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Beniamino
43

1 La
carestia continuava a gravare sulla terra.
2Quand'ebbero
finito di consumare il grano che avevano portato dall'Egitto, il padre disse
loro: "Tornate là e acquistate per noi un po' di viveri".
3Ma
Giuda gli disse: "Quell'uomo ci ha avvertito severamente: "Non verrete alla mia
presenza, se non avrete con voi il vostro fratello!".
4Se tu
sei disposto a lasciar partire con noi nostro fratello, andremo laggiù e ti
compreremo dei viveri.
5Ma se
tu non lo lasci partire, non ci andremo, perché quell'uomo ci ha detto: "Non
verrete alla mia presenza, se non avrete con voi il vostro fratello!"".
6Israele
disse: "Perché mi avete fatto questo male: far sapere a quell'uomo che avevate
ancora un fratello?".
7Risposero:
"Quell'uomo ci ha interrogati con insistenza intorno a noi e alla nostra
parentela: "È ancora vivo vostro padre? Avete qualche altro fratello?". E noi
abbiamo risposto secondo queste domande. Come avremmo potuto sapere che egli
avrebbe detto: "Conducete qui vostro fratello"?".

8Giuda
disse a Israele suo padre: "Lascia venire il giovane con me; prepariamoci a
partire per sopravvivere e non morire, noi, tu e i nostri bambini.
9Io mi
rendo garante di lui: dalle mie mani lo reclamerai. Se non te lo ricondurrò, se
non te lo riporterò, io sarò colpevole contro di te per tutta la vita.
10Se
non avessimo indugiato, ora saremmo già di ritorno per la seconda volta".
11Israele,
loro padre, rispose: "Se è così, fate pure: mettete nei vostri bagagli i
prodotti più scelti della terra e portateli in dono a quell'uomo: un po' di
balsamo, un po' di miele, resina e làudano, pistacchi e mandorle.
12Prendete
con voi il doppio del denaro, così porterete indietro il denaro che è stato
rimesso nella bocca dei vostri sacchi: forse si tratta di un errore.
13Prendete
anche vostro fratello, partite e tornate da quell'uomo.
14Dio
l'Onnipotente vi faccia trovare misericordia presso quell'uomo, così che vi
rilasci sia l'altro fratello sia Beniamino. Quanto a me, una volta che non avrò
più i miei figli, non li avrò più!".
15Gli
uomini presero dunque questo dono e il doppio del denaro e anche Beniamino, si
avviarono, scesero in Egitto e si presentarono a Giuseppe.

16Quando
Giuseppe vide Beniamino con loro, disse al suo maggiordomo: "Conduci questi
uomini in casa, macella quello che occorre e apparecchia, perché questi uomini
mangeranno con me a mezzogiorno".
17
Quell'uomo fece come Giuseppe aveva ordinato e introdusse quegli uomini nella
casa di Giuseppe.
18Ma
essi si spaventarono, perché venivano condotti in casa di Giuseppe, e si
dissero: "A causa del denaro, rimesso l'altra volta nei nostri sacchi, ci
conducono là: per assalirci, piombarci addosso e prenderci come schiavi con i
nostri asini".
19Allora
si avvicinarono al maggiordomo della casa di Giuseppe e parlarono con lui
all'ingresso della casa;
20dissero:
"Perdona, mio signore, noi siamo venuti già un'altra volta per comprare viveri.
21Quando
fummo arrivati a un luogo per passarvi la notte, aprimmo i sacchi ed ecco, il
denaro di ciascuno si trovava alla bocca del suo sacco: proprio il nostro denaro
con il suo peso esatto. Noi ora l'abbiamo portato indietro
22e,
per acquistare i viveri, abbiamo portato con noi altro denaro. Non sappiamo chi
abbia messo nei sacchi il nostro denaro!".
23Ma
quegli disse: "State in pace, non temete! Il vostro Dio e il Dio dei vostri
padri vi ha messo un tesoro nei sacchi; il vostro denaro lo avevo ricevuto io".
E condusse loro Simeone.
24Quell'uomo
fece entrare gli uomini nella casa di Giuseppe, diede loro dell'acqua, perché si
lavassero i piedi e diede il foraggio ai loro asini.
25Essi
prepararono il dono nell'attesa che Giuseppe arrivasse a mezzogiorno, perché
avevano saputo che avrebbero preso cibo in quel luogo.
26Quando
Giuseppe arrivò a casa, gli presentarono il dono che avevano con sé, e si
prostrarono davanti a lui con la faccia a terra.
27Egli
domandò loro come stavano e disse: "Sta bene il vostro vecchio padre di cui mi
avete parlato? Vive ancora?".
28Risposero:
"Il tuo servo, nostro padre, sta bene, è ancora vivo" e si inginocchiarono
prostrandosi.
29Egli
alzò gli occhi e guardò Beniamino, il suo fratello, figlio della stessa madre, e
disse: "È questo il vostro fratello più giovane, di cui mi avete parlato?" e
aggiunse: "Dio ti conceda grazia, figlio mio!".
30Giuseppe
si affrettò a uscire, perché si era commosso nell'intimo alla presenza di suo
fratello e sentiva il bisogno di piangere; entrò nella sua camera e pianse.
31Poi
si lavò la faccia, uscì e, facendosi forza, ordinò: "Servite il pasto".
32Fu
servito per lui a parte, per loro a parte e per i commensali egiziani a parte,
perché gli Egiziani non possono prender cibo con gli Ebrei: ciò sarebbe per loro
un abominio.
33Presero
posto davanti a lui dal primogenito al più giovane, ciascuno in ordine di età, e
si guardavano con meraviglia l'un l'altro.
34Egli
fece portare loro porzioni prese dalla propria mensa, ma la porzione di
Beniamino era cinque volte più abbondante di quella di tutti gli altri. E con
lui bevvero fino all'allegria.
44

1
Diede poi quest'ordine al suo maggiordomo: "Riempi i sacchi di quegli uomini di
tanti viveri quanti ne possono contenere e rimetti il denaro di ciascuno alla
bocca del suo sacco.
2Metterai
la mia coppa, la coppa d'argento, alla bocca del sacco del più giovane, insieme
con il denaro del suo grano". Quello fece secondo l'ordine di Giuseppe.
3Alle
prime luci del mattino quegli uomini furono fatti partire con i loro asini.
4Erano
appena usciti dalla città e ancora non si erano allontanati, quando Giuseppe
disse al suo maggiordomo: "Su, insegui quegli uomini, raggiungili e di' loro:
"Perché avete reso male per bene?
5Non è
forse questa la coppa in cui beve il mio signore e per mezzo della quale egli
suole trarre i presagi? Avete fatto male a fare così"".
6Egli
li raggiunse e ripeté loro queste parole.
7Quelli
gli risposero: "Perché il mio signore dice questo? Lontano dai tuoi servi il
fare una cosa simile!
8Ecco,
se ti abbiamo riportato dalla terra di Canaan il denaro che abbiamo trovato alla
bocca dei nostri sacchi, come avremmo potuto rubare argento o oro dalla casa del
tuo padrone?
9Quello
dei tuoi servi, presso il quale si troverà, sia messo a morte e anche noi
diventeremo schiavi del mio signore".

10Rispose:
"Ebbene, come avete detto, così sarà: colui, presso il quale si troverà la
coppa, diventerà mio schiavo e voi sarete innocenti".
11Ciascuno
si affrettò a scaricare a terra il suo sacco e lo aprì.
12Quegli
li frugò cominciando dal maggiore e finendo con il più piccolo, e la coppa fu
trovata nel sacco di Beniamino.
13Allora
essi si stracciarono le vesti, ricaricarono ciascuno il proprio asino e
tornarono in città.
14Giuda
e i suoi fratelli vennero nella casa di Giuseppe, che si trovava ancora là, e si
gettarono a terra davanti a lui.
15Giuseppe
disse loro: "Che azione avete commesso? Non vi rendete conto che un uomo come me
è capace di indovinare?".
16Giuda
disse: "Che diremo al mio signore? Come parlare? Come giustificarci? Dio stesso
ha scoperto la colpa dei tuoi servi! Eccoci schiavi del mio signore, noi e colui
che è stato trovato in possesso della coppa".
17Ma
egli rispose: "Lontano da me fare una cosa simile! L'uomo trovato in possesso
della coppa, quello sarà mio schiavo: quanto a voi, tornate in pace da vostro
padre".

18Allora
Giuda gli si fece innanzi e disse: "Perdona, mio signore, sia permesso al tuo
servo di far sentire una parola agli orecchi del mio signore; non si accenda la
tua ira contro il tuo servo, perché uno come te è pari al faraone!
19Il
mio signore aveva interrogato i suoi servi: "Avete ancora un padre o un
fratello?".
20E
noi avevamo risposto al mio signore: "Abbiamo un padre vecchio e un figlio
ancora giovane natogli in vecchiaia, il fratello che aveva è morto ed egli è
rimasto l'unico figlio di quella madre e suo padre lo ama".
21Tu
avevi detto ai tuoi servi: "Conducetelo qui da me, perché possa vederlo con i
miei occhi".
22Noi
avevamo risposto al mio signore: "Il giovinetto non può abbandonare suo padre:
se lascerà suo padre, questi ne morirà".
23Ma
tu avevi ingiunto ai tuoi servi: "Se il vostro fratello minore non verrà qui con
voi, non potrete più venire alla mia presenza".
24Fatto
ritorno dal tuo servo, mio padre, gli riferimmo le parole del mio signore.
25E
nostro padre disse: "Tornate ad acquistare per noi un po' di viveri".
26E
noi rispondemmo: "Non possiamo ritornare laggiù: solo se verrà con noi il nostro
fratello minore, andremo; non saremmo ammessi alla presenza di quell'uomo senza
avere con noi il nostro fratello minore".
27Allora
il tuo servo, mio padre, ci disse: "Voi sapete che due figli mi aveva procreato
mia moglie.
28Uno
partì da me e dissi: certo è stato sbranato! Da allora non l'ho più visto.
29Se
ora mi porterete via anche questo e gli capitasse una disgrazia, voi fareste
scendere con dolore la mia canizie negli inferi".
30Ora,
se io arrivassi dal tuo servo, mio padre, e il giovinetto non fosse con noi,
poiché la vita dell'uno è legata alla vita dell'altro,
31non
appena egli vedesse che il giovinetto non è con noi, morirebbe, e i tuoi servi
avrebbero fatto scendere con dolore negli inferi la canizie del tuo servo,
nostro padre.
32Ma
il tuo servo si è reso garante del giovinetto presso mio padre dicendogli: "Se
non te lo ricondurrò, sarò colpevole verso mio padre per tutta la vita".
33Ora,
lascia che il tuo servo rimanga al posto del giovinetto come schiavo del mio
signore e il giovinetto torni lassù con i suoi fratelli!
34Perché,
come potrei tornare da mio padre senza avere con me il giovinetto? Che io non
veda il male che colpirebbe mio padre!".
45

1Allora
Giuseppe non poté più trattenersi dinanzi a tutti i circostanti e gridò: "Fate
uscire tutti dalla mia presenza!". Così non restò nessun altro presso di lui,
mentre Giuseppe si faceva conoscere dai suoi fratelli.
2E
proruppe in un grido di pianto. Gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu risaputa
nella casa del faraone.
3Giuseppe
disse ai fratelli: "Io sono Giuseppe! È ancora vivo mio padre?". Ma i suoi
fratelli non potevano rispondergli, perché sconvolti dalla sua presenza.
4Allora
Giuseppe disse ai fratelli: "Avvicinatevi a me!". Si avvicinarono e disse loro:
"Io sono Giuseppe, il vostro fratello, quello che voi avete venduto sulla via
verso l'Egitto.
5Ma
ora non vi rattristate e non vi crucciate per avermi venduto quaggiù, perché Dio
mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita.
6Perché
già da due anni vi è la carestia nella regione e ancora per cinque anni non vi
sarà né aratura né mietitura.
7Dio
mi ha mandato qui prima di voi, per assicurare a voi la sopravvivenza nella
terra e per farvi vivere per una grande liberazione.
8Dunque
non siete stati voi a mandarmi qui, ma Dio. Egli mi ha stabilito padre per il
faraone, signore su tutta la sua casa e governatore di tutto il territorio
d'Egitto.
9Affrettatevi
a salire da mio padre e ditegli: "Così dice il tuo figlio Giuseppe: Dio mi ha
stabilito signore di tutto l'Egitto. Vieni quaggiù presso di me senza tardare.
Abiterai nella terra di Gosen e starai vicino a me
tu con i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, le tue greggi e i tuoi armenti e
tutti i tuoi averi.
11Là
io provvederò al tuo sostentamento, poiché la carestia durerà ancora cinque
anni, e non cadrai nell'indigenza tu, la tua famiglia e quanto possiedi".
12Ed
ecco, i vostri occhi lo vedono e lo vedono gli occhi di mio fratello Beniamino:
è la mia bocca che vi parla!
13Riferite
a mio padre tutta la gloria che io ho in Egitto e quanto avete visto;
affrettatevi a condurre quaggiù mio padre".
14Allora
egli si gettò al collo di suo fratello Beniamino e pianse. Anche Beniamino
piangeva, stretto al suo collo.
15Poi
baciò tutti i fratelli e pianse. Dopo, i suoi fratelli si misero a conversare
con lui.

16Intanto
nella casa del faraone si era diffusa la voce: "Sono venuti i fratelli di
Giuseppe!" e questo fece piacere al faraone e ai suoi ministri.
17Allora
il faraone disse a Giuseppe: "Di' ai tuoi fratelli: "Fate così: caricate le
cavalcature, partite e andate nella terra di Canaan.
18Prendete
vostro padre e le vostre famiglie e venite da me: io vi darò il meglio del
territorio d'Egitto e mangerete i migliori prodotti della terra".
19Quanto
a te, da' loro questo comando: "Fate così: prendete con voi dalla terra d'Egitto
carri per i vostri bambini e le vostre donne, caricate vostro padre e venite.
20Non
abbiate rincrescimento per i vostri beni, perché il meglio di tutta la terra
d'Egitto sarà vostro"".
21Così
fecero i figli d'Israele. Giuseppe diede loro carri secondo l'ordine del faraone
e consegnò loro una provvista per il viaggio.
22Diede
a tutti un cambio di abiti per ciascuno, ma a Beniamino diede trecento sicli
d'argento e cinque cambi di abiti.
23Inoltre
mandò al padre dieci asini carichi dei migliori prodotti dell'Egitto e dieci
asine cariche di frumento, pane e viveri per il viaggio del padre.
24Poi
congedò i fratelli e, mentre partivano, disse loro: "Non litigate durante il
viaggio!".
25Così
essi salirono dall'Egitto e arrivarono nella terra di Canaan, dal loro padre
Giacobbe,
26e
gli riferirono: "Giuseppe è ancora vivo, anzi governa lui tutto il territorio
d'Egitto!". Ma il suo cuore rimase freddo, perché non poteva credere loro.
27Quando
però gli riferirono tutte le parole che Giuseppe aveva detto loro ed egli vide i
carri che Giuseppe gli aveva mandato per trasportarlo, allora lo spirito del
loro padre Giacobbe si rianimò.
28Israele
disse: "Basta! Giuseppe, mio figlio, è vivo. Voglio andare a vederlo, prima di
morire!".
46

1
Israele dunque levò le tende con quanto possedeva e arrivò a Bersabea, dove
offrì sacrifici al Dio di suo padre Isacco.
2Dio
disse a Israele in una visione nella notte: "Giacobbe, Giacobbe!". Rispose:
"Eccomi!".
3Riprese:
"Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché
laggiù io farò di te una grande nazione.
4Io
scenderò con te in Egitto e io certo ti farò tornare. Giuseppe ti chiuderà gli
occhi con le sue mani".
5Giacobbe
partì da Bersabea e i figli d'Israele fecero salire il loro padre Giacobbe, i
loro bambini e le loro donne sui carri che il faraone aveva mandato per
trasportarlo.
6Presero
il loro bestiame e tutti i beni che avevano acquistato nella terra di Canaan e
vennero in Egitto, Giacobbe e con lui tutti i suoi discendenti.
7Egli
condusse con sé in Egitto i suoi figli e i nipoti, le sue figlie e le nipoti,
tutti i suoi discendenti.
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8Questi sono i nomi
dei
figli d'Israele che entrarono in
Egitto: Giacobbe e i suoi figli, il primogenito di Giacobbe, Ruben.
9I
figli di Ruben: Enoc, Pallu, Chesron e Carmì.
10I
figli di Simeone: Iemuèl, Iamin, Oad, Iachin, Socar e Saul, figlio
della Cananea.
11I
figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì.
12I
figli di Giuda: Er, Onan, Sela, Peres e Zerach; ma Er e Onan erano
morti nella terra di Canaan. Furono figli di Peres: Chesron e Camul.
13I
figli di Ìssacar: Tola, Puva, Iob e Simron.
14I
figli di Zàbulon: Sered, Elon e Iacleèl.
15Questi
sono i figli che Lia partorì a Giacobbe in Paddan-Aram oltre alla
figlia Dina; tutti i figli e le figlie di Giacobbe erano trentatré
persone.
16I
figli di Gad: Sifiòn, Agghì, Sunì, Esbon, Erì, Arodì e Arelì.
17I
figli di Aser: Imna, Isva, Isvì, Berià e la loro sorella Serach. I
figli di Berià: Cheber e Malchièl.
18Questi
sono i figli di Zilpa, che Làbano aveva dato come schiava alla
figlia Lia; ella li partorì a Giacobbe: erano sedici persone. |
19I
figli di Rachele, moglie di Giacobbe: Giuseppe e Beniamino.
20A
Giuseppe erano nati in Egitto Èfraim e Manasse, che gli partorì Asenat, figlia
di Potifera, sacerdote di Eliòpoli.
21I
figli di Beniamino: Bela, Becher e Asbel, Ghera, Naamàn, Echì, Ros, Muppìm,
Uppìm e Ard.
22Questi
sono i figli che Rachele partorì a Giacobbe; in tutto quattordici persone.
23I
figli di Dan: Cusìm.
24I
figli di Nèftali: Iacseèl, Gunì, Ieser e Sillem.
25Questi
sono i figli di Bila, che Làbano diede come schiava alla figlia Rachele, ed ella
li partorì a Giacobbe; in tutto sette persone.
26Tutte
le persone che entrarono con Giacobbe in Egitto, discendenti da lui, senza
contare le mogli dei figli di Giacobbe, furono sessantasei.
I figli che nacquero a Giuseppe in Egitto furono
due. Tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che entrarono in Egitto,
ammontano a settanta.

28Egli
aveva mandato Giuda davanti a sé da Giuseppe, perché questi desse istruzioni in
Gosen prima del suo arrivo. Arrivarono quindi alla terra di Gosen.
29Allora
Giuseppe fece attaccare il suo carro e salì incontro a Israele, suo padre, in
Gosen. Appena se lo vide davanti, gli si gettò al collo e pianse a lungo,
stretto al suo collo.
30Israele
disse a Giuseppe: "Posso anche morire, questa volta, dopo aver visto la tua
faccia, perché sei ancora vivo".
31Allora
Giuseppe disse ai fratelli e alla famiglia del padre: "Vado a informare il
faraone e a dirgli: "I miei fratelli e la famiglia di mio padre, che erano nella
terra di Canaan, sono venuti da me.
32Questi
uomini sono pastori di greggi, si occupano di bestiame e hanno portato le loro
greggi, i loro armenti e tutti i loro averi".
33Quando
dunque il faraone vi chiamerà e vi domanderà: "Qual è il vostro mestiere?",
34risponderete:
"I tuoi servi sono stati gente dedita al bestiame; lo furono i nostri padri e lo
siamo noi dalla nostra fanciullezza fino ad ora". Questo perché possiate
risiedere nella terra di Gosen". Perché tutti i pastori di greggi sono un
abominio per gli Egiziani.
Morte
di Giacobbe
47
1
Giuseppe andò a informare il faraone dicendogli: "Mio padre e i miei fratelli
con le loro greggi e i loro armenti e con tutti i loro averi sono venuti dalla
terra di Canaan; eccoli nella terra di Gosen".
2Intanto
prese cinque uomini dal gruppo dei suoi fratelli e li presentò al faraone.
3Il
faraone domandò loro: "Qual è il vostro mestiere?". Essi risposero al faraone:
"Pastori di greggi sono i tuoi servi, lo siamo noi e lo furono i nostri padri".
4E
dissero al faraone: "Siamo venuti per soggiornare come forestieri nella regione,
perché non c'è più pascolo per il gregge dei tuoi servi; infatti è grave la
carestia nella terra di Canaan. E ora lascia che i tuoi servi si stabiliscano
nella terra di Gosen!".

5Allora
il faraone disse a Giuseppe: "Tuo padre e i tuoi fratelli sono dunque venuti da
te.
6Ebbene,
la terra d'Egitto è a tua disposizione: fa' risiedere tuo padre e i tuoi
fratelli nella regione migliore. Risiedano pure nella terra di Gosen. Se tu sai
che vi sono tra loro uomini capaci, costituiscili sopra i miei averi in qualità
di sorveglianti sul bestiame".
7Quindi
Giuseppe introdusse Giacobbe, suo padre, e lo presentò al faraone, e Giacobbe
benedisse il faraone.
8Il
faraone domandò a Giacobbe: "Quanti anni hai?".
9Giacobbe
rispose al faraone: "Centotrenta di vita errabonda, pochi e tristi sono stati
gli anni della mia vita e non hanno raggiunto il numero degli anni dei miei
padri, al tempo della loro vita errabonda".
10E
Giacobbe benedisse il faraone e si allontanò dal faraone.
11Giuseppe
fece risiedere suo padre e i suoi fratelli e diede loro una proprietà nella
terra d'Egitto, nella regione migliore, nel territorio di Ramses, come aveva
comandato il faraone.
12Giuseppe
provvide al sostentamento del padre, dei fratelli e di tutta la famiglia di suo
padre, secondo il numero dei bambini.

Ora non c'era pane in tutta la terra, perché la
carestia era molto grave: la terra d'Egitto e la terra di Canaan languivano per
la carestia.
14Giuseppe
raccolse tutto il denaro che si trovava nella terra d'Egitto e nella terra di
Canaan in cambio del grano che essi acquistavano; Giuseppe consegnò questo
denaro alla casa del faraone.
15Quando
fu esaurito il denaro della terra d'Egitto e della terra di Canaan, tutti gli
Egiziani vennero da Giuseppe a dire: "Dacci del pane! Perché dovremmo morire
sotto i tuoi occhi? Infatti non c'è più denaro".
16Rispose
Giuseppe: "Se non c'è più denaro, cedetemi il vostro bestiame e io vi darò pane
in cambio del vostro bestiame".
17Condussero
così a Giuseppe il loro bestiame e Giuseppe diede loro il pane in cambio dei
cavalli e delle pecore, dei buoi e degli asini; così in quell'anno li nutrì di
pane in cambio di tutto il loro bestiame.18Passato
quell'anno, vennero da lui l'anno successivo e gli dissero: "Non nascondiamo al
mio signore che si è esaurito il denaro e anche il possesso del bestiame è
passato al mio signore, non rimane più a disposizione del mio signore se non il
nostro corpo e il nostro terreno.
19Perché
dovremmo perire sotto i tuoi occhi, noi e la nostra terra? Acquista noi e la
nostra terra in cambio di pane e diventeremo servi del faraone noi con la nostra
terra; ma dacci di che seminare, così che possiamo vivere e non morire e il
suolo non diventi un deserto!".
20Allora
Giuseppe acquistò per il faraone tutto il terreno dell'Egitto, perché gli
Egiziani vendettero ciascuno il proprio campo, tanto infieriva su di loro la
carestia. Così la terra divenne proprietà del faraone.
21Quanto
al popolo, egli lo trasferì nelle città da un capo all'altro dell'Egitto.
22Soltanto
il terreno dei sacerdoti egli non acquistò, perché i sacerdoti avevano
un'assegnazione fissa da parte del faraone e si nutrivano dell'assegnazione che
il faraone passava loro; per questo non vendettero il loro terreno.

23Poi
Giuseppe disse al popolo: "Vedete, io ho acquistato oggi per il faraone voi e il
vostro terreno. Eccovi il seme: seminate il terreno.
24Ma
quando vi sarà il raccolto, voi ne darete un quinto al faraone e quattro parti
saranno vostre, per la semina dei campi, per il nutrimento vostro e di quelli di
casa vostra e per il nutrimento dei vostri bambini".
25Gli
risposero: "Ci hai salvato la vita! Ci sia solo concesso di trovare grazia agli
occhi del mio signore e saremo servi del faraone!".
26Così
Giuseppe fece di questo una legge in vigore fino ad oggi sui terreni d'Egitto,
secondo la quale si deve dare la quinta parte al faraone. Soltanto i terreni dei
sacerdoti non divennero proprietà del faraone.
27Gli
Israeliti intanto si stabilirono nella terra d'Egitto, nella regione di Gosen,
ebbero proprietà e furono fecondi e divennero molto numerosi.
28Giacobbe
visse nella terra d'Egitto diciassette anni e gli anni della sua vita furono
centoquarantasette.
Quando fu vicino il tempo della sua morte, Israele
chiamò il figlio Giuseppe e gli disse: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi,
metti la mano sotto la mia coscia e usa con me bontà e fedeltà: non seppellirmi
in Egitto!
30Quando
io mi sarò coricato con i miei padri, portami via dall'Egitto e seppelliscimi
nel loro sepolcro". Rispose: "Farò come hai detto".
31Riprese:
"Giuramelo!". E glielo giurò. Allora Israele si prostrò sul capezzale del letto.
48

1 Dopo
queste cose, fu riferito a Giuseppe: "Ecco, tuo padre è malato!". Allora egli
prese con sé i due figli Manasse ed Èfraim.
2Fu
riferita la cosa a Giacobbe: "Ecco, tuo figlio Giuseppe è venuto da te". Allora
Israele raccolse le forze e si mise a sedere sul letto.
Giacobbe disse a Giuseppe: "Dio l'Onnipotente mi
apparve a Luz, nella terra di Canaan, e mi benedisse
4dicendomi:
"Ecco, io ti rendo fecondo: ti moltiplicherò e ti farò diventare un insieme di
popoli e darò questa terra alla tua discendenza dopo di te, in possesso
perenne".
5Ora i
due figli che ti sono nati nella terra d'Egitto prima del mio arrivo presso di
te in Egitto, li considero miei: Èfraim e Manasse saranno miei, come Ruben e
Simeone.
6Invece
i figli che tu avrai generato dopo di essi apparterranno a te: saranno chiamati
con il nome dei loro fratelli nella loro eredità.
7Quanto
a me, mentre giungevo da Paddan, tua madre Rachele mi morì nella terra di Canaan
durante il viaggio, quando mancava un tratto di cammino per arrivare a Èfrata, e
l'ho sepolta là lungo la strada di Èfrata, cioè Betlemme".
Israele vide i figli di Giuseppe e disse: "Chi sono
questi?".
9Giuseppe
disse al padre: "Sono i figli che Dio mi ha dato qui". Riprese: "Portameli,
perché io li benedica!".
10Gli
occhi d'Israele erano offuscati dalla vecchiaia: non poteva più distinguere.
Giuseppe li avvicinò a lui, che li baciò e li abbracciò.
11Israele
disse a Giuseppe: "Io non pensavo più di vedere il tuo volto; ma ecco, Dio mi ha
concesso di vedere anche la tua prole!".
12Allora
Giuseppe li ritirò dalle sue ginocchia e si prostrò con la faccia a terra.
13Li
prese tutti e due, Èfraim con la sua destra, alla sinistra d'Israele, e Manasse
con la sua sinistra, alla destra d'Israele, e li avvicinò a lui.
14Ma
Israele stese la mano destra e la pose sul capo di Èfraim, che pure era il più
giovane, e la sua sinistra sul capo di Manasse, incrociando le braccia, benché
Manasse fosse il primogenito.
15E
così benedisse Giuseppe:
"Il Dio, alla cui presenza hanno camminato
i miei padri, Abramo e Isacco,
il Dio che è stato il mio pastore
da quando esisto fino ad oggi,
16l'angelo
che mi ha liberato da ogni male,
benedica questi ragazzi!
Sia ricordato in essi il mio nome
e il nome dei miei padri, Abramo e Isacco,
e si moltiplichino in gran numero
in mezzo alla terra!".
17Giuseppe
notò che il padre aveva posato la destra sul capo di Èfraim e ciò gli spiacque.
Prese dunque la mano del padre per toglierla dal capo di Èfraim e porla sul capo
di Manasse.
18Disse
al padre: "Non così, padre mio: è questo il primogenito, posa la destra sul suo
capo!".
Ma il padre rifiutò e disse: "Lo so, figlio mio, lo
so: anch'egli diventerà un popolo, anch'egli sarà grande, ma il suo fratello
minore sarà più grande di lui, e la sua discendenza diventerà una moltitudine di
nazioni".
20E li
benedisse in quel giorno:
"Di te si servirà Israele per benedire, dicendo:
"Dio ti renda come Èfraim e come Manasse!"".
Così pose Èfraim prima di Manasse.
21Quindi
Israele disse a Giuseppe: "Ecco, io sto per morire, ma Dio sarà con voi e vi
farà tornare alla terra dei vostri padri.
Quanto a me, io do a te, in più che ai tuoi
fratelli, un dorso di monte, che io ho conquistato dalle mani degli Amorrei, con
la spada e l'arco".
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Quindi Giacobbe chiamò i figli e disse: "Radunatevi, perché io vi
annunci quello che vi accadrà nei tempi futuri.
Radunatevi e ascoltate, figli di
Giacobbe,
ascoltate Israele, vostro padre!
3Ruben,
tu sei il mio primogenito,
il mio vigore e la primizia della mia virilità,
esuberante in fierezza ed esuberante in forza!

Bollente come l'acqua, tu non avrai
preminenza,
perché sei salito sul talamo di tuo padre,
hai profanato così il mio giaciglio.
Simeone e Levi sono fratelli,
strumenti di violenza sono i loro coltelli.
6Nel
loro conciliabolo non entri l'anima mia,
al loro convegno non si unisca il mio cuore,
perché nella loro ira hanno ucciso gli uomini
e nella loro passione hanno mutilato i tori.

7Maledetta la loro ira,
perché violenta,
e la loro collera, perché crudele!
Io li dividerò in Giacobbe
e li disperderò in Israele.
Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli;
la tua mano sarà sulla cervice dei tuoi nemici;
davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre.

9Un
giovane leone è Giuda:
dalla preda, figlio mio, sei tornato;
si è sdraiato, si è accovacciato come un leone
e come una leonessa; chi lo farà alzare?
10Non
sarà tolto lo scettro da Giuda
né il bastone del comando tra i suoi piedi,
finché verrà colui al quale esso appartiene
e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli.
11Egli
lega alla vite il suo asinello
e a una vite scelta il figlio della sua asina,
lava nel vino la sua veste
e nel sangue dell'uva il suo manto;
12scuri
ha gli occhi più del vino
e bianchi i denti più del latte.
Zàbulon giace lungo il lido del mare

e presso l'approdo delle navi,
con il fianco rivolto a Sidone.
14Ìssacar
è un asino robusto,
accovacciato tra un doppio recinto.

15Ha
visto che il luogo di riposo era bello,
che la terra era amena;
ha piegato il dorso a portare la soma
ed è stato ridotto ai lavori forzati.
Dan giudica il suo popolo
come una delle tribù d'Israele.
17Sia
Dan un serpente sulla strada,

una vipera cornuta sul sentiero,
che morde i garretti del cavallo,
così che il suo cavaliere cada all'indietro.
18Io
spero nella tua salvezza, Signore!
19Gad,
predoni lo assaliranno,
ma anche lui li assalirà alle calcagna.
20Aser,
il suo pane è pingue:
egli fornisce delizie da re.

21Nèftali
è una cerva slanciata;
egli propone parole d'incanto.
22Germoglio
di ceppo fecondo è Giuseppe;
germoglio di ceppo fecondo presso una fonte,
i cui rami si stendono sul muro.

23Lo
hanno esasperato e colpito,
lo hanno perseguitato i tiratori di frecce.
24Ma
fu spezzato il loro arco,
furono snervate le loro braccia
per le mani del Potente di Giacobbe,
per il nome del Pastore, Pietra d'Israele.
25Per
il Dio di tuo padre: egli ti aiuti,
e per il Dio l'Onnipotente: egli ti benedica!
Con benedizioni del cielo dall'alto,
benedizioni dell'abisso nel profondo,
benedizioni delle mammelle e del grembo.
26Le
benedizioni di tuo padre sono superiori
alle benedizioni dei monti antichi,
alle attrattive dei colli perenni.
Vengano sul capo di Giuseppe
e sulla testa del principe tra i suoi fratelli!
Beniamino è un lupo che sbrana:

al mattino divora la preda
e alla sera spartisce il bottino".

28Tutti
questi formano le dodici tribù d'Israele. Questo è ciò che disse
loro il padre nell'atto di benedirli; egli benedisse ciascuno con
una benedizione particolare.
29Poi
diede loro quest'ordine: "Io sto per essere riunito ai miei
antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel
campo di Efron l'Ittita,
30nella
caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nella
terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron
l'Ittita come proprietà sepolcrale.
31Là
seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e
Rebecca sua moglie e là seppellii Lia.
32La
proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata
acquistata dagli Ittiti".
33Quando
Giacobbe ebbe finito di dare quest'ordine ai figli, ritrasse i piedi
nel letto e spirò, e fu riunito ai suoi antenati.
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Allora Giuseppe si gettò sul volto di suo padre, pianse su di lui e lo baciò.
2Quindi
Giuseppe ordinò ai medici al suo servizio di imbalsamare suo padre. I medici
imbalsamarono Israele
3e vi
impiegarono quaranta giorni, perché tanti ne occorrono per l'imbalsamazione. Gli
Egiziani lo piansero settanta giorni.
4Passati
i giorni del lutto, Giuseppe parlò alla casa del faraone: "Se ho trovato grazia
ai vostri occhi, vogliate riferire agli orecchi del faraone queste parole.
5Mio
padre mi ha fatto fare un giuramento, dicendomi: "Ecco, io sto per morire: tu
devi seppellirmi nel sepolcro che mi sono scavato nella terra di Canaan". Ora,
possa io andare a seppellire mio padre e poi tornare".
6Il
faraone rispose: "Va' e seppellisci tuo padre, come egli ti ha fatto giurare".
7Giuseppe
andò a seppellire suo padre e con lui andarono tutti i ministri del faraone, gli
anziani della sua casa, tutti gli anziani della terra d'Egitto,
8tutta
la casa di Giuseppe, i suoi fratelli e la casa di suo padre. Lasciarono nella
regione di Gosen soltanto i loro bambini, le loro greggi e i loro armenti.
9Andarono
con lui anche i carri da guerra e la cavalleria, così da formare una carovana
imponente.
10Quando
arrivarono all'aia di Atad, che è al di là del Giordano, fecero un lamento molto
grande e solenne, e Giuseppe celebrò per suo padre un lutto di sette giorni.
11I
Cananei che abitavano la terra videro il lutto all'aia di Atad e dissero: "È un
lutto grave questo per gli Egiziani". Per questo la si chiamò Abel-Misràim; essa
si trova al di là del Giordano.
12I
figli di Giacobbe fecero per lui così come aveva loro comandato.
13I
suoi figli lo portarono nella terra di Canaan e lo seppellirono nella caverna
del campo di Macpela, quel campo che Abramo aveva acquistato, come proprietà
sepolcrale, da Efron l'Ittita, e che si trova di fronte a Mamre.
14Dopo
aver sepolto suo padre, Giuseppe tornò in Egitto insieme con i suoi fratelli e
con quanti erano andati con lui a seppellire suo padre.

15Ma i
fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era
morto, e dissero: "Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà
tutto il male che noi gli abbiamo fatto?".
16Allora
mandarono a dire a Giuseppe: "Tuo padre prima di morire ha dato quest'ordine:
17"Direte
a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti
hanno fatto del male!". Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo
padre!". Giuseppe pianse quando gli si parlò così.
18E i
suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: "Eccoci
tuoi schiavi!".
19Ma
Giuseppe disse loro: "Non temete. Tengo io forse il posto di Dio?
20Se
voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un
bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso.
21Dunque
non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini". Così
li consolò parlando al loro cuore.22Giuseppe
con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni.
23Così
Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di
Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe.
24Poi
Giuseppe disse ai fratelli: "Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e
vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con
giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe".
Giuseppe fece giurare ai figli d'Israele così: "Dio
verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa".
26Giuseppe
morì all'età di centodieci anni; lo imbalsamarono e fu posto in un sarcofago in
Egitto.
Immagini elaborate da "Giuseppe" di Roger Young - Ed.
DeAgostini

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