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Re Geroboamo 12
1Roboamo andò in Sichem, perché tutto Israele era convenuto
in Sichem per proclamarlo re.
12Quando
Geroboamo e tutto il popolo si presentarono a Roboamo il terzo giorno, come il
re aveva ordinato affermando: "Ritornate da me il terzo giorno",
18Il re Roboamo mandò Adoniram, che era sovrintendente ai
lavori forzati, ma tutti gli Israeliti lo lapidarono ed egli morì. Allora il re
Roboamo salì in fretta sul carro per fuggire in Gerusalemme.
26Geroboamo pensò: "In questa situazione il regno potrebbe
tornare alla casa di Davide.
31Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti,
presi qua e là dal popolo, i quali non erano discendenti di Levi.
13
1Un uomo di Dio, per comando del Signore, si portò da
Giuda a Betel, mentre Geroboamo stava sull'altare per offrire incenso.
20Mentre essi stavano seduti a tavola, il Signore parlò al
profeta che aveva fatto tornare indietro l'altro 14
1In quel tempo si ammalò Abia, figlio di Geroboamo. 15
11Nell'anno
diciottesimo del re Geroboamo, figlio di Nebàt, divenne re su Giuda Abiam.
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13Elia
le disse: "Non temere; su, fa' come hai detto, ma prepara prima una piccola
focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio,
14poiché dice il Signore: La farina della giara non si
esaurirà e l'orcio dell'olio non si svuoterà finché il Signore non farà piovere
sulla terra".
15Quella andò e fece come aveva detto Elia. Mangiarono
essa, lui e il figlio di lei per diversi giorni.
16La farina della giara non venne meno e l'orcio
dell'olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunziata per
mezzo di Elia.

17In seguito il figlio della padrona di casa si ammalò.
La sua malattia era molto grave, tanto che rimase senza respiro.
18Essa allora disse a Elia: "Che c'è fra me e te, o uomo
di Dio? Sei venuto da me per rinnovare il ricordo della mia iniquità e per
uccidermi il figlio?".
19Elia le disse: "Dammi tuo figlio". Glielo prese dal
seno, lo portò al piano di sopra, dove abitava, e lo stese sul letto.
20Quindi invocò il Signore:

"Signore
mio Dio, forse farai del male a questa vedova che mi ospita, tanto da farle
morire il figlio?".
21Si distese tre volte sul bambino e invocò il Signore:
"Signore Dio mio, l'anima del fanciullo torni nel suo corpo".
22Il Signore ascoltò il grido di Elia; l'anima del
bambino tornò nel suo corpo e quegli riprese a vivere.
23Elia prese il bambino, lo portò al piano terreno e lo
consegnò alla madre. Elia disse: "Guarda! Tuo figlio vive".
24La donna disse a Elia: "Ora so che tu sei uomo di Dio e
che la vera parola del Signore è sulla tua bocca".
1Dopo molto tempo, il Signore disse a Elia, nell'anno
terzo: "Su, mostrati ad Acab; io concederò la pioggia alla terra".
2Elia andò a farsi vedere da Acab
IIn
Samaria c'era una grande carestia.
3Acab convocò Abdia maggiordomo. Abdia temeva molto Dio;
4quando Gezabele uccideva i profeti del Signore, Abdia
prese cento profeti e ne nascose cinquanta alla volta in una caverna e procurò
loro pane e acqua.
5Acab disse ad Abdia: "Va' nel paese verso tutte le
sorgenti e tutti i torrenti della regione; forse troveremo erba per tenere in
vita cavalli e muli e non dovremo uccidere una parte del bestiame".
6Si divisero la regione da percorrere; Acab andò per una
strada e Abdia per un'altra.

7Mentre Abdia era in cammino, ecco farglisi incontro
Elia. Quegli lo riconobbe e si prostrò con la faccia a terra dicendo: "Non sei
tu il mio signore Elia?".
8Gli rispose: "Lo sono; su, di' al tuo padrone: C'è qui
Elia".
9Quegli disse: "Che male ho fatto perché tu consegni il
tuo servo ad Acab perché egli mi uccida?
10Per la vita del Signore tuo Dio, non esiste un popolo o
un regno in cui il mio padrone non abbia mandato a cercarti. Se gli
rispondevano: Non c'è! egli faceva giurare il popolo o il regno di non averti
trovato.
11Ora tu dici: Su, di' al tuo signore: C'è qui Elia!
12Appena sarò partito da te, lo spirito del Signore ti
porterà in un luogo a me ignoto. Se io vado a riferirlo ad Acab egli, non
trovandoti, mi ucciderà; ora il tuo servo teme il Signore fin dalla sua
giovinezza.
13Non ti hanno forse riferito, mio signore, ciò che ho
fatto quando Gezabele sterminava tutti i profeti del Signore, come io nascosi
cento profeti, cinquanta alla volta, in una caverna e procurai loro pane e
acqua?
14E ora tu comandi: Su, di' al tuo signore: C'è qui Elia?
Egli mi ucciderà".
15Elia rispose: "Per la vita del Signore degli eserciti,
alla cui presenza io sto, oggi stesso io mi mostrerò a lui".

16Abdia andò incontro ad Acab e gli riferì la cosa. Acab
si diresse verso Elia.
17Appena lo vide, Acab disse a Elia: "Sei tu la rovina di
Israele!".
18Quegli rispose: "Io non rovino Israele, ma piuttosto tu
insieme con la tua famiglia, perché avete abbandonato i comandi del Signore e tu
hai seguito Baal.
19Su, con un ordine raduna tutto Israele presso di me sul
monte Carmelo insieme con i quattrocentocinquanta profeti di Baal e con i
quattrocento profeti di Asera, che mangiano alla tavola di Gezabele".
20Acab convocò tutti gli Israeliti e radunò i profeti sul
monte Carmelo.
21Elia si accostò a tutto il popolo e disse: "Fino a
quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se invece
lo è Baal, seguite lui!". Il popolo non gli rispose nulla.
22Elia aggiunse al popolo: "Sono rimasto solo, come
profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta.
23Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo
squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò
l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco.
24Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò
quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!".
Tutto il popolo rispose: "La proposta è buona!".

25Elia disse ai profeti di Baal: "Sceglietevi il giovenco
e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma
senza appiccare il fuoco".
26Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono
il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: "Baal, rispondici!".
Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare
intorno all'altare che avevano eretto.
27Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di
loro dicendo: "Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è
soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si
sveglierà".
28Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni,
secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue.
29Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da
invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non
si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.
30Elia disse a tutto il popolo: "Avvicinatevi!". Tutti si
avvicinarono. Si sistemò di nuovo l'altare del Signore che era stato demolito.
31Elia prese dodici pietre, secondo il numero delle tribù
dei discendenti di Giacobbe, al quale il Signore aveva detto: "Israele sarà il
tuo nome".
32Con le pietre eresse un altare al Signore; scavò
intorno un canaletto, capace di contenere due misure di seme.
33Dispose la legna, squartò il giovenco e lo pose sulla
legna.
34Quindi disse: "Riempite quattro brocche d'acqua e
versatele sull'olocausto e sulla legna!". Ed essi lo fecero. Egli disse: "Fatelo
di nuovo!". Ed essi ripeterono il gesto. Disse ancora: "Per la terza volta!". Lo
fecero per la terza volta.
35L'acqua scorreva intorno all'altare; anche il canaletto
si riempì d'acqua.
36Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e
disse: "Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu
sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per
tuo comando.
37Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia
che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!".
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38Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la
legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto.
39A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed
esclamarono: "Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!".
40Elia disse loro: "Afferrate i profeti di Baal; non ne
scappi uno!". Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li
scannò.
41Elia disse ad Acab: "Su, mangia e bevi, perché sento un
rumore di pioggia torrenziale".
42Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla cima
del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia.
43Quindi disse al suo ragazzo: "Vieni qui, guarda verso
il mare". Quegli andò, guardò e disse. "Non c'è nulla!". Elia disse: "Tornaci
ancora per sette volte".
44La settima volta riferì: "Ecco, una nuvoletta, come una
mano d'uomo, sale dal mare". Elia gli disse: "Va' a dire ad Acab: Attacca i
cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!".
45Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento;
la pioggia cadde a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izrèel.
46La mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i
fianchi, corse davanti ad Acab finché giunse a Izrèel.
19
9Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte,
quand'ecco il Signore gli disse: "Che fai qui, Elia?".
10Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore degli
eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito
i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi
tentano di togliermi la vita".
11Gli fu detto: "Esci e fermati sul monte alla presenza
del Signore". Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da
spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era
nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel
terremoto.
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12Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era
nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero.
13Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello,
uscì e si fermò all'ingresso della caverna. Ed ecco, sentì una voce che gli
diceva: "Che fai qui, Elia?".
14Egli rispose: "Sono pieno di zelo per il Signore, Dio
degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno
demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo
ed essi tentano di togliermi la vita".
15Il Signore gli disse: "Su, ritorna sui tuoi passi verso
il deserto di Damasco; giunto là, ungerai Hazaèl come re di Aram.
16Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e
ungerai Eliseo figlio di Safàt, di Abel-Mecola, come profeta al tuo posto.
17Se uno scamperà dalla spada di Hazaèl, lo ucciderà Ieu;
se uno scamperà dalla spada di Ieu, lo ucciderà Eliseo.
18Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila
persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l'hanno
baciato con la bocca.

19Partito di lì, Elia incontrò Eliseo figlio di Safàt.
Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il
decimosecondo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello.
20Quegli lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli:
"Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò". Elia disse: "Va' e
torna, perché sai bene che cosa ho fatto di te".
21Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li
uccise; con gli attrezzi per arare ne fece cuocere la carne e la diede alla
gente, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo
servizio.

1Ben-Hadàd, re di Aram, radunò tutto il suo esercito; con
lui c'erano trentadue re con cavalli e carri. Egli marciò contro Samaria per
cingerla d'assedio ed espugnarla.
2Inviò messaggeri in città ad Acab, re di Israele,
3per dirgli: "Dice Ben-Hadàd: Il tuo argento e il tuo oro
appartiene a me e le tue donne e i tuoi figli minori sono per me".
4Il re di Israele rispose: "Sia come dici tu, signore re;
io e quanto ho siamo tuoi".
5Ma i messaggeri tornarono di nuovo e dissero: "Dice
Ben-Hadàd, il quale ci manda a te: Mi consegnerai il tuo argento, il tuo oro, le
tue donne e i tuoi figli.
6Domani, dunque, a quest'ora, manderò i miei servi che
perquisiranno la tua casa e le case dei tuoi servi; essi prenderanno e
asporteranno quanto sarà prezioso ai loro occhi".
7Il re di Israele convocò tutti gli anziani della
regione, ai quali disse: "Sappiate e vedete come costui ci voglia far del male.
Difatti mi ha mandato a chiedere anche le mie donne e i miei figli, dopo che io
non gli avevo rifiutato il mio argento e il mio oro".
8Tutti gli anziani e tutto il popolo dissero: "Non
ascoltarlo e non consentire!".
9Egli disse ai messaggeri di Ben-Hadàd: "Dite al re
vostro signore: Quanto hai imposto prima al tuo servo lo farò, ma la nuova
richiesta non posso soddisfarla". I messaggeri andarono a riferire la risposta.
10Ben-Hadàd allora gli mandò a dire: "Gli dèi mi facciano
questo e anche di peggio, se la polvere di Samaria basterà per riempire il pugno
di coloro che mi seguono".
11Il re di Israele rispose: "Riferitegli: Chi cinge le
armi non si vanti come chi le depone".
12Nell'udire questa risposta - egli stava insieme con i
re a bere sotto le tende - disse ai suoi ufficiali: "Circondate la città!". Ed
essi la circondarono.

13Ed ecco un profeta si avvicinò ad Acab, re di Israele,
per dirgli: "Così dice il Signore: Vedi tutta questa moltitudine immensa? Ebbene
oggi la metto in tuo potere; saprai che io sono il Signore".
14Acab disse: "Per mezzo di chi?". Quegli rispose: "Così
dice il Signore: Per mezzo dei giovani dei capi delle province". Domandò: "Chi
attaccherà la battaglia?". Rispose: "Tu!".
15Acab ispezionò i giovani dei capi delle province; erano
duecentotrentadue. Dopo di loro ispezionò tutto il popolo, tutti gli Israeliti:
erano settemila.
16A mezzogiorno fecero una sortita. Ben-Hadàd stava
bevendo sotto le tende insieme con i trentadue re suoi alleati.
17Per primi uscirono i giovani dei capi delle province.
Fu mandato ad avvertire Ben-Hadàd: "Alcuni uomini sono usciti da Samaria!".
18Quegli disse: "Se sono usciti con intenzioni pacifiche,
catturateli vivi; se sono usciti per combattere, catturateli ugualmente vivi".
19Usciti dunque quelli dalla città, cioè i giovani dei
capi delle province e l'esercito che li seguiva,
20ognuno di loro uccise chi gli si fece davanti. Gli
Aramei fuggirono, inseguiti da Israele. Ben-Hadàd, re di Aram, scampò a cavallo
insieme con alcuni cavalieri.
21Uscì quindi il re di Israele, che si impadronì dei
cavalli e dei carri e inflisse ad Aram una grande sconfitta.
22Allora il profeta si avvicinò al re di Israele e gli
disse: "Su, sii forte; sappi e vedi quanto dovrai fare, perché l'anno prossimo
il re di Aram muoverà contro di te".
23Ma i servi del re di Aram dissero a lui: "Il loro Dio è
un Dio dei monti; per questo ci sono stati superiori; forse se li attaccassimo
in pianura, saremmo superiori a loro.
24Eseguisci questo progetto: ritira i re, ognuno dal suo
luogo, e sostituiscili con governatori.
25Tu prepara un esercito come quello che hai perduto:
cavalli come quei cavalli e carri come quei carri; quindi li attaccheremo in
pianura e senza dubbio li batteremo". Egli ascoltò la loro proposta e agì in tal
modo.
26L'anno dopo, Ben-Hadàd ispezionò gli Aramei, quindi
andò ad Afek per attaccare gli Israeliti.
27Gli Israeliti, organizzati e approvvigionati, mossero
loro incontro, accampandosi di fronte; sembravano due greggi di capre, mentre
gli Aramei inondavano il paese.

28Un
uomo di Dio si avvicinò al re d'Israele e gli disse: "Così dice il Signore:
Poiché gli Aramei hanno affermato: Il Signore è Dio dei monti e non Dio delle
valli, io metterò in tuo potere tutta questa moltitudine immensa; così saprai
che io sono il Signore".
29Per sette giorni stettero accampati gli uni di fronte
agli altri. Al settimo giorno si attaccò battaglia. Gli Israeliti in un giorno
uccisero centomila fanti aramei.
30I superstiti fuggirono in Afek, nella città, le cui
mura caddero sui ventisettemila superstiti.Ben-Hadàd fuggì; entrato in una casa,
per nascondersi passava da una stanza all'altra.
31I suoi ministri gli dissero: "Ecco, abbiamo sentito che
i re di Israele sono re clementi. Indossiamo sacchi ai fianchi e mettiamoci
corde sulla testa e usciamo incontro al re di Israele. Forse ti lascerà in
vita".
32Si legarono sacchi ai fianchi e corde sulla testa,
quindi si presentarono al re di Israele e dissero: "Il tuo servo Ben-Hadàd dice:
Su, lasciami in vita!". Quegli domandò: "È ancora vivo? Egli è mio fratello!".
33Gli uomini vi scorsero un buon auspicio, si
affrettarono a cercarne una conferma da lui. Dissero: "Ben-Hadàd è tuo
fratello!". Quegli soggiunse: "Andate a prenderlo". Ben-Hadàd si recò da lui,
che lo fece salire sul carro.
34Ben-Hadàd gli disse: "Restituirò le città che mio padre
ha prese a tuo padre; tu potrai disporre di mercati in Damasco come mio padre ne
aveva in Samaria". Ed egli: "Io a questo patto ti lascerò andare". E concluse
con lui l'alleanza e lo lasciò andare.

35Allora uno dei figli dei profeti disse al compagno per
ordine del Signore: "Picchiami!". L'uomo si rifiutò di picchiarlo.
36Quegli disse: "Poiché non hai obbedito alla voce del
Signore, appena ti sarai separato da me, un leone ti ucciderà". Mentre si
allontanava, incontrò un leone che l'uccise.
37Quegli, incontrato un altro uomo, gli disse:
"Picchiami!". E quegli lo percosse a sangue.
38Il profeta andò ad attendere il re sulla strada, dopo
essersi reso irriconoscibile con una benda agli occhi.
39Quando passò il re, gli gridò: "Il tuo servo era nel
cuore della battaglia, quando un uomo si staccò e mi portò un individuo
dicendomi: Fa' la guardia a quest'uomo! Se ti scappa, la tua vita pagherà per la
sua oppure dovrai sborsare un talento d'argento.
40Mentre il tuo servo era occupato qua e là, quegli
scomparve". Il re di Israele disse a lui: "La tua condanna è giusta; l'hai
proferita tu stesso!".
41Ma quegli immediatamente si tolse la benda dagli occhi
e il re di Israele riconobbe che era uno dei profeti.
42Costui gli disse: "Così dice il Signore: Perché hai
lasciato andare libero quell'uomo da me votato allo sterminio, la tua vita
pagherà per la sua, il tuo popolo per il suo popolo".
43Il re di Israele se ne andò a casa amareggiato e
irritato ed entrò in Samaria.

1In seguito avvenne il seguente episodio. Nabot di Izreèl
possedeva una vigna vicino al palazzo di Acab re di Samaria.
2Acab disse a Nabot: "Cedimi la tua vigna; siccome è
vicina alla mia casa, ne farei un orto. In cambio ti darò una vigna migliore
oppure, se preferisci, te la pagherò in denaro al prezzo che vale".
3Nabot rispose ad Acab: "Mi guardi il Signore dal cederti
l'eredità dei miei padri".
4Acab se ne andò a casa amareggiato e sdegnato per le
parole dettegli da Nabot di Izreèl, che aveva affermato: "Non ti cederò
l'eredità dei miei padri". Si coricò sul letto, si girò verso la parete e non
volle mangiare.
5Entrò da lui la moglie Gezabele e gli domandò: "Perché
mai il tuo spirito è tanto amareggiato e perché non vuoi mangiare?".
6Le rispose: "Perché ho detto a Nabot di Izreèl: Cedimi
la tua vigna per denaro o, se preferisci, te la cambierò con un'altra vigna ed
egli mi ha risposto: Non cederò la mia vigna!".
7Allora sua moglie Gezabele gli disse: "Tu ora eserciti
il regno su Israele? Alzati, mangia e il tuo cuore gioisca. Te la darò io la
vigna di Nabot di Izreèl!".
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E8Essa
scrisse lettere con il nome di Acab, le sigillò con il suo sigillo, quindi le
spedì agli anziani e ai capi, che abitavano nella città di Nabot.
9Nelle lettere scrisse: "Bandite un digiuno e fate sedere
Nabot in prima fila tra il popolo.
10Di fronte a lui fate sedere due uomini iniqui, i quali
l'accusino: Hai maledetto Dio e il re! Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed
egli muoia". 11Gli
uomini della città di Nabot, gli anziani e i capi che abitavano nella sua città,
fecero come aveva ordinato loro Gezabele, ossia come era scritto nelle lettere
che aveva loro spedite.
12Bandirono il digiuno e fecero sedere Nabot in prima
fila tra il popolo.
13Vennero due uomini iniqui, che si sedettero di fronte a
lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo affermando: "Nabot ha maledetto
Dio e il re". Lo condussero fuori della città e lo uccisero lapidandolo.
14Quindi mandarono a dire a Gezabele: "Nabot è stato
lapidato ed è morto".
15Appena sentì che Nabot era stato lapidato e che era
morto, disse ad Acab: "Su, impadronisciti della vigna di Nabot di Izreèl, il
quale ha rifiutato di vendertela, perché Nabot non vive più, è morto".
16Quando sentì che Nabot era morto, Acab si mosse per
scendere nella vigna di Nabot di Izreèl a prenderla in possesso.

17Allora il Signore disse a Elia il Tisbita:
18"Su, recati da Acab, re di Israele, che abita in
Samaria; ecco è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderla in possesso.
19Gli riferirai: Così dice il Signore: Hai assassinato e
ora usurpi! Per questo dice il Signore: Nel punto ove lambirono il sangue di
Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue".
20Acab disse a Elia: "Mi hai dunque colto in fallo, o mio
nemico!". Quegli soggiunse: "Sì, perché ti sei venduto per fare ciò che è male
agli occhi del Signore.
21Ecco ti farò piombare addosso una sciagura; ti spazzerò
via. Sterminerò, nella casa di Acab, ogni maschio, schiavo o libero in Israele.
22Renderò la tua casa come la casa di Geroboamo, figlio
di Nebàt, e come la casa di Baasa, figlio di Achia, perché tu mi hai irritato e
hai fatto peccare Israele.
23Riguardo poi a Gezabele il Signore dice: I cani
divoreranno Gezabele nel campo di Izreèl.
24Quanti della famiglia di Acab moriranno in città li
divoreranno i cani; quanti moriranno in campagna li divoreranno gli uccelli
dell'aria".
25In realtà nessuno si è mai venduto a fare il male agli
occhi del Signore come Acab, istigato dalla propria moglie Gezabele.
26Commise molti abomini, seguendo gli idoli, come avevano
fatto gli Amorrei, che il Signore aveva distrutto davanti ai figli d'Israele.
27Quando sentì tali parole, Acab si strappò le vesti,
indossò un sacco sulla carne e digiunò; si coricava con il sacco e camminava a
testa bassa.
28Il Signore disse a Elia, il Tisbita:
29"Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché
si è umiliato davanti a me, non farò piombare la sciagura durante la sua vita,
ma la farò scendere sulla sua casa durante la vita del figlio".
1Trascorsero tre anni senza guerra fra Aram e Israele.
2Nel terzo anno Giòsafat re di Giuda fece visita al re di
Israele.
3Ora il re di Israele aveva detto ai suoi ufficiali: "Non
sapete che Ramot di Gàlaad è nostra? Eppure noi ce ne stiamo inerti, senza
riprenderla dalle mani di Aram".
4Disse a Giòsafat: "Verresti con me a combattere per
Ramot di Gàlaad?". Giòsafat rispose al re di Israele: "Conta su di me come su te
stesso, sul mio popolo come sul tuo, sui miei cavalli come sui tuoi".
5Giòsafat disse al re di Israele: "Consulta oggi stesso
la parola del Signore".
6Il re di Israele radunò i profeti, in numero di circa
quattrocento, e domandò loro: "Devo muovere contro Ramot di Gàlaad oppure devo
rinunziarvi?". Risposero: "Attaccala; il Signore la metterà nelle mani del re".
7Giòsafat disse: "Non c'è più nessun altro profeta del
Signore da consultare?".
8Il re di Israele rispose a Giòsafat: "Ci sarebbe ancora
un uomo, attraverso il quale si potrebbe consultare il Signore, ma io lo detesto
perché non mi predice altro che male, mai qualcosa di buono. Si tratta di Michea,
figlio di Imla". Giòsafat disse: "Il re non parli così!".
9Il re di Israele, chiamato un eunuco, gli ordinò:
"Convoca subito Michea, figlio di Imla".
10Il re di Israele e Giòsafat re di Giuda sedevano ognuno
sul suo trono, vestiti dei loro mantelli, nell'aia di fronte alla porta di
Samaria; tutti i profeti predicevano davanti a loro.
11Sedecìa, figlio di Chenaana, che si era fatte corna di
ferro, affermava: "Dice il Signore: Con queste cozzerai contro gli Aramei fino
al loro sterminio".
12Tutti i profeti predicevano allo stesso modo: "Assali
Ramot di Gàlaad, riuscirai. Il Signore la metterà nelle mani del re".

13Il messaggero, che era andato a chiamare Michea, gli
disse: "Ecco, le parole dei profeti sono concordi nel predire il successo del
re; ora la tua parola sia identica alla loro; preannunzia il successo".
14Michea rispose: "Per la vita del Signore, comunicherò
quanto il Signore mi dirà".
15Si presentò al re che gli domandò: "Michea, dobbiamo
muovere contro Ramot di Gàlaad oppure dobbiamo rinunziarvi?". Gli rispose:
"Attaccala, riuscirai; il Signore la metterà nelle mani del re".
16Il re gli disse: "Quante volte ti devo scongiurare di
non dirmi se non la verità nel nome del Signore?".
17Quegli disse: "Vedo tutti gli Israeliti vagare sui
monti come pecore senza pastore. Il Signore dice: Non hanno padroni; ognuno
torni a casa in pace".
18Il re di Israele disse a Giòsafat: "Non te l'avevo
forse detto che non mi avrebbe profetizzato nulla di buono, ma solo il male?".
19Michea disse: "Per questo, ascolta la parola del
Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l'esercito del cielo gli
stava intorno, a destra e a sinistra.
20Il Signore ha domandato: Chi ingannerà Acab perché
muova contro Ramot di Gàlaad e vi perisca? Chi ha risposto in un modo e chi in
un altro.
21Si è fatto avanti uno spirito che - postosi davanti al
Signore - ha detto: Lo ingannerò io. Il Signore gli ha domandato: Come?
22Ha risposto: Andrò e diventerò spirito di menzogna
sulla bocca di tutti i suoi profeti. Quegli ha detto: Lo ingannerai senz'altro;
ci riuscirai; va' e fa' così.
23Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di
menzogna sulla bocca di tutti questi tuoi profeti; ma il Signore a tuo riguardo
preannunzia una sciagura".
24Allora
Sedecìa, figlio di Chenaana, si avvicinò e percosse Michea sulla guancia
dicendo: "Per quale via lo spirito del Signore è passato quando è uscito da me
per parlare a te?".
25Michea rispose: "Ecco, lo vedrai quando passerai di
stanza in stanza per nasconderti".
26Il re di Israele disse: "Prendi Michea e conducilo da
Amon governatore della città e da Ioas figlio del re.
27Dirai loro: Il re ordina: Mettetelo in prigione e
mantenetelo con il minimo indispensabile di pane e di acqua finché tornerò sano
e salvo".
28Michea disse: "Se tornerai in pace, il Signore non ha
parlato per mio mezzo".
29Il re di Israele marciò, insieme con Giòsafat re di
Giuda, contro Ramot di Gàlaad.
30Il re di Israele disse a Giòsafat: "Io per combattere
mi travestirò: tu resta con i tuoi abiti". Il re di Israele si travestì ed entrò
in battaglia.
31Il re di Aram aveva ordinato ai capi dei suoi carri -
erano trentadue -: "Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, se non
contro il re di Israele".
32Appena videro Giòsafat, i capi dei carri dissero:
"Certo, questi è il re di Israele". Si volsero contro di lui per investirlo.
Giòsafat lanciò un grido
33e allora i capi dei carri si accorsero che egli non era
il re di Israele e si allontanarono da lui.

34Ma un uomo tese a caso l'arco e colpì il re di Israele
fra le maglie dell'armatura e la corazza. Il re disse al suo cocchiere: "Gira,
portami fuori della mischia, perché sono ferito".
35La battaglia infuriò per tutto quel giorno; il re se ne
stava sul suo carro di fronte agli Aramei. Alla sera morì; il sangue della sua
ferita era colato sul fondo del carro.
36Al tramonto un grido si diffuse per l'accampamento:
"Ognuno alla sua città e ognuno alla sua tenda!
37Il re è morto!". Lo portarono in Samaria e là lo
seppellirono.
38Il carro fu lavato nella piscina di Samaria dove si
lavavano le prostitute e i cani leccarono il suo sangue, secondo la parola
pronunziata dal Signore.
39Le altre gesta di Acab, tutte le sue azioni, la
costruzione della casa d'avorio e delle città da lui erette, sono descritte nel
libro delle Cronache dei re di Israele.
40Acab si addormentò con i suoi padri. Al suo posto
divenne re suo figlio Acazia.
