sul popolo del Signore, su Israele; ho fatto festa davanti al Signore.
22Anzi mi abbasserò anche più di così e mi renderò vile
ai tuoi occhi, ma presso quelle serve di cui tu parli, proprio presso di loro,
io sarò onorato!".
23Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno
della sua morte.
7
Natan
1Il re, quando si fu stabilito nella sua casa, e
il Signore gli ebbe dato tregua da tutti i suoi nemici all'intorno,
2disse al profeta Natan: "Vedi, io abito in una
casa di cedro, mentre l'arca di Dio sta sotto una tenda".
3Natan rispose al re: "Va', fa' quanto hai in
mente di fare, perché il Signore è con te".
4Ma quella stessa notte questa parola del Signore
fu rivolta a Natan:
5"Va' e riferisci al mio servo Davide: Dice il
Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti?
6Ma io non ho abitato in una casa da quando ho
fatto uscire gli Israeliti dall'Egitto fino ad oggi; sono andato vagando
sotto una tenda, in un padiglione.
7Finché ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a
tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui
avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi
edificate una casa di cedro?
8Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così
dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi
il gregge, perché tu fossi il capo d'Israele mio popolo;
9sono stato con te dovunque sei andato; anche per
il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo
nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.
10Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo
pianterò perché abiti in casa sua e non sia più agitato e gli iniqui non
lo opprimano come in passato,
11al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul
mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici.
Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore.
12Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu
giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza
uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.
13Egli edificherà una casa al mio nome e io
renderò stabile per sempre il trono del suo regno.
14Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se
farà il male, lo castigherò con verga d'uomo e con i colpi che danno i
figli d'uomo,
15ma non ritirerò da lui il mio favore, come l'ho
ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te.
16La tua casa e il tuo regno saranno saldi per
sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre".
17Natan parlò a Davide con tutte queste parole e
secondo questa visione

18Allora il re Davide andò a presentarsi al Signore e
disse: "Chi sono io, Signore Dio, e che cos'è mai la mia casa, perché tu mi
abbia fatto arrivare fino a questo punto?
19E questo è parso ancora poca cosa ai tuoi occhi, mio
Signore: tu hai parlato anche della casa del tuo servo per un lontano avvenire:
e questa è come legge dell'uomo, Signore Dio!
20Che potrebbe dirti di più Davide? Tu conosci il tuo
servo, Signore Dio!
21Per amore della tua parola e secondo il tuo cuore, hai
compiuto tutte queste grandi cose, manifestandole al tuo servo.
22Tu sei davvero grande Signore Dio! Nessuno è come te e
non vi è altro Dio fuori di te, proprio come abbiamo udito con i nostri orecchi.
23E chi è come il tuo popolo, come Israele, unica nazione
sulla terra che Dio è venuto a riscattare come popolo per sé e a dargli un nome?
In suo favore hai operato cose grandi e tremende, per il tuo paese, per il tuo
popolo che ti sei riscattato dall'Egitto, dai popoli e dagli dèi.
24Tu hai stabilito il tuo popolo Israele per essere tuo
popolo per sempre; tu, Signore, sei divenuto il suo Dio.
25Ora, Signore, la parola che hai pronunciata riguardo al
tuo servo e alla sua casa, confermala per sempre e fa' come hai detto.
26Allora il tuo nome sarà magnificato per sempre così: Il
Signore degli eserciti è il Dio d'Israele! La casa del tuo servo Davide sia
dunque stabile davanti a te!
27Poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d'Israele, hai
fatto una rivelazione al tuo servo e gli hai detto: Io ti edificherò una casa!
perciò il tuo servo ha trovato l'ardire di rivolgerti questa preghiera.
28Ora, Signore, tu sei Dio, le tue parole sono verità e
hai promesso questo bene al tuo servo.
29Dègnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo,
perché sussista sempre dinanzi a te! Poiché tu, Signore, hai parlato e per la
tua benedizione la casa del tuo servo sarà benedetta per sempre!".
8

Dopo, Davide sconfisse i Filistei e li sottomise e tolse
di mano ai Filistei Gat e le sue dipendenze. Sconfisse anche
i Moabiti e, facendoli coricare per terra, li misurò con la corda; ne
misurò due corde per farli mettere a morte e una corda intera per
lasciarli in vita. I Moabiti divennero sudditi di Davide, a lui
tributari. Davide sconfisse anche Hadad-Èzer, figlio di
Recòb, re di Zobà, mentre egli andava ad estendere il dominio sul
fiume Eufrate. Davide gli prese millesettecento combattenti
sui carri e ventimila fanti: tagliò i garretti a tutte le pariglie di
cavalli, riservandone soltanto cento. Quando gli Aramei di
Damasco vennero per soccorrere Hadad-Èzer, re di Zobà, Davide ne
uccise ventiduemila. Poi Davide stabilì guarnigioni nell'Aram di Damasco e gli Aramei divennero sudditi di Davide e a lui
tributari. Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava. Davide
tolse ai servitori di Hadad-Èzer i loro scudi d'oro e li portò a
Gerusalemme. Il re Davide prese anche grande quantità di
rame a Bètach e a Berotài, città di Hadad-Èzer. Quando
Toù, re di Amat, seppe che Davide aveva sconfitto tutto l'esercito di
Hadad-Èzer, mandò al re Davide suo figlio Adduràm per
salutarlo e per benedirlo perché aveva mosso guerra a Hadad-Èzer e
l'aveva sconfitto; infatti Hadad-Èzer era sempre in guerra con Toù.
Adduràm gli portò vasi d'argento, vasi d'oro e vasi di rame. Il
re Davide consacrò anche quelli al Signore, come già aveva consacrato
l'argento e l'oro tolto alle nazioni che aveva soggiogate, agli Aramei, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei, agli Amaleciti, e come
aveva fatto del bottino di Hadad-Èzer figlio di Recòb, re di Zobà. Al
ritorno dalla sua vittoria sugli Aramei, Davide acquistò ancora fama,
sconfiggendo nella Valle del Sale diciottomila Idumei. Stabilì
guarnigioni in Idumea; ne mise per tutta l'Idumea e tutti gli Idumei
divennero sudditi di Davide; il Signore rendeva vittorioso Davide
dovunque egli andava.
Davide regnò su tutto Israele e pronunziava giudizi e
faceva giustizia a tutto il suo popolo. Ioab figlio di
Zeruià comandava l'esercito; Giosafat figlio di Achilùd era
archivista; Zadòk figlio di Achitùb e Achimèlech figlio
di Ebiatàr erano sacerdoti; Seraià era segretario, Benaià,
figlio di Ioiadà, era capo dei Cretei e dei Peletei e i figli di Davide
erano ministri.
9

1Davide disse: "È forse rimasto qualcuno della
casa di Saul, a cui io possa fare del bene a causa di Giònata?".
2Ora vi era un servo della casa di Saul, chiamato
Zibà, che fu fatto venire presso Davide. Il re gli chiese: "Sei tu Zibà?".
Quegli rispose: "Sì".
3Il re gli disse: "Non c'è più nessuno della casa
di Saul, a cui io possa usare la misericordia di Dio?". Zibà rispose al
re: "Vi è ancora un figlio di Giònata storpio dei piedi".
4Il re gli disse: "Dov'è?". Zibà rispose al re:
"È in casa di Machìr figlio di Ammièl a Lodebàr".
5Allora il re lo mandò a prendere in casa di
Machìr figlio di Ammièl a Lodebàr.
6Merib-Bàal figlio di Giònata, figlio di Saul,
venne da Davide, si gettò con la faccia a terra e si prostrò davanti a
lui. Davide disse: "Merib-Bàal!". Rispose:
7"Ecco il tuo servo!". Davide gli disse: "Non
temere, perché voglio trattarti con bontà per amore di Giònata tuo padre
e ti restituisco tutti i campi di Saul tuo avo e tu mangerai sempre alla
mia tavola".
8Merib-Bàal si prostrò e disse: "Che cos'è il tuo
servo, perché tu prenda in considerazione un cane morto come sono io?".
9Allora il re chiamò Zibà servo di Saul e gli
disse: "Quanto apparteneva a Saul e a tutta la sua casa, io lo dò al
figlio del tuo signore.
10Tu dunque con i figli e gli schiavi lavorerai
per lui la terra e ne raccoglierai i prodotti, perché abbia pane e
nutrimento la casa del tuo signore; quanto a Merib-Bàal figlio del tuo
signore, mangerà sempre alla mia tavola". Ora Zibà aveva quindici figli
e venti schiavi.
11Zibà disse al re: "Il tuo servo farà quanto il
re mio signore ordina al suo servo". Merib-Bàal dunque mangiava alla
tavola di Davide come uno dei figli del re.
12Merib-Bàal aveva un figlioletto chiamato Micà;
tutti quelli che stavano in casa di Zibà erano al servizio di Merib-Bàal.
13Ma Merib-Bàal abitava in Gerusalemme perché
mangiava sempre alla tavola del re. Era storpio di ambedue i piedi.
10
1Dopo il re degli Ammoniti morì e Canùn suo
figlio regnò al suo posto.
2Davide disse: "Io voglio usare a Canùn figlio di
Nacàs la benevolenza che suo padre usò a me". Davide mandò alcuni suoi
ministri a fargli le condoglianze per suo padre. Ma quando i ministri di
Davide furono giunti nel paese degli Ammoniti,
3i capi degli Ammoniti dissero a Canùn, loro
signore: "Credi tu che Davide ti abbia mandato consolatori per onorare
tuo padre? Non ha piuttosto mandato da te i suoi ministri per esplorare
la città, per spiarla e distruggerla?".
4Allora Canùn prese i ministri di Davide, fece
loro radere la metà della barba e tagliare le vesti a metà fino alle
natiche, poi li lasciò andare.
5Quando fu informato della cosa, Davide mandò
alcuni incontro a loro, perché quegli uomini erano pieni di vergogna. Il
re fece dire loro: "Restate a Gèrico finché vi sia cresciuta di nuovo la
barba, poi tornerete".

6Gli Ammoniti, vedendo che si erano attirati
l'odio di Davide, mandarono a prendere al loro soldo ventimila fanti
degli Aramei di Bet-Recòb e degli Aramei di Zobà, mille uomini del re di
Maacà e dodicimila uomini della gente di Tob.
7Quando Davide sentì questo, inviò contro di loro
Ioab con tutto l'esercito dei prodi.
8Gli Ammoniti uscirono e si schierarono in
battaglia all'ingresso della porta della città, mentre gli Aramei di
Zobà e di Recòb e la gente di Tob e di Maacà stavano soli nella
campagna.
9Ioab vide che quelli erano pronti ad attaccarlo
di fronte e alle spalle. Scelse allora un corpo tra i migliori
Israeliti, lo schierò in ordine di battaglia contro gli Aramei
10e affidò il resto del popolo al fratello Abisài,
per tener testa agli Ammoniti.
11Disse ad Abisài: "Se gli Aramei sono più forti
di me, tu mi verrai in aiuto; se invece gli Ammoniti sono più forti di
te, verrò io in tuo aiuto.
12Abbi coraggio e dimostriamoci forti per il
nostro popolo e per le città del nostro Dio. Il Signore faccia quello
che a lui piacerà".
13Poi Ioab con la gente che aveva con sé avanzò
per attaccare gli Aramei, i quali fuggirono davanti a lui.
14Quando gli Ammoniti videro che gli Aramei erano
fuggiti, fuggirono anch'essi davanti ad Abisài e rientrarono nella
città. Allora Ioab tornò dalla spedizione contro gli Ammoniti e venne a
Gerusalemme.

5Gli Aramei, vedendo che erano stati battuti da
Israele, si riunirono insieme.
16Hadad-Èzer mandò messaggeri e schierò in campo
gli Aramei che abitavano oltre il fiume e quelli giunsero a Chelàm con
alla testa Sobàk, capo dell'esercito di Hadad-Èzer.
17La cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto
Israele, passò il Giordano e giunse a Chelàm. Gli Aramei si schierarono
in battaglia contro Davide.
18Ma gli Aramei fuggirono davanti a Israele:
Davide uccise agli Aramei settecento pariglie di cavalli e quarantamila
uomini; batté anche Sobàk capo del loro esercito, che morì in quel
luogo.
19Quando tutti i re vassalli di Hadad-Èzer si
videro sconfitti da Israele, fecero pace con Israele e gli rimasero
sottoposti. Gli Aramei non osarono più venire in aiuto degli Ammoniti.
11

1L'anno dopo, al
tempo in cui i re sogliono andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi
servitori e con tutto Israele a devastare il paese degli Ammoniti; posero
l'assedio a Rabbà mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.
2Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si
mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dall'alto di quella terrazza
egli vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella di
aspetto.
3Davide mandò a informarsi chi fosse la donna. Gli fu
detto: "È Betsabea figlia di Eliàm, moglie di Uria l'Hittita".
4Allora Davide mandò messaggeri a prenderla. Essa
andò da lui ed egli giacque con lei, che si era appena purificata dalla
immondezza. Poi essa tornò a casa.
5La donna concepì e fece sapere a
Davide: "Sono
incinta".
6Allora Davide mandò a dire a Ioab: "Mandami Uria
l'Hittita". Ioab mandò Uria da Davide.
7Arrivato Uria, Davide gli chiese come stessero Ioab
e la truppa e come andasse la guerra.
8Poi Davide disse a Uria: "Scendi a casa tua e làvati
i piedi". Uria uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una portata della
tavola del re.
9Ma Uria dormì alla porta della reggia con tutti i
servi del suo signore e non scese a casa sua.
10La cosa fu riferita a Davide e gli fu detto: "Uria
non è sceso a casa sua". Allora Davide disse a Uria: "Non vieni forse da un
viaggio? Perché dunque non sei sceso a casa tua?".
11Uria rispose a Davide: "L'arca, Israele e Giuda
abitano sotto le tende, Ioab mio signore e la sua gente sono accampati in
aperta campagna e io dovrei entrare in casa mia per mangiare e bere e per
dormire con mia moglie? Per la tua vita e per la vita della tua anima, io
non farò tal cosa!".
12Davide disse ad Uria: "Rimani qui anche oggi e
domani ti lascerò partire". Così Uria rimase a Gerusalemme quel giorno e il
seguente.
13Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo
fece ubriacare; la sera Uria uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio
con i servi del suo signore e non scese a casa sua.

14La mattina dopo, Davide scrisse una lettera a
Ioab e gliela mandò per mano di Uria.
15Nella lettera aveva scritto così: "Ponete Uria
in prima fila, dove più ferve la mischia; poi ritiratevi da lui perché
resti colpito e muoia".
16Allora Ioab, che assediava la città, pose Uria
nel luogo dove sapeva che il nemico aveva uomini valorosi.
17Gli uomini della città fecero una sortita e
attaccarono Ioab; parecchi della truppa e fra gli ufficiali di Davide
caddero, e perì anche Uria l'Hittita.
18Ioab inviò un messaggero a Davide per fargli
sapere tutte le cose che erano avvenute nella battaglia
19e diede al messaggero quest'ordine: "Quando
avrai finito di raccontare al re quanto è successo nella battaglia,
20se il re andasse in collera e ti dicesse:
Perché vi siete avvicinati così alla città per dar battaglia? Non
sapevate che avrebbero tirato dall'alto delle mura?

Chi ha
ucciso Abimelech, figlio di Ierub-Bàal? Non fu forse una donna che gli gettò
addosso un pezzo di macina dalle mura, così che egli morì a Tebez? Perché vi
siete avvicinati così alle mura?".
23Il messaggero rispose a Davide: "Perché i nemici
avevano avuto vantaggio su di noi e avevano fatto una sortita contro di noi
nella campagna; ma noi fummo loro addosso fino alla porta della città;
24allora gli arcieri tirarono sulla tua gente dall'alto
delle mura e parecchi della gente del re perirono. Anche il tuo servo Uria
l'Hittita è morto".
25Allora Davide disse al messaggero: "Riferirai a Ioab:
Non ti affligga questa cosa, perché la spada divora or qua or là; rinforza
l'attacco contro la città e distruggila. E tu stesso fagli coraggio".
26La moglie di Uria, saputo che Uria suo marito era
morto, fece il lamento per il suo signore.
27Passati i giorni del lutto, Davide la mandò a prendere
e l'accolse nella sua casa. Essa diventò sua moglie e gli partorì un figlio. Ma
ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.
12

1Il Signore mandò il profeta Natan a Davide e
Natan andò da lui e gli disse: "Vi erano due uomini nella stessa città,
uno ricco e l'altro povero.
2Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran
numero;
3ma il povero non aveva nulla, se non una sola
pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era
cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il pane di lui, bevendo
alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia.
4Un ospite di passaggio arrivò dall'uomo ricco e
questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per
preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui portò via
la pecora di quell'uomo povero e ne preparò una vivanda per l'ospite
venuto da lui".
5Allora l'ira di Davide si scatenò contro
quell'uomo e disse a Natan: "Per la vita del Signore, chi ha fatto
questo merita la morte.
6Pagherà quattro volte il valore della pecora,
per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà". 7Allora
Natan disse a Davide: "Tu sei quell'uomo! Così dice il Signore, Dio
d'Israele: Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di
Saul,
8ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo
nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa di
Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi avrei aggiunto
anche altro.
9Perché dunque hai disprezzato la parola del
Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada
Uria l'Hittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la
spada degli Ammoniti.
10Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla
tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie
di Uria l'Hittita.
11Così dice il Signore: Ecco io sto per suscitare
contro di te la sventura dalla tua stessa casa; prenderò le tue mogli
sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a
loro alla luce di questo sole;
12poiché tu l'hai fatto in segreto, ma io farò
questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole".
13Allora Davide disse a Natan: "Ho peccato contro
il Signore!". Natan rispose a Davide: "Il Signore ha perdonato il tuo
peccato; tu non morirai.
14Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai
insultato il Signore (l'insulto sia sui nemici suoi), il figlio che ti è
nato dovrà morire". Natan tornò a casa.

15Il Signore dunque colpì il bambino che la
moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente.
16Davide allora fece suppliche a Dio per il
bambino e digiunò e rientrando passava la notte coricato per terra.
17Gli anziani della sua casa insistevano presso
di lui perché si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di
prendere cibo con loro.
18Ora, il settimo giorno il bambino morì e i
ministri di Davide temevano di fargli sapere
che il bambino era morto, perché dicevano: "Ecco, quando il bambino era
ancora vivo, noi gli abbiamo parlato e non ha ascoltato le nostre
parole; come faremo ora a dirgli che il bambino è morto? Farà qualche
atto insano!".
19Ma Davide si accorse che i suoi ministri
bisbigliavano fra di loro, comprese che il bambino era morto e disse ai
suoi ministri: "È morto il bambino?". Quelli risposero: "È morto".
20Allora Davide si alzò da terra, si lavò, si
unse e cambiò le vesti; poi andò nella casa del Signore e vi si prostrò.
Rientrato in casa, chiese che gli portassero il cibo e mangiò.
21I suoi ministri gli dissero: "Che fai? Per il
bambino ancora vivo hai digiunato e pianto e, ora che è morto, ti alzi e
mangi!".
22Egli rispose: "Quando il bambino era ancora
vivo, digiunavo e piangevo, perché dicevo: Chi sa? Il Signore avrà forse
pietà di me e il bambino resterà vivo.
23Ma ora che egli è morto, perché digiunare?
Posso io farlo ritornare? Io andrò da lui, ma lui non ritornerà da me!"

24Poi Davide consolò Betsabea sua moglie, entrò
da lei e le si unì: essa partorì un figlio, che egli chiamò Salomone.
25Il Signore amò Salomone e mandò il profeta
Natan, che lo chiamò Iedidià per ordine del Signore.
26Intanto Ioab assalì Rabbà degli Ammoniti, si
impadronì della città delle acque
27e inviò messaggeri a Davide per dirgli: "Ho
assalito Rabbà e mi sono già impadronito della città delle acque.
28Ora raduna il resto del popolo, accàmpati
contro la città e prendila, altrimenti se la prendo io, porterebbe il
mio nome".
29Davide radunò tutto il popolo, si mosse verso
Rabbà, l'assalì e la prese.
30Tolse dalla testa di Milcom la corona, che
pesava un talento d'oro e conteneva una pietra preziosa; essa fu posta
sulla testa di Davide. Asportò dalla città un bottino molto grande.
31Fece uscire gli abitanti che erano nella città
e li impiegò nei lavori delle seghe, dei picconi di ferro e delle scuri
di ferro e li fece lavorare alle fornaci da mattoni; così fece a tutte
le città degli Ammoniti. Poi Davide tornò a Gerusalemme con tutta la sua
truppa.

|