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9

1Ora
Abimèlech, figlio di Ierub-Baal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e disse
loro e a tutta la parentela di sua madre:
2"Dite agli orecchi di tutti i signori di Sichem: È meglio
per voi che vi governino settanta uomini, tutti i figli di Ierub-Baal, o che vi
governi un solo uomo? Ricordatevi che io sono del vostro sangue".
3I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a
tutti i signori di Sichem quelle parole e il cuor loro si piegò a favore di
Abimèlech, perché dicevano: "È nostro fratello".
4Gli diedero settanta sicli d'argento che tolsero dal
tempio di Baal-Berit; con essi Abimèlech assoldò uomini sfaccendati e audaci che
lo seguirono.
5Venne alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una
stessa pietra i suoi fratelli, figli di Ierub-Baal, settanta uomini. Ma Iotam,
figlio minore di Ierub-Baal, scampò, perché si era nascosto.
6Tutti i signori di Sichem e tutta Bet-Millo si radunarono
e andarono a proclamare re Abimèlech presso la Quercia della Stele che si trova
a Sichem. .
7Ma Iotam, informato della cosa, andò a porsi sulla sommità
del monte Garizim e, alzando la voce, gridò: "Ascoltatemi, signori di Sichem, e
Dio ascolterà voi!
8Si misero in cammino gli alberi per ungere un re su di
essi. Dissero all'ulivo:Regna su di noi.
9Rispose loro l'ulivo:Rinuncerò al mio olio,grazie al quale
si onorano dèi e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?

10Dissero gli alberi al
fico:Vieni tu, regna su di noi.
11Rispose loro il fico:Rinuncerò alla mia dolcezzae al mio
frutto squisito,e andrò ad agitarmi sugli alberi?

12Dissero gli alberi alla vite:Vieni tu, regna su di noi.
13Rispose loro la vite:Rinuncerò al mio mosto che allieta
dèi e uomini, e andrò ad agitarmi sugli alberi?

14Dissero tutti gli alberi al rovo:Vieni tu, regna su di
noi.
15Rispose il rovo agli alberi:Se in verità ungete me re su
di voi, venite, rifugiatevi alla mia ombra; se no, esca un fuoco dal rovo e
divori i cedri del Libano.

16Ora voi non avete agito con lealtà e onestà
proclamando re Abimèlech, non avete operato bene verso Ierub-Baal e la
sua casa, non lo avete trattato secondo il merito delle sue azioni...
17Perché mio padre ha combattuto per voi, ha
esposto al pericolo la vita e vi ha liberati dalle mani di Madian.
18Voi invece oggi siete insorti contro la casa di
mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, sopra una stessa
pietra e avete proclamato re dei signori di Sichem Abimèlech, figlio
della sua schiava, perché è vostro fratello.
19Se dunque avete operato oggi con sincerità e con
integrità verso Ierub-Baal e la sua casa, godetevi Abimèlech ed egli si
goda voi!
20Ma se non è così, esca da Abimèlech un fuoco che
divori i signori di Sichem e Bet-Millo; esca dai signori di Sichem e da
Bet-Millo un fuoco che divori Abimèlech!".
21Iotam corse via, si mise in salvo e andò a
stabilirsi a Beer, lontano da Abimèlech suo fratello.
22Abimèlech dominò su Israele tre anni.
23Poi Dio mandò un cattivo spirito fra Abimèlech e
i signori di Sichem e i signori di Sichem si ribellarono ad Abimèlech.
24Questo avvenne perché la violenza fatta ai
settanta figli di Ierub-Baal ricevesse il castigo e il loro sangue
ricadesse su Abimèlech loro fratello, che li aveva uccisi, e sui signori
di Sichem, che gli avevano dato mano per uccidere i suoi fratelli.
25I signori di Sichem posero agguati contro di lui
sulla cima dei monti, rapinando chiunque passasse vicino alla strada.
Abimèlech fu informato della cosa.
26Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli
vennero e si stabilirono a Sichem e i signori di Sichem riposero la
fiducia in lui.
27Usciti nella campagna, vendemmiarono le loro
vigne, pigiarono l'uva e fecero festa. Poi entrarono nella casa del loro
Dio, mangiarono, bevvero e maledissero Abimèlech.
28Gaal, figlio di Ebed, disse: "Chi è Abimèlech e
che è Sichem, perché dobbiamo servirlo? Non dovrebbero piuttosto il
figlio di Ierub-Baal e Zebul, suo luogotenente, servire gli uomini di
Camor, capostipite di Sichem? Perché dovremmo servirlo noi?
29Se avessi in mano questo popolo, io scaccerei
Abimèlech e direi: Accresci pure il tuo esercito ed esci in campo".
30Ora Zebul, governatore della città, udite le
parole di Gaal, figlio di Ebed, si accese d'ira
31e mandò messaggeri ad Abimèlech in Aruma per
dirgli: "Ecco Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli sono venuti a
Sichem e sollevano la città contro di te.
32Alzati dunque di notte con la gente che hai con
te e tendi un agguato nella campagna.
33Domattina, non appena spunterà il sole, ti
alzerai e piomberai sulla città mentre lui con la sua gente ti uscirà
contro: tu gli farai quel che troverai opportuno".
34Abimèlech e tutta la gente che era con lui si
alzarono di notte e tesero un agguato contro Sichem, divisi in quattro
schiere.
35Gaal, figlio di Ebed, uscì e si fermò
all'ingresso della porta della città; allora Abimèlech uscì dall'agguato
con la gente che aveva.
36Gaal, vista quella gente, disse a Zebul: "Ecco
gente che scende dalle cime dei monti". Zebul gli rispose: "Tu vedi
l'ombra dei monti e la prendi per uomini".
37Gaal riprese a parlare e disse: "Ecco gente che
scende dall'Ombelico della terra e una schiera che giunge per la via
della Quercia dei Maghi".
38Allora Zebul gli disse: "Dov'è ora la
spavalderia di quando dicevi: Chi è Abimèlech, perché dobbiamo servirlo?
Non è questo il popolo che disprezzavi? Ora esci in campo e combatti
contro di lui!".
39Allora Gaal uscì alla testa dei signori di
Sichem e diede battaglia ad Abimèlech.
40Ma Abimèlech lo inseguì ed egli fuggì dinanzi a
lui e molti uomini caddero morti fino all'ingresso della porta.
41Abimèlech ritornò ad Aruma e Zebul cacciò Gaal e
i suoi fratelli, che non poterono più rimanere a Sichem.
42Il giorno dopo il popolo di Sichem uscì alla
campagna e Abimèlech ne fu informato.

43Egli prese la sua gente, la divise in tre
schiere e tese un agguato nella campagna: quando vide che il popolo
usciva dalla città, si mosse contro di essi e li batté.
44Abimèlech e la sua gente fecero irruzione e si
fermarono all'ingresso della porta della città, mentre le altre due
schiere si gettarono su quelli che erano nella campagna e li colpirono.
45Abimèlech combatté contro la città tutto quel
giorno, la prese e uccise il popolo che vi si trovava; poi distrusse la
città e la cosparse di sale.
46Tutti i signori della torre di Sichem, all'udir
questo, entrarono nel sotterraneo del tempio di El-Berit.
47Fu riferito ad Abimèlech che tutti i signori
della torre di Sichem si erano adunati.
48Allora Abimèlech salì sul monte Zalmon con tutta
la gente che aveva con sé; prese in mano la scure, tagliò un ramo
d'albero, lo sollevò e se lo mise in spalla; poi disse alla sua gente:
"Quello che mi avete visto fare, fatelo presto anche voi!".
49Tutti tagliarono ciascuno un ramo e seguirono
Abimèlech; posero i rami contro il sotterraneo e bruciarono tra le
fiamme la sala con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente
della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne.

50Poi Abimèlech andò a Tebes, la cinse d'assedio e la
prese.
51In mezzo alla città c'era una torre fortificata, dove si
rifugiarono tutti i signori della città, uomini e donne; vi si rinchiusero
dentro e salirono sul terrazzo della torre.
52Abimèlech, giunto alla torre, l'attaccò e si accostò
alla porta della torre per appiccarvi il fuoco.
53Ma una donna gettò giù il pezzo superiore di una macina
sulla testa di Abimèlech e gli spaccò il cranio.
54Egli chiamò in fretta il giovane che gli portava le armi
e gli disse: "Tira fuori la spada e uccidimi, perché non si dica di me: L'ha
ucciso una donna!". Il giovane lo trafisse ed egli morì.
55Quando gli Israeliti videro che Abimèlech era morto, se
ne andarono ciascuno a casa sua.
56Così Dio fece ricadere sopra Abimèlech il male che egli
aveva fatto contro suo padre, uccidendo settanta suoi fratelli.
57Dio fece anche ricadere sul capo della gente di Sichem
tutto il male che essa aveva fatto; così si avverò su di loro la maledizione di
Iotam, figlio di Ierub-Baal.
10
1Dopo Abimèlech, sorse a salvare Israele Tola, figlio di
Pua, figlio di Dodo, uomo di Issacar. Dimorava a Samir sulle montagne di Efraim;
2fu giudice d'Israele per ventitré anni, poi morì e fu
sepolto a Samir.
3Dopo di lui sorse Iair, il Galaadita, che fu giudice
d'Israele per ventidue anni;
4ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e
avevano trenta città, che si chiamano anche oggi i Villaggi di Iair e sono nel
paese di Gàlaad.
5Poi Iair morì e fu sepolto a Kamon.

6Gli Israeliti continuarono a fare ciò che è male
agli occhi del Signore e servirono i Baal, le Astarti, gli dèi di Aram,
gli dèi di Sidòne, gli dèi di Moab, gli dèi degli Ammoniti e gli dèi dei
Filistei; abbandonarono il Signore e non lo servirono più.
7L'ira del Signore si accese contro Israele e li
mise nelle mani dei Filistei e nelle mani degli Ammoniti.
8Questi afflissero e oppressero per diciotto anni
gli Israeliti, tutti i figli d'Israele che erano oltre il Giordano, nel
paese degli Amorrei in Gàlaad.
9Poi gli Ammoniti passarono il Giordano per
combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa d'Efraim
e Israele fu in grande angoscia.
10Allora gli Israeliti gridarono al Signore:
"Abbiamo peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Dio
e abbiamo servito i Baal".
11Il Signore disse agli Israeliti: "Non vi ho io
liberati dagli Egiziani, dagli Amorrei, dagli Ammoniti e dai Filistei?
12Quando quelli di Sidòne, gli Amaleciti e i
Madianiti vi opprimevano e voi gridavate a me, non vi ho forse liberati
dalle loro mani?
13Eppure, mi avete abbandonato e avete servito
altri dèi; perciò io non vi salverò più.
14Andate a gridare agli dèi che avete scelto; vi
salvino essi nel tempo della vostra angoscia!".
15Gli Israeliti dissero al Signore: "Abbiamo
peccato; fa' di noi ciò che ti piace; soltanto, liberaci in questo
giorno".
16Eliminarono gli dèi stranieri e servirono il
Signore, il quale non tollerò più a lungo la tribolazione di Israele.
17Gli Ammoniti si radunarono e si accamparono in
Gàlaad e anche gli Israeliti si adunarono e si accamparono a Mizpa.
18Il popolo, i principi di Gàlaad, si dissero l'un
l'altro: "Chi sarà l'uomo che comincerà a combattere contro gli
Ammoniti? Egli sarà il capo di tutti gli abitanti di Gàlaad".
11
1Ora
Iefte, il Galaadita, era uomo forte e valoroso, figlio di una
prostituta; lo aveva generato Gàlaad.
2Poi la moglie di Gàlaad gli partorì figli e,
quando i figli della moglie furono adulti, cacciarono Iefte e gli
dissero: "Tu non avrai eredità nella casa di nostro padre, perché sei
figlio di un'altra donna".
3Iefte fuggì lontano dai suoi fratelli e si
stabilì nel paese di Tob. Attorno a Iefte si raccolsero alcuni
sfaccendati e facevano scorrerie con lui.
4Qualche tempo dopo gli Ammoniti mossero guerra a
Israele.
5Quando gli Ammoniti iniziarono la guerra contro
Israele, gli anziani di Gàlaad andarono a prendere Iefte nel paese di
Tob.
6Dissero a Iefte: "Vieni, sii nostro condottiero e
combatteremo contro gli Ammoniti".
7Ma Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: "Non
siete forse voi quelli che mi avete odiato e scacciato dalla casa di mio
padre? Perché venite da me ora che siete in difficoltà?".
8Gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: "Proprio
per questo ora ci rivolgiamo a te: verrai con noi, combatterai contro
gli Ammoniti e sarai il capo di noi tutti abitanti di Gàlaad".
9Iefte rispose agli anziani di Gàlaad: "Se mi
riconducete per combattere contro gli Ammoniti e il Signore li mette in
mio potere, io sarò vostro capo".
10Gli anziani di Gàlaad dissero a Iefte: "Il
Signore sia testimone tra di noi, se non faremo come hai detto".
11Iefte dunque andò con gli anziani di Gàlaad; il
popolo lo costituì suo capo e condottiero e Iefte ripeté le sue parole
davanti al Signore in Mizpa.
12Poi Iefte inviò messaggeri al re degli Ammoniti
per dirgli: "Che c'è tra me e te, perché tu venga contro di me a muover
guerra al mio paese?".
13Il re degli Ammoniti rispose ai messaggeri di
Iefte: "Perché, quando Israele uscì dall'Egitto, si impadronì del mio
territorio, dall'Arnon fino allo Iabbok e al Giordano; restituiscilo
spontaneamente".
14Iefte inviò di nuovo messaggeri al re degli
Ammoniti per dirgli:
15"Dice Iefte: Israele non si impadronì del paese
di Moab, né del paese degli Ammoniti;
16ma, quando Israele uscì dall'Egitto e attraversò
il deserto fino al Mare Rosso e giunse a Kades,
17mandò messaggeri al re di Edom per dirgli:
Lasciami passare per il tuo paese, ma il re di Edom non acconsentì.
Mandò anche al re di Moab, nemmeno lui volle e Israele rimase a Kades.
18Poi camminò per il deserto, fece il giro del
paese di Edom e del paese di Moab, giunse a oriente del paese di Moab e
si accampò oltre l'Arnon senza entrare nei territori di Moab; perché l'Arnon
segna il confine di Moab.
19Allora Israele mandò messaggeri a Sicon, re
degli Amorrei, re di Chesbon, e gli disse: Lasciaci passare dal tuo
paese, per arrivare al nostro.
20Ma Sicon non si fidò che Israele passasse per i
suoi confini; anzi radunò tutta la sua gente, si accampò a Iaaz e
combatté contro Israele.
21Il Signore, Dio d'Israele, mise Sicon e tutta la
sua gente nelle mani d'Israele, che li sconfisse; così Israele conquistò
tutto il paese degli Amorrei che abitavano quel territorio;
22conquistò tutti i territori degli Amorrei, dall'Arnon
allo Iabbok e dal deserto al Giordano.
23Ora il Signore, Dio d'Israele, ha scacciato gli
Amorrei davanti a Israele suo popolo e tu vorresti possedere il loro
paese?
24Non possiedi tu quello che Camos tuo dio ti ha
fatto possedere? Così anche noi possiederemo il paese di quelli che il
Signore ha scacciati davanti a noi.
25Sei tu forse più di Balak, figlio di Zippor, re
di Moab? Mosse forse querela ad Israele o gli fece guerra?
26Da trecento anni Israele abita a Chesbon e
nelle sue dipendenze, ad Aroer e nelle sue dipendenze e in tutte le
città lungo l'Arnon; perché non gliele avete tolte durante questo tempo?
27Io non ti ho fatto torto e tu agisci male verso
di me, muovendomi guerra; il Signore giudice giudichi oggi tra gli
Israeliti e gli Ammoniti!
28Ma il re degli Ammoniti non ascoltò le parole
che Iefte gli aveva mandato a dire.
29Allora lo spirito del Signore venne su Iefte ed
egli attraversò Gàlaad e Manàsse, passò a Mizpa di Gàlaad e da Mizpa di
Gàlaad raggiunse gli Ammoniti.

30Iefte fece voto al Signore e disse: "Se tu mi metti
nelle mani gli Ammoniti,
31la persona che uscirà per prima dalle porte di casa mia
per venirmi incontro, quando tornerò vittorioso dagli Ammoniti, sarà per il
Signore e io l'offrirò in olocausto".
32Quindi Iefte raggiunse gli Ammoniti per combatterli e
il Signore glieli mise nelle mani.
33Egli li sconfisse da Aroer fin verso Minnit, prendendo
loro venti città, e fino ad Abel-Cheramin. Così gli Ammoniti furono umiliati
davanti agli Israeliti.
34Poi Iefte tornò a Mizpa, verso casa sua; ed ecco
uscirgli incontro la figlia, con timpani e danze. Era l'unica figlia: non aveva
altri figli, né altre figlie.
35Appena la vide, si stracciò le vesti e disse: "Figlia
mia, tu mi hai rovinato! Anche tu sei con quelli che mi hanno reso infelice! Io
ho dato la mia parola al Signore e non posso ritirarmi".

36Essa gli disse: "Padre mio, se hai dato parola al
Signore, fa' di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca, perché il Signore ti
ha concesso vendetta sugli Ammoniti, tuoi nemici".
37Poi disse al padre: "Mi sia concesso questo: lasciami
libera per due mesi, perché io vada errando per i monti a piangere la mia
verginità con le mie compagne".
38Egli le rispose: "Va'!", e la lasciò andare per due
mesi. Essa se ne andò con le compagne e pianse sui monti la sua verginità.

39Alla fine dei due mesi tornò dal padre ed egli fece di
lei quello che aveva promesso con voto. Essa non aveva conosciuto uomo; di qui
venne in Israele questa usanza:
40ogni anno le fanciulle d'Israele vanno a piangere la
figlia di Iefte il Galaadita, per quattro giorni.

12
1Ora gli uomini di Efraim si radunarono,
passarono il fiume verso Zafon e dissero a Iefte: "Perché sei andato a
combattere contro gli Ammoniti e non ci hai chiamati con te? Noi
bruceremo te e la tua casa".
2Iefte rispose loro: "Io e il mio popolo abbiamo
avuto grandi lotte con gli Ammoniti; quando vi ho chiamati in aiuto, non
siete venuti a liberarmi dalle loro mani.
3Vedendo che voi non venivate in mio aiuto, ho
esposto al pericolo la vita, ho marciato contro gli Ammoniti e il
Signore me li ha messi nelle mani. Perché dunque siete venuti oggi
contro di me a muovermi guerra?".
4Iefte, radunati tutti gli uomini di Gàlaad,
diede battaglia ad Efraim; gli uomini di Gàlaad sconfissero gli
Efraimiti, perché questi dicevano: "Voi siete fuggiaschi di Efraim;
Gàlaad sta in mezzo a Efraim e in mezzo a Manàsse".
5I Galaaditi intercettarono agli Efraimiti i
guadi del Giordano; quando uno dei fuggiaschi di Efraim diceva:
"Lasciatemi passare", gli uomini di Gàlaad gli chiedevano: "Sei un
Efraimita?". Se quegli rispondeva: "No",
6i Galaaditi gli dicevano: "Ebbene, di' 'Scibbolet'",
e quegli diceva 'Sibbolet', non sapendo pronunciare bene. Allora lo
afferravano e lo uccidevano presso i guadi del Giordano. In quella
occasione perirono quarantaduemila uomini di Efraim.
7Iefte fu giudice d'Israele per sei anni. Poi
Iefte, il Galaadita, morì e fu sepolto nella sua città in Gàlaad.
8Dopo di lui fu giudice d'Israele Ibsan di
Betlemme.
9Egli ebbe trenta figli, maritò trenta figlie e
fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu giudice
d'Israele per sette anni.
10Poi Ibsan morì e fu sepolto a Betlemme.
11Dopo di lui fu giudice d'Israele Elon, lo
Zabulonita; fu giudice d'Israele per dieci anni.
12Poi Elon, lo Zabulonita, morì e fu sepolto ad
Aialon, nel paese di Zàbulon.
13Dopo di lui fu giudice d'Israele Abdon, figlio
di Illel, di Piraton.
14Ebbe quaranta figli e trenta nipoti, i quali
cavalcavano settanta asinelli. Fu giudice d'Israele per otto anni.
15Poi Abdon, figlio di Illel, il Piratonita, morì
e fu sepolto a Piraton, nel paese di Efraim, sul monte Amalek.
Sansone
13

1Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli
occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani dei Filistei per quarant'anni.
2C'era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti,
chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito.
3L'angelo del Signore apparve a questa donna e le disse:
"Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un
figlio.
4Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal
mangiare nulla d'immondo.
5Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla
cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a
Dio fin dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei
Filistei".
6La donna andò a dire al marito: "Un uomo di Dio è venuto
da me; aveva l'aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non gli ho
domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome,
7ma mi ha detto: Ecco tu concepirai e partorirai un
figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d'immondo,
perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della
sua morte".
8Allora Manoach pregò il Signore e disse: "Signore,
l'uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c'insegni quello che
dobbiamo fare per il nascituro".
9Dio ascoltò la preghiera di Manoach e l'angelo di Dio
tornò ancora dalla donna, mentre stava nel campo; ma Manoach suo marito non era
con lei.
10La donna corse in fretta ad informare il marito e gli
disse: "Ecco, mi è apparso quell'uomo che venne da me l'altro giorno".
11Manoach si alzò, seguì la moglie e giunto a quell'uomo
gli disse: "Sei tu l'uomo che hai parlato a questa donna?". Quegli rispose:
"Sono io".
12Manoach gli disse: "Quando la tua parola si sarà
avverata, quale sarà la norma da seguire per il bambino e che si dovrà fare per
lui?".
13L'angelo del Signore rispose a Manoach: "Si astenga la
donna da quanto le ho detto.
14Non mangi nessun prodotto della vigna, né beva vino o
bevanda inebriante e non mangi nulla d'immondo; osservi quanto le ho comandato".
15Manoach disse all'angelo del Signore: "Permettici di
trattenerti e di prepararti un capretto!".
16L'angelo del Signore rispose a Manoach: "Anche se tu mi
trattenessi, non mangerei il tuo cibo; ma se vuoi fare un olocausto, offrilo al
Signore". Manoach non sapeva che quello fosse l'angelo del Signore.

17Poi Manoach disse all'angelo del Signore: "Come ti
chiami, perché quando si saranno avverate le tue parole, noi ti rendiamo
onore?".
18L'angelo del Signore gli rispose: "Perché mi chiedi il
nome? Esso è misterioso".
19Manoach prese il capretto e l'offerta e li bruciò sulla
pietra al Signore, che opera cose misteriose. Mentre Manoach e la moglie stavano
guardando,
20mentre la fiamma saliva dall'altare al cielo, l'angelo
del Signore salì con la fiamma dell'altare. Manoach e la moglie, che stavano
guardando, si gettarono allora con la faccia a terra
21e l'angelo del Signore non apparve più né a Manoach né
alla moglie. Allora Manoach comprese che quello era l'angelo del Signore.
22Manoach disse alla moglie: "Noi moriremo certamente,
perché abbiamo visto Dio".
23Ma sua moglie gli disse: "Se il Signore avesse voluto
farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l'olocausto e l'offerta;
non ci avrebbe mostrato tutte queste cose né ci avrebbe fatto udire proprio ora
cose come queste".
24Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il
bambino crebbe e il Signore lo benedisse.
25Lo spirito del Signore cominciò a investirlo quando era
a Macane-Dan, fra Zorea ed Estaol.
14

1Sansone scese poi a Timna e a Timna vide una donna tra
le figlie dei Filistei.
2Tornato a casa, disse al padre e alla madre: "Ho visto a
Timna una donna, una figlia dei Filistei; ora prendetemela in moglie".
3Suo padre e sua madre gli dissero: "Non c'è una donna
tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perché tu vada a
prenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi?". Ma Sansone rispose al
padre: "Prendimi quella, perché mi piace".
4Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal
Signore, il quale cercava pretesto di lite dai Filistei. In quel tempo i
Filistei dominavano Israele.
5Sansone scese con il padre e con la madre a Timna;
quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leone venirgli incontro
ruggendo.
6Lo spirito del Signore lo investì e, senza niente in
mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto
non disse nulla al padre né alla madre.
7Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque.
8Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla
strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone c'era uno
sciame d'api e il miele.
9Egli prese di quel miele nel cavo delle mani e si mise a
mangiarlo camminando; quand'ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed
essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del
leone.
10Suo padre scese dunque da quella donna e Sansone fece
ivi un banchetto, perché così usavano fare i giovani.
11Quando lo ebbero visto, presero trenta compagni perché
stessero con lui.

12Sansone disse loro: "Voglio proporvi un
indovinello; se voi me lo spiegate entro i sette giorni del banchetto e
se l'indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta mute di vesti;
13ma se non sarete capaci di spiegarmelo, darete
trenta tuniche e trenta mute di vesti a me".
14Quelli gli risposero: "Proponi l'indovinello e
noi lo ascolteremo". Egli disse loro
"Dal divoratore è uscito il cibo
e dal forte è uscito il dolce".
Per tre giorni quelli non riuscirono a
spiegare l'indovinello.
15Al quarto giorno dissero alla moglie di
Sansone: "Induci tuo marito a spiegarti l'indovinello; se no daremo
fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati qui per
spogliarci?".
16La moglie di Sansone si mise a piangergli
attorno e a dirgli: "Tu hai per me solo odio e non mi ami; hai proposto
un indovinello ai figli del mio popolo e non me l'hai spiegato!". Le
disse: "Ecco, non l'ho spiegato a mio padre né a mia madre e dovrei
spiegarlo a te?".
17Essa gli pianse attorno, durante i sette giorni
del banchetto; il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo
tormentava, ed essa spiegò l'indovinello ai figli del suo popolo.
18Gli uomini della città, il settimo giorno,
prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone:"Che c'è di più dolce
del miele?Che c'è di più forte del leone?".Rispose loro:"Se non aveste
arato con la mia giovenca,non avreste sciolto il mio indovinello".
19Allora lo spirito del Signore lo investì ed
egli scese ad Ascalon; vi uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e
diede le mute di vesti a quelli che avevano spiegato l'indovinello. Poi
acceso d'ira, risalì a casa di suo padre
20e la moglie di Sansone fu data al compagno che
gli aveva fatto da amico di nozze.
15

1Dopo qualche tempo, nei giorni della mietitura
del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e
disse: "Voglio entrare da mia moglie nella camera". Ma il padre di lei
non gli permise di entrare
2e gli disse: "Credevo proprio che tu l'avessi
ripudiata e perciò l'ho data al tuo compagno; la sua sorella minore non
è più bella di lei? Prendila dunque al suo posto".
3Ma Sansone rispose loro: "Questa volta non sarò
colpevole verso i Filistei, se farò loro del male".
4Sansone se ne andò e catturò trecento volpi;
prese delle fiaccole, legò coda e coda e mise una fiaccola fra le due
code.
5Poi accese le fiaccole, lasciò andare le volpi
per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano
tuttora in piedi e perfino le vigne e gli oliveti.
6I Filistei chiesero: "Chi ha fatto questo?". Fu
risposto: "Sansone, il genero dell'uomo di Timna, perché costui gli ha
ripreso la moglie e l'ha data al compagno di lui". I Filistei salirono e
bruciarono tra le fiamme lei e suo padre.
7Sansone disse loro: "Poiché agite in questo
modo, io non la smetterò finché non mi sia vendicato di voi".
8Li
batté l'uno sull'altro, facendone una grande strage. Poi scese e si
ritirò nella caverna della rupe di Etam.

9Allora i Filistei vennero, si accamparono in
Giuda e fecero una scorreria fino a Lechi.
10Gli uomini di Giuda dissero loro: "Perché siete
venuti contro di noi?". Quelli risposero: "Siamo venuti per legare
Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi".
11Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna
della rupe di Etam e dissero a Sansone: "Non sai che i Filistei ci
dominano? Che cosa ci hai fatto?". Egli rispose loro: "Quello che hanno
fatto a me, io l'ho fatto a loro".
12Gli dissero: "Siamo scesi per legarti e
metterti nelle mani dei Filistei". Sansone replicò loro: "Giuratemi che
voi non mi colpirete".
13Quelli risposero: "No, ti legheremo soltanto e
ti metteremo nelle loro mani; ma certo non ti uccideremo". Lo legarono
con due funi nuove e lo fecero salire dalla rupe.
14Mentre giungeva a Lechi e i Filistei gli
venivano incontro con grida di gioia, lo spirito del Signore lo investì;
le funi che aveva alle braccia
divennero come fili di lino bruciacchiati dal fuoco e i legami gli
caddero disfatti dalle mani.
15Trovò allora una mascella d'asino ancora
fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini.
16Sansone disse:

"Con la
mascella dell'asino,li ho ben macellati!Con la mascella dell'asino,ho colpito
mille uomini!".
17Quand'ebbe finito di parlare, gettò via la mascella;
per questo, quel luogo fu chiamato Ramat-Lechi.
18Poi ebbe gran sete e invocò il Signore dicendo: "Tu hai
concesso questa grande vittoria mediante il tuo servo; ora dovrò morir di sete e
cader nelle mani dei non circoncisi?".
19Allora Dio spaccò la roccia concava che è a Lechi e ne
scaturì acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita.
Perciò quella fonte fu chiamata En-Korè: essa esiste a Lechi fino ad oggi.
20Sansone fu giudice d'Israele, al tempo dei Filistei,
per venti anni.
16

1Sansone andò a Gaza, vide una prostituta e andò
da lei.
2Fu detto a quelli di Gaza: "È venuto Sansone".
Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta
della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: "Attendiamo
lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo".
3Sansone riposò fino a mezzanotte; a mezzanotte
si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li
divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in
cima al monte che guarda in direzione di Ebron.
4In seguito si innamorò di una donna della valle
di Sorek, che si chiamava Dalila.
5Allora i capi dei Filistei andarono da lei e le
dissero: "Seducilo e vedi da dove proviene la sua forza così grande e
come potremmo prevalere su di lui per legarlo e domarlo; ti daremo
ciascuno mille e cento sicli d'argento".
6Dalila dunque disse a Sansone: "Spiegami: da
dove proviene la tua forza così grande e in che modo ti si potrebbe
legare per domarti?".
7Sansone le rispose: "Se mi si legasse con sette
corde d'arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei
come un uomo qualunque".
8Allora i capi dei Filistei le portarono sette
corde d'arco fresche, non ancora secche, ed essa lo legò con esse.
9L'agguato era teso in una camera interna. Essa
gli gridò: "Sansone, i Filistei ti sono addosso!".

Ma egli
spezzò le corde come si spezza un fil di stoppa, quando sente il fuoco. Così il
segreto della sua forza non fu conosciuto.
10Poi Dalila disse a Sansone: "Ecco tu ti sei burlato di
me e mi hai detto menzogne; ora spiegami come ti si potrebbe legare".
11Le rispose: "Se mi si legasse con funi nuove non ancora
adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque".
12Dalila prese dunque funi nuove, lo legò e gli gridò:
"Sansone, i Filistei ti sono addosso!". L'agguato era teso nella camera interna.
Egli ruppe come un filo le funi che aveva alle braccia.
13Poi Dalila disse a Sansone: "Ancora ti sei burlato di
me e mi hai detto menzogne; spiegami come ti si potrebbe legare". Le rispose:
"Se tu tessessi le sette trecce della mia testa nell'ordito e le fissassi con il
pettine del telaio, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque".
14Essa dunque lo fece addormentare, tessé le sette trecce
della sua testa nell'ordito e le fissò con il pettine, poi gli gridò: "Sansone,
i Filistei ti sono addosso!". Ma egli si svegliò dal sonno e strappò il pettine
del telaio e l'ordito.
15Allora essa gli disse: "Come puoi dirmi: Ti amo, mentre
il tuo cuore non è con me? Già tre volte ti sei burlato di me e non mi hai
spiegato da dove proviene la tua forza così grande".

16Ora poiché essa lo importunava ogni giorno con le sue
parole e lo tormentava, egli ne fu annoiato fino alla morte
17e le aprì tutto il cuore e le disse: "Non è mai passato
rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo di Dio dal seno di mia madre; se
fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come
un uomo qualunque".
18Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il
cuore, mandò a chiamare i capi dei Filistei e fece dir loro: "Venite su questa
volta, perché egli mi ha aperto tutto il cuore". Allora i capi dei Filistei
vennero da lei e portarono con sé il denaro.
19Essa lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo
adatto e gli fece radere le sette trecce del capo. Egli cominciò a infiacchirsi
e la sua forza si ritirò da lui.
20Allora essa gli gridò: "Sansone, i Filistei ti sono
addosso!". Egli, svegliatosi dal sonno, pensò: "Io ne uscirò come ogni altra
volta e mi svincolerò". Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.
21I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo
fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di rame. Egli dovette girare la
macina nella prigione.

22Intanto
la capigliatura che gli avevano rasata, cominciava a ricrescergli.
23Ora i capi dei Filistei si radunarono per offrire un
gran sacrificio a Dagon loro dio e per far festa. Dicevano:"Il nostro dio ci ha
messo nelle maniSansone nostro nemico".
24Quando il popolo lo vide,
cominciò a lodare il suo dio e a dire:"Il nostro dio ci ha messo nelle mani
Sansone nostro nemico,che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti dei
nostri".

25Nella gioia del
loro cuore dissero: "Chiamate Sansone perché ci faccia divertire!".
Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a far giochi
alla loro presenza. Poi lo fecero stare fra le colonne.
26Sansone disse al fanciullo che lo teneva per la
mano: "Lasciami pure; fammi solo toccare le colonne sulle quali posa la
casa, così che possa appoggiarmi ad esse".
27Ora la casa era piena di uomini e di donne; vi
erano tutti i capi dei Filistei e sul terrazzo circa tremila persone fra
uomini e donne, che stavano a guardare, mentre Sansone faceva giochi.
28Allora Sansone invocò il Signore e disse:
"Signore, ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto,
e in un colpo solo mi vendicherò dei
Filistei per i miei due occhi!".
29Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle
quali posava la casa; si appoggiò ad esse, all'una con la destra,
all'altra con la sinistra.
30Sansone disse: "Che io muoia insieme con i
Filistei!". Si curvò con tutta la forza e la casa rovinò addosso ai capi
e a tutto il popolo che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò
con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita.
31Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo
padre scesero e lo portarono via; risalirono e lo seppellirono fra Zorea
ed Estaol nel sepolcro di Manoach suo padre. Egli era stato giudice
d'Israele per venti anni.

Il
levita
17
1C'era un uomo sulle montagne di Efraim, che si chiamava
Mica.
2Egli disse alla madre: "Quei millecento sicli di argento
che ti hanno rubato e per i quali hai pronunziato una maledizione e l'hai
pronunziata alla mia presenza, ecco, li ho io; quel denaro l'avevo preso io. Ora
te lo restituisco". La madre disse: "Benedetto sia mio figlio dal Signore!".
3Egli restituì alla madre i millecento sicli d'argento e
la madre disse: "Io consacro con la mia mano questo denaro al Signore, in favore
di mio figlio, per farne una statua scolpita e una statua di getto".
4Quando egli ebbe restituito il denaro alla madre, questa
prese duecento sicli e li diede al fonditore, il quale ne fece una statua
scolpita e una statua di getto, che furono collocate nella casa di Mica.
5Quest'uomo, Mica, ebbe un santuario; fece un 'efod' e i
'terafim' e diede l'investitura a uno dei figli, che gli fece da sacerdote.
6In quel tempo non c'era un re in Israele; ognuno faceva
quello che gli pareva meglio. 7Ora c'era un giovane di
Betlemme di Giuda, della tribù di Giuda, il quale era un levita e abitava in
quel luogo come forestiero.
8Questo uomo era partito dalla città di Betlemme di
Giuda, per cercare una dimora dovunque la trovasse. Cammin facendo era giunto
sulle montagne di Efraim, alla casa di Mica.
9Mica gli domandò: "Da dove vieni?". Gli rispose: "Sono
un levita di Betlemme di Giuda e vado a cercare una dimora dove la troverò".
10Mica gli disse: "Rimani con me e sii per me padre e
sacerdote; ti darò dieci sicli d'argento all'anno, un corredo e vitto". Il
levita entrò.
11Il levita dunque acconsentì a stare con quell'uomo, che
trattò il giovane come un figlio.
12Mica diede l'investitura al levita; il giovane gli fece
da sacerdote e si stabilì in casa di lui.
13Mica disse: "Ora so che il Signore mi farà del bene,
perché ho ottenuto questo levita come mio sacerdote
18
1In quel tempo non c'era un re in Israele e la tribù dei
Daniti cercava un territorio per stabilirvisi, perché fino a quei giorni non le
era toccata nessuna eredità fra le tribù d'Israele.
2I figli di Dan mandarono dunque da Zorea e da Estaol
cinque uomini della loro tribù, uomini di valore, per visitare ed esplorare il
paese; dissero loro: "Andate ad esplorare il Paese!". Quelli giunsero sulle
montagne di Efraim fino alla casa di Mica e passarono la notte in quel luogo.
3Mentre erano presso la casa di Mica, riconobbero la voce
del giovane levita; avvicinatisi, gli chiesero: "Chi ti ha condotto qua? Che fai
in questo luogo? Che hai tu qui?".
4Rispose loro: "Mica mi ha fatto così e così, mi dà un
salario e io gli faccio da sacerdote".
5Gli dissero: "Consulta Dio, perché possiamo sapere se il
viaggio che abbiamo intrapreso avrà buon esito".
6Il sacerdote rispose loro: "Andate in pace, il viaggio
che fate è sotto lo sguardo del Signore".
7I cinque uomini continuarono il viaggio e arrivarono a
Lais e videro che il popolo, che vi abitava, viveva in sicurezza secondo i
costumi di quelli di Sidòne, tranquillo e fidente; non c'era nel paese chi,
usurpando il potere, facesse qualcosa di offensivo; erano lontani da quelli di
Sidòne e non avevano relazione con nessuno.
8Poi tornarono ai loro fratelli a Zorea e a Estaol e i
fratelli chiesero loro: "Che notizie portate?".
9Quelli risposero: "Alziamoci e andiamo contro quella
gente, poiché abbiamo visto il paese ed è ottimo. E voi rimanete inattivi? Non
indugiate a partire per andare a prendere in possesso il paese.
10Quando arriverete là, troverete un popolo che non
sospetta di nulla. Il paese è vasto e Dio ve lo ha messo nelle mani; è un
luogo dove non manca nulla di ciò che è sulla terra".
Il paese è
vasto e Dio ve lo ha messo nelle mani; è un luogo dove non manca nulla di ciò
che è sulla terra".
11Allora seicento uomini della tribù dei Daniti partirono
da Zorea e da Estaol, ben armati.
12Andarono e si accamparono a Kiriat-Iearim, in Giuda;
perciò il luogo, che è a occidente di Kiriat-Iearim, fu chiamato e si chiama
fino ad oggi l'accampamento di Dan.
13Di là passarono sulle montagne di Efraim e giunsero
alla casa di Mica.
14I
cinque uomini che erano andati a esplorare il paese di Lais dissero ai loro
fratelli: "Sapete che in queste case c'è un 'efod', ci sono i 'terafim', una
statua scolpita e una statua di getto? Sappiate ora quello che dovete fare".
15Quelli si diressero da quella parte, giunsero alla casa
del giovane levita, cioè alla casa di Mica, e lo salutarono.
16Mentre i seicento uomini dei Daniti, muniti delle loro
armi, stavano davanti alla porta,
17e i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese
vennero, entrarono in casa, presero la statua scolpita, l''efod', i 'terafim' e
la statua di getto. Intanto il sacerdote stava davanti alla porta con i seicento
uomini armati.
18Quando, entrati in casa di Mica, ebbero preso la statua
scolpita, l''efod', i 'terafim' e la statua di getto, il sacerdote disse loro:
"Che fate?".
19Quelli gli risposero: "Taci, mettiti la mano sulla
bocca, vieni con noi e sarai per noi padre e sacerdote. Che cosa è meglio per
te, essere sacerdote della casa di un uomo solo oppure essere sacerdote di una
tribù e di una famiglia in Israele?".
20Il sacerdote gioì in cuor suo; prese l''efod', i 'terafim'
e la statua scolpita e si unì a quella gente.
21Allora si rimisero in cammino, mettendo innanzi a loro
i bambini, il bestiame e le masserizie.
22Quando erano già lontani dalla casa di Mica, i suoi
vicini si misero in armi e raggiunsero i Daniti.
23Allora gridarono ai Daniti. Questi si voltarono e
dissero a Mica: "Perché ti sei messo in armi?".
24Egli rispose: "Avete portato via gli dèi che mi ero
fatti e il sacerdote e ve ne siete andati. Ora che mi resta? Come potete dunque
dirmi: Che hai?".
25I Daniti gli dissero: "Non si senta la tua voce dietro
a noi, perché uomini irritati potrebbero scagliarsi su di voi e tu ci perderesti
la vita e la vita di quelli della tua casa!".
26I Daniti continuarono il viaggio; Mica, vedendo che
essi erano più forti di lui, si voltò indietro e tornò a casa.
27Quelli dunque, presi con sé gli oggetti che Mica aveva
fatti e il sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, a un popolo che
se ne stava tranquillo e sicuro; lo passarono a fil di spada e diedero la città
alle fiamme.
28Nessuno le prestò aiuto, perché era lontana da Sidòne e
i suoi abitanti non avevano relazioni con altra gente. Essa era nella valle che
si estende verso Bet-Recob.
29Poi i Daniti ricostruirono la città e l'abitarono. La
chiamarono Dan dal nome di Dan loro padre, che era nato da Israele; ma prima la
città si chiamava Lais.
30E i Daniti eressero per loro uso la statua scolpita;
Gionata, figlio di Ghersom, figlio di Manàsse, e i suoi figli furono sacerdoti
della tribù dei Daniti finché gli abitanti del paese furono deportati.
31Essi misero in onore per proprio uso la statua
scolpita, che Mica aveva fatta, finché la casa di Dio rimase a Silo.
19

1In
quel tempo, quando non c'era un re in Israele, un levita, il quale dimorava
all'interno delle montagne di Efraim, si prese per concubina una donna di
Betlemme di Giuda.
2Ma la concubina in un momento di collera lo abbandonò,
tornando a casa del padre a Betlemme di Giuda e vi rimase per quattro mesi.
3Suo marito si mosse e andò da lei per convincerla a
tornare. Aveva preso con sé il suo servo e due asini. Ella lo condusse in casa
di suo padre; quando il padre della giovane lo vide, gli andò incontro con
gioia.
4Suo suocero, il padre della giovane, lo trattenne ed
egli rimase con lui tre giorni; mangiarono e bevvero e passarono la notte in
quel luogo.
5Il quarto giorno si alzarono di buon'ora e il levita si
disponeva a partire. Il padre della giovane disse: "Prendi un boccone di pane
per ristorarti; poi, ve ne andrete".
6Così sedettero tutti e due insieme e mangiarono e
bevvero. Poi il padre della giovane disse al marito: "Accetta di passare qui la
notte e il tuo cuore gioisca".
7Quell'uomo si alzò per andarsene; ma il suocero fece
tanta insistenza che accettò di passare la notte in quel luogo.
8Il quinto giorno egli si alzò di buon'ora per andarsene
e il padre della giovane gli disse: "Rinfràncati prima". Così indugiarono fino
al declinare del giorno e mangiarono insieme.
9Quando quell'uomo si alzò per andarsene con la sua
concubina e con il suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse:
"Ecco, il giorno volge ora a sera; state qui questa notte; ormai il giorno sta
per finire; passa la notte qui e il tuo cuore gioisca; domani vi metterete in
viaggio di buon'ora e andrai alla tua tenda".
10Ma quell'uomo non volle passare la notte in quel luogo;
si alzò, partì e giunse di fronte a Iebus, cioè Gerusalemme, con i suoi due
asini sellati, con la sua concubina e il servo.
11Quando furono vicino a Iebus, il giorno era di molto
calato e il servo disse al suo padrone: "Vieni, deviamo il cammino verso questa
città dei Gebusei e passiamovi la notte".
12Il padrone gli rispose: "Non entreremo in una città di
stranieri, i cui abitanti non sono Israeliti, ma andremo oltre, fino a Gàbaa".
13Aggiunse al suo servo: "Vieni, raggiungiamo uno di quei
luoghi e passeremo la notte a Gàbaa o a Rama".
14Così passarono oltre e continuarono il viaggio; il sole
tramontava, quando si trovarono di fianco a Gàbaa, che appartiene a Beniamino.
Deviarono in quella direzione per passare la notte a Gàbaa.
15Il levita entrò e si fermò sulla piazza della città; ma
nessuno li accolse in casa per passare la notte.
16Quand'ecco un vecchio che tornava la sera dal lavoro
nei campi; era un uomo delle montagne di Efraim, che abitava come forestiero in
Gàbaa, mentre invece la gente del luogo era beniaminita.
17Alzati gli occhi, vide quel viandante sulla piazza
della città. Il vecchio gli disse: "Dove vai e da dove vieni?".
18Quegli rispose: "Andiamo da Betlemme di Giuda fino
all'estremità delle montagne di Efraim. Io sono di là ed ero andato a Betlemme
di Giuda; ora mi reco alla casa del Signore, ma nessuno mi accoglie sotto il suo
tetto.

19Eppure abbiamo paglia e foraggio per i nostri asini e
anche pane e vino per me, per la tua serva e per il giovane che è con i tuoi
servi; non ci manca nulla".
20Il vecchio gli disse: "La pace sia con te! Prendo a mio
carico quanto ti occorre; non devi passare la notte sulla piazza".
21Così lo condusse in casa sua e diede foraggio agli
asini; i viandanti si lavarono i piedi, poi mangiarono e bevvero.
22Mentre aprivano il cuore alla gioia ecco gli uomini
della città, gente iniqua, circondarono la casa, bussando alla porta, e dissero
al vecchio padrone di casa: "Fa' uscire quell'uomo che è entrato in casa tua,
perché vogliamo abusare di lui".
23Il padrone di casa uscì e disse loro: "No, fratelli
miei, non fate una cattiva azione; dal momento che quest'uomo è venuto in casa
mia, non dovete commettere questa infamia!
24Ecco mia figlia che è vergine, io ve la condurrò fuori,
abusatene e fatele quello che vi pare; ma non commettete contro quell'uomo una
simile infamia".
25Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. Allora il
levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. Essi la presero e
abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare allo
spuntar dell'alba.
26Quella donna sul far del mattino venne a cadere
all'ingresso della casa dell'uomo, presso il quale stava il suo padrone e là
restò finché fu giorno chiaro.
27Il suo padrone si alzò alla mattina, aprì la porta
della casa e uscì per continuare il suo viaggio; ecco la donna, la sua
concubina, giaceva distesa all'ingresso della casa, con le mani sulla soglia.

28Le disse: "Alzati, dobbiamo partire!". Ma non ebbe
risposta. Allora il marito la caricò sull'asino e partì per tornare alla sua
abitazione.
29Come giunse a casa, si munì di un coltello, afferrò la
sua concubina e la tagliò, membro per membro, in dodici pezzi; poi li spedì per
tutto il territorio d'Israele.
30Agli uomini che inviava ordinò: "Così direte ad ogni
uomo d'Israele: È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli Israeliti
sono usciti dal paese di Egitto fino ad oggi? Pensateci, consultatevi e
decidete!". Quanti vedevano, dicevano: "Non è mai accaduta e non si è mai vista
una cosa simile, da quando gli Israeliti sono usciti dal paese d'Egitto fino ad
oggi!".
20
1Allora tutti gli Israeliti uscirono, da Dan fino a
Bersabea e al paese di Gàlaad, e il popolo si radunò come un sol uomo dinanzi al
Signore, a Mizpa.
2I capi di tutto il popolo e tutte le tribù d'Israele si
presentarono all'assemblea del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila
fanti, che maneggiavano la spada.
3I figli di Beniamino vennero a sapere che gli Israeliti
erano venuti a Mizpa. Gli Israeliti dissero: "Parlate! Com'è avvenuta questa
scelleratezza?".
4Allora il levita, il marito della donna che era stata
uccisa, rispose: "Io ero giunto con la mia concubina a Gàbaa di Beniamino per
passarvi la notte.
5Ma gli abitanti di Gàbaa insorsero contro di me e
circondarono di notte la casa dove stavo; volevano uccidere me; quanto alla mia
concubina le usarono violenza fino al punto che ne morì.
6Io presi la mia concubina, la feci a pezzi e li mandai
per tutto il territorio della nazione d'Israele, perché costoro hanno commesso
un delitto e un'infamia in Israele.
7Eccovi qui tutti, Israeliti; consultatevi e decidete qui
stesso".
8Tutto il popolo si alzò insieme gridando: "Nessuno di
noi tornerà alla tenda, nessuno di noi rientrerà a casa.
9Ora ecco quanto faremo a Gàbaa: tireremo a sorte
10e prenderemo in tutte le tribù d'Israele dieci uomini
su cento, cento su mille e mille su diecimila, i quali andranno a cercare viveri
per il popolo, per quelli che andranno a punire Gàbaa di Beniamino, come merita
l'infamia che ha commessa in Israele".
11Così tutti gli Israeliti si radunarono contro quella
città, uniti come un sol uomo.
12Le tribù d'Israele mandarono uomini in tutta la tribù
di Beniamino a dire: "Quale delitto è stato commesso in mezzo a voi?
13Dunque consegnateci quegli uomini iniqui di Gàbaa,
perché li uccidiamo e cancelliamo il male da Israele". Ma i figli di Beniamino
non vollero ascoltare la voce dei loro fratelli, gli Israeliti.
14I figli di Beniamino uscirono dalle loro città e si
radunarono a Gàbaa per combattere contro gli Israeliti.
15Si passarono in rassegna i figli di Beniamino usciti
dalle città: formavano un totale di ventiseimila uomini che maneggiavano la
spada, senza contare gli abitanti di Gàbaa.
16Fra tutta questa gente c'erano settecento uomini
scelti, che erano ambidestri. Tutti costoro erano capaci di colpire con la
fionda un capello, senza fallire il colpo.
17Si fece pure la rassegna degli Israeliti, non compresi
quelli di Beniamino, ed erano quattrocentomila uomini in grado di maneggiare la
spada, tutti guerrieri.
18Gli Israeliti si mossero, vennero a Betel e
consultarono Dio, dicendo: "Chi di noi andrà per primo a combattere contro i
figli di Beniamino?". Il Signore rispose: "Giuda andrà per primo".
19Il mattino dopo, gli Israeliti si mossero e si
accamparono presso Gàbaa.
20Gli Israeliti uscirono per combattere contro Beniamino
e si disposero in ordine di battaglia contro di loro, presso Gàbaa.
21Allora i figli di Beniamino uscirono e in quel giorno
sterminarono ventiduemila Israeliti,
22ma il popolo, gli Israeliti, si rinfrancarono e
tornarono a schierarsi in battaglia dove si erano schierati il primo giorno.
23Gli Israeliti andarono a piangere davanti al Signore
fino alla sera e consultarono il Signore, dicendo: "Devo continuare a combattere
contro Beniamino mio fratello?". Il Signore rispose: "Andate contro di loro".
24Gli Israeliti vennero a battaglia con i figli di
Beniamino una seconda volta.
25I Beniaminiti una seconda volta uscirono da Gàbaa
contro di loro e sterminarono altri diciottomila uomini degli Israeliti, tutti
atti a maneggiar la spada.
26Allora tutti gli Israeliti e tutto il popolo andarono a
Betel, piansero e rimasero davanti al Signore e digiunarono quel giorno fino
alla sera e offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore.
27Gli Israeliti consultarono il Signore - l'arca
dell'alleanza di Dio in quel tempo era là
28e Pincas, figlio di Eleazaro, figlio di Aronne,
prestava servizio davanti a essa in quel tempo - e dissero: "Devo continuare
ancora a uscire in battaglia contro Beniamino mio fratello o devo cessare?". Il
Signore rispose: "Andate, perché domani ve li metterò nelle mani".
29Israele tese quindi un agguato intorno a Gàbaa.
30Gli Israeliti andarono il terzo giorno contro i figli
di Beniamino e si disposero a battaglia presso Gàbaa come le altre volte.
31I figli di Beniamino fecero una sortita contro il
popolo, si lasciarono attirare lontano dalla città e cominciarono a colpire e ad
uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d'Israele, lungo le strade che
portano a Betel e a Gàbaon, in aperta campagna: ne uccisero circa trenta.
32Già i figli di Beniamino pensavano: "Eccoli sconfitti
davanti a noi come la prima volta". Ma gli Israeliti dissero: "Fuggiamo e
attiriamoli dalla città sulle strade!".
33Tutti gli Israeliti abbandonarono la loro posizione e
si disposero a battaglia a Baal-Tamar, mentre quelli di Israele che erano in
agguato sbucavano dal luogo dove si trovavano, a occidente di Gàbaa.
34Diecimila uomini scelti in tutto Israele giunsero
davanti a Gàbaa. Il combattimento fu aspro: quelli non si accorgevano del
disastro che stava per colpirli.
35Il Signore sconfisse Beniamino davanti ad Israele; gli
Israeliti uccisero in quel giorno venticinquemila e cento uomini di Beniamino,
tutti atti a maneggiare la spada.

I figli di Beniamino si accorsero d'essere sconfitti. Gli
Israeliti avevano ceduto terreno a Beniamino, perché confidavano nell'agguato
che avevano teso presso Gàbaa.
37Quelli che stavano in agguato infatti si gettarono
d'improvviso contro Gàbaa e, fattavi irruzione, passarono a fil di spada
l'intera città.
38C'era un segnale convenuto fra gli Israeliti e quelli
dell'imboscata: questi dovevano fare salire dalla città una colonna di fumo.
39Gli Israeliti avevano dunque voltato le spalle nel
combattimento e gli uomini di Beniamino avevano cominciato a colpire e uccidere
circa trenta uomini d'Israele. Essi dicevano: "Ormai essi sono sconfitti davanti
a noi, come nella prima battaglia!".
40Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò ad
alzarsi dalla città, quelli di Beniamino si voltarono indietro ed ecco tutta la
città saliva in fiamme verso il cielo.
41Allora gli Israeliti tornarono indietro e gli uomini di
Beniamino furono presi dal terrore, vedendo il disastro piombare loro addosso.
42Voltarono le spalle davanti agli Israeliti e presero la
via del deserto; ma i combattenti li incalzavano e quelli che venivano dalla
città piombavano in mezzo a loro massacrandoli.
43Circondarono i Beniaminiti, li inseguirono senza
tregua, li incalzarono fino di fronte a Gàbaa dal lato di oriente.
44Caddero dei Beniaminiti diciottomila uomini, tutti
valorosi.
45I superstiti voltarono le spalle e fuggirono verso il
deserto, in direzione della roccia di Rimmon e gli Israeliti ne rastrellarono
per le strade cinquemila, li incalzarono fino a Ghideom e ne colpirono altri
duemila.
46Così il numero totale dei Beniaminiti, che caddero quel
giorno, fu di venticinquemila, atti a maneggiare la spada, tutta gente di
valore.
47Seicento uomini, che avevano voltato le spalle ed erano
fuggiti verso il deserto, raggiunsero la roccia di Rimmon, rimasero alla roccia
di Rimmon quattro mesi.
48Intanto gli Israeliti tornarono contro i figli di
Beniamino, passarono a fil di spada nella città uomini e bestiame e quanto
trovarono, e diedero alle fiamme anche tutte le città che incontrarono.
21
1Gli
Israeliti avevano giurato a Mizpa: "Nessuno di noi darà in moglie la figlia a un
Beniaminita".
2Il popolo venne a Betel, dove rimase fino alla sera
davanti a Dio, alzò la voce prorompendo in pianto
3e disse: "Signore, Dio d'Israele, perché è avvenuto
questo in Israele, che oggi in Israele sia venuta meno una delle sue tribù?".
4Il giorno dopo il popolo si alzò di buon mattino,
costruì in quel luogo un altare e offrì olocausti e sacrifici di comunione.
5Poi gli Israeliti dissero: "Chi è fra tutte le tribù
d'Israele, che non sia venuto all'assemblea davanti al Signore?". Perché c'era
stato questo grande giuramento contro chi non fosse venuto alla presenza del
Signore a Mizpa: "Sarà messo a morte".
6Gli Israeliti si pentivano di quello che avevano fatto a
Beniamino loro fratello e dicevano: "Oggi è stata soppressa una tribù d'Israele.
7Come faremo per le donne dei superstiti, perché abbiamo
giurato per il Signore di non dar loro in moglie nessuna delle nostre figlie?".
8Dissero dunque: "Qual è fra le tribù d'Israele quella
che non è venuta davanti al Signore a Mizpa?". Risultò che nessuno di Iabes di
Gàlaad era venuto all'accampamento dove era l'assemblea;
9fatta la rassegna del popolo si era trovato che là non
vi era nessuno degli abitanti di Iabes di Gàlaad.
10Allora la comunità vi mandò dodicimila uomini dei più
valorosi e ordinò: "Andate e passate a fil di spada gli abitanti di Iabes di
Gàlaad, comprese le donne e i bambini.
11Farete così: ucciderete ogni maschio e ogni donna che
abbia avuto rapporti con un uomo; invece risparmierete le vergini".
12Trovarono fra gli abitanti di Iabes di Gàlaad
quattrocento fanciulle vergini, che non avevano avuto rapporti con alcuno, e le
condussero all'accampamento, a Silo, che è nel paese di Canaan.
13Allora tutta la comunità mandò messaggeri per parlare
ai figli di Beniamino che erano alla roccia di Rimmon e per proclamar loro la
pace.
14Così i Beniaminiti tornarono e furono loro date le
donne a cui era stata risparmiata la vita fra le donne di Iabes di Gàlaad; ma
non erano sufficienti per tutti.

15Il popolo dunque si era pentito di quello che aveva
fatto a Beniamino, perché il Signore aveva aperto una breccia fra le tribù
d'Israele.
16Gli anziani della comunità dissero: "Come procureremo
donne ai superstiti, poiché le donne beniaminite sono state distrutte?".
17Soggiunsero: "Le proprietà dei superstiti devono
appartenere a Beniamino perché non sia soppressa una tribù in Israele.
18Ma noi non possiamo dar loro in moglie le nostre
figlie, perché gli Israeliti hanno giurato: Maledetto chi darà una moglie a
Beniamino!".
19Aggiunsero: "Ecco ogni anno si fa una festa per il
Signore a Silo", che è a nord di Betel, a oriente della strada che va da Betel a
Sichem e a mezzogiorno di Lebona.
20Diedero quest'ordine ai figli di Beniamino: "Andate,
appostatevi nelle vigne
21e state a vedere: quando le fanciulle di Silo usciranno
per danzare in coro, uscite dalle vigne, rapite ciascuno una donna tra le
fanciulle di Silo e ve ne andrete nel paese di Beniamino.
22Quando i loro padri o i loro fratelli verranno a
discutere con voi, direte loro: Concedetele a noi: abbiamo preso ciascuno una
donna come in battaglia... ma se ce le aveste date voi stessi, allora avreste
peccato".
23I figli di Beniamino fecero a quel modo: si presero
mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici; le rapirono, poi partirono e
tornarono nel loro territorio, riedificarono le città e vi stabilirono la
dimora.
24In quel medesimo tempo, gli Israeliti se ne andarono
ciascuno nella sua tribù e nella sua famiglia e da quel luogo ciascuno si
diresse verso la sua eredità.
25In quel tempo non c'era un re in Israele; ognuno faceva
quel che gli pareva meglio.


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