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Assalonne
13

1Dopo queste cose, accadde che, avendo Assalonne
figlio di Davide, una sorella molto bella, chiamata Tamàr, Amnòn figlio
di Davide si innamorò di lei.
2Amnòn ne ebbe una tal passione, da cadere malato a
causa di Tamàr sua sorella; poiché essa era vergine pareva impossibile
ad Amnòn di poterle fare qualcosa.
3Ora Amnòn aveva un amico, chiamato Ionadàb figlio
di Simeà, fratello di Davide e Ionadàb era un uomo molto astuto.
4Egli disse: "Perché, figlio del re, tu diventi
sempre più magro di giorno in giorno? Non me lo vuoi dire?". Amnòn gli
rispose: "Sono innamorato di Tamàr, sorella di mio fratello Assalonne".
5Ionadàb gli disse: "Mettiti a letto e fingiti
malato; quando tuo padre verrà a vederti, gli dirai: Permetti che mia
sorella Tamàr venga a darmi da mangiare e a preparare la vivanda sotto i
miei occhi, così che io veda; allora prenderò il cibo dalle sue mani".

6Amnòn si mise a letto e si finse malato; quando il
re lo venne a vedere, Amnòn gli disse: "Permetti che mia sorella Tamàr
venga e faccia un paio di frittelle sotto i miei occhi e allora prenderò
il cibo dalle sue mani".
7Allora Davide mandò a dire a Tamàr, in casa: "Va'
a casa di Amnòn tuo fratello e prepara una vivanda per lui".
8Tamàr andò a casa di Amnòn suo fratello, che
giaceva a letto. Essa prese farina stemperata, la impastò, ne fece
frittelle sotto i suoi occhi e le fece cuocere.
9Poi prese la padella e versò le frittelle davanti
a lui; ma egli rifiutò di mangiare e disse: "Allontanate tutti dalla mia
presenza". Tutti uscirono.
10Allora Amnòn disse a Tamàr: "Portami la vivanda
in camera e prenderò il cibo dalle tue mani".

Tamàr
prese le frittelle che aveva fatte e le portò in camera ad Amnòn suo fratello.
11Ma mentre gliele dava da mangiare, egli l'afferrò e le
disse: "Vieni, unisciti a me, sorella mia".
12Essa gli rispose: "No, fratello mio, non farmi violenza;
questo non si fa in Israele; non commettere questa infamia!
13Io dove andrei a portare il mio disonore? Quanto a te,
tu diverresti come un malfamato in Israele. Parlane piuttosto al re, egli non mi
rifiuterà a te".
14Ma egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei e la
violentò unendosi a lei.
15Poi Amnòn concepì verso di lei un odio grandissimo:
l'odio verso di lei fu più grande dell'amore con cui l'aveva prima amata. Le
disse:
16"Alzati, vattene!". Gli rispose: "O no! Questo torto che
mi fai cacciandomi è peggiore dell'altro che mi hai già fatto". Ma egli non
volle ascoltarla.
17Anzi, chiamato il giovane che lo serviva, gli disse:
"Cacciami fuori costei e sprangale dietro il battente".
18Essa indossava una tunica con le maniche, perché così
vestivano, da molto tempo, le figlie del re ancora vergini. Il servo di Amnòn
dunque la mise fuori e le sprangò il battente dietro.

19Tamàr si sparse polvere sulla testa, si stracciò la
tunica dalle lunghe maniche che aveva indosso, si mise le mani sulla testa e se
ne andò camminando e gridando.
20Assalonne suo fratello le disse: "Forse Amnòn tuo
fratello è stato con te? Per ora taci, sorella mia; è tuo fratello; non
disperarti per questa cosa". Tamàr desolata rimase in casa di Assalonne, suo
fratello.
21Il re Davide seppe tutte queste cose e ne fu molto
irritato, ma non volle urtare il figlio Amnòn, perché aveva per lui molto
affetto; era infatti il suo primogenito.
22Assalonne non disse una parola ad Amnòn né in bene né in
male; odiava Amnòn perché aveva violato Tamàr sua sorella.
23Due anni dopo Assalonne, avendo i tosatori a
Baal-Cazòr, presso Èfraim, invitò tutti i figli del re.
24Andò dunque Assalonne dal re e disse: "Ecco il
tuo servo ha i tosatori presso di sé. Venga dunque anche il re con i
suoi ministri a casa del tuo servo!".
25Ma il re disse ad Assalonne: "No, figlio mio,
non si venga noi tutti, perché non ti siamo di peso". Sebbene
insistesse, il re non volle andare; ma gli diede la sua benedizione.
26Allora Assalonne disse: "Se non vuoi venire tu,
permetti ad Amnòn mio fratello di venire con noi". Il re gli rispose:
"Perché dovrebbe venire con te?".
27Ma Assalonne tanto insisté che Davide lasciò
andare con lui Amnòn e tutti i figli del re. Assalonne fece un banchetto
come un banchetto da re.
28Ma Assalonne diede quest'ordine ai servi:
"Badate, quando Amnòn avrà il cuore riscaldato dal vino e io vi dirò:
Colpite Amnòn!, voi allora uccidetelo e non abbiate paura. Non ve lo
comando io? Fatevi coraggio e comportatevi da forti!".
29I servi di Assalonne fecero ad Amnòn come
Assalonne aveva comandato.

Allora
tutti i figli del re si alzarono, montarono ciascuno sul suo mulo e fuggirono.
30Mentre essi erano ancora per strada, giunse a Davide
questa notizia: "Assalonne ha ucciso tutti i figli del re e neppure uno è
scampato".
31Allora il re si alzò, si stracciò le vesti e si gettò
per terra; tutti i suoi ministri che gli stavano intorno, stracciarono le loro
vesti.
32Ma Ionadàb figlio di Simeà, fratello di Davide, disse:
"Non dica il mio signore che tutti i giovani, figli del re, sono stati uccisi;
il solo Amnòn è morto; per Assalonne era cosa decisa fin da quando Amnòn aveva
fatto violenza a sua sorella Tamàr.
33Ora non si metta in cuore il mio signore una tal cosa,
come se tutti i figli del re fossero morti; il solo Amnòn è morto
34e Assalonne è fuggito". Il giovane che stava di
sentinella alzò gli occhi, guardò ed ecco una gran turba di gente veniva per la
strada di Bacurìm, dal lato del monte, sulla discesa. La sentinella venne ad
avvertire il re e disse: "Ho visto uomini scendere per la strada di Bacurìm, dal
lato del monte".
35Allora Ionadàb disse al re: "Ecco i figli del re
arrivano; la cosa sta come il tuo servo ha detto".
36Come ebbe finito di parlare, ecco giungere i figli del
re, i quali alzarono grida e piansero; anche il re e tutti i suoi ministri
fecero un gran pianto.
37Quanto ad Assalonne, era fuggito ed era andato da Talmài,
figlio di Ammiùd, re di Ghesùr. Il re fece il lutto per il suo figlio per lungo
tempo.
38Assalonne rimase tre anni a Ghesùr, dove era andato dopo
aver preso la fuga.
39Poi lo spirito del re Davide cessò di sfogarsi contro
Assalonne, perché si era placato il dolore per la morte di Amnòn.
14

1Ioab figlio di Zeruià si accorse che il cuore del
re era contro Assalonne.
2Allora mandò a chiamare a Tekòa e fece venire una
donna saggia e le disse: "Fingi di essere in lutto: mettiti una veste da
lutto, non ti ungere con olio e compòrtati da donna che pianga da molto
tempo un morto;
3poi entra presso il re e parlagli così e così".
Ioab le mise in bocca le parole da dire.
4La donna di Tekòa andò dunque dal re, si gettò
con la faccia a terra, si prostrò e disse: "Aiuto, o re!".
5Il re le disse: "Che hai?". Rispose: "Ahimè! Io
sono una vedova; mio marito è morto.
6La tua schiava aveva due figli, ma i due vennero
tra di loro a contesa in campagna e nessuno li separava; così uno colpì
l'altro e l'uccise.
7Ed ecco tutta la famiglia è insorta contro la tua
schiava dicendo: consegnaci l'uccisore del fratello, perché lo facciamo
morire per vendicare il fratello che egli ha ucciso. Elimineranno così
anche l'erede e spegneranno l'ultima bracia che mi è rimasta e non
lasceranno a mio marito né nome, né discendenza sulla terra".
8Il re disse alla donna: "Va' pure a casa: io darò
ordini a tuo riguardo".
9La donna di Tekòa disse al re: "Re mio signore,
la colpa cada su di me e sulla casa di mio padre, ma il re e il suo
trono sono innocenti".
10E il re: "Se qualcuno parla contro di te,
conducilo da me e vedrai che non ti molesterà più".
11Riprese: "Il re pronunzi il nome del Signore suo
Dio perché il vendicatore del sangue non aumenti la disgrazia e non mi
sopprimano il figlio". Egli rispose: "Per la vita del Signore, non cadrà
a terra un capello di tuo figlio!".
12Allora la donna disse: "La tua schiava possa
dire una parola al re mio signore!". Egli rispose: "Parla".
13Riprese la donna: "Allora perché pensi così
contro il popolo di Dio? Intanto il re, pronunziando questa sentenza si
è come dichiarato colpevole, per il fatto che il re non fa ritornare
colui che ha bandito.
14Noi dobbiamo morire e siamo come acqua versata
in terra, che non si può più raccogliere, e Dio non ridà la vita. Il re
pensi qualche piano perché il proscritto non sia più bandito lontano da
lui.
15Ora, se io sono venuta a parlare così al re mio
signore, è perché la gente mi ha fatto paura e la tua schiava ha detto:
Voglio parlare al re; forse il re farà quanto gli dirà la sua schiava;
16il re ascolterà la sua schiava e la libererà
dalle mani di quelli che cercano di sopprimere me e mio figlio dalla
eredità di Dio".
17La donna concluse: "La parola del re mio signore conceda
la calma. Perché il re mio signore è come un angelo di Dio per distinguere il
bene e il male. Il Signore tuo Dio sia con te!".
18Il re rispose e disse alla donna: "Non tenermi nascosto
nulla di quello che io ti domanderò". La donna disse: "Parli pure il re mio
signore".
19Disse il re: "La mano di Ioab non è forse con te in
tutto questo?". La donna rispose: "Per la tua vita, o re mio signore, non si può
andare né a destra né a sinistra di quanto ha detto il re mio signore! Proprio
il tuo servo Ioab mi ha dato questi ordini e ha messo tutte queste parole in
bocca alla tua schiava.
20Per dare alla cosa un'altra faccia, il tuo servo Ioab ha
agito così; ma il mio signore ha la saggezza di un angelo di Dio e sa quanto
avviene sulla terra".
21Allora il re disse a Ioab: "Ecco, voglio fare quello che
hai chiesto; va' dunque e fa' tornare il giovane Assalonne".
22Ioab si gettò con la faccia a terra, si prostrò,
benedisse il re e disse: "Oggi il tuo servo sa di aver trovato grazia ai tuoi
occhi, re mio signore, poiché il re ha fatto quello che il suo servo gli ha
chiesto".
23Ioab dunque si alzò, andò a Ghesùr e condusse Assalonne
a Gerusalemme.
24Ma il re disse: "Si ritiri in casa e non veda la mia
faccia". Così Assalonne si ritirò in casa e non vide la faccia del re.
O25Ora
in tutto Israele non vi era uomo che fosse tanto lodato per la sua
bellezza quanto Assalonne; dalle piante dei piedi alla cima del capo,
non vi era in lui un difetto alcuno.
26Quando si faceva tagliare i capelli, e se li
faceva tagliare ogni anno perché la capigliatura gli pesava troppo, egli
pesava i suoi capelli e il peso era di duecento sicli a peso del re.
27Ad Assalonne nacquero tre figli e una figlia
chiamata Tamàr, che era donna di bell'aspetto.
28Assalonne abitò in Gerusalemme due anni, senza
vedere la faccia del re.
29Poi Assalonne convocò Ioab per mandarlo dal re;
ma egli non volle andare da lui; lo convocò una seconda volta, ma Ioab
non volle andare.
30Allora Assalonne disse ai suoi servi: "Vedete,
il campo di Ioab è vicino al mio e vi è l'orzo; andate ed appiccatevi il
fuoco!". I servi di Assalonne appiccarono il fuoco al campo.
31Allora Ioab si alzò, andò a casa di Assalonne e
gli disse: "Perché i tuoi servi hanno dato fuoco al mio campo?".
32Assalonne rispose a Ioab: "Io ti avevo mandato a
dire: Vieni qui, voglio mandarti a dire al re: Perché sono tornato da
Ghesùr? Sarebbe meglio per me se fossi rimasto là. Ora voglio vedere la
faccia del re e, se vi è in me colpa, mi faccia morire!".
33Ioab allora andò dal re e gli riferì la cosa. Il
re fece chiamare Assalonne, il quale venne e si prostrò con la faccia a
terra davanti a lui; il re baciò Assalonne.
15

1Ma dopo, Assalonne si
procurò un carro, cavalli e cinquanta uomini che correvano davanti a
lui.
2Assalonne si alzava la mattina presto e si
metteva da un lato della strada di accesso alla porta della città;
quando qualcuno aveva una lite e veniva dal re per il giudizio,
Assalonne lo chiamava e gli diceva: "Di quale città sei?", l'altro gli
rispondeva: "Il tuo servo è di tale e tale tribù d'Israele".
3Allora Assalonne gli diceva: "Vedi, le tue
ragioni sono buone e giuste, ma nessuno ti ascolta da parte del re".
4Assalonne aggiungeva: "Se facessero me giudice
del paese! Chiunque avesse una lite o un giudizio verrebbe da me e io
gli farei giustizia".
5Quando uno gli si accostava per prostrarsi
davanti a lui, gli porgeva la mano, l'abbracciava e lo baciava.
6Assalonne faceva così con tutti gli Israeliti che
venivano dal re per il giudizio; in questo modo Assalonne si cattivò
l'affetto degli Israeliti.
7Ora, dopo quattro anni, Assalonne disse al re:
"Lasciami andare a Ebron a sciogliere un voto che ho fatto al Signore.
8Perché durante la sua dimora a Ghesùr, in Aram,
il tuo servo ha fatto questo voto: Se il Signore mi riconduce a
Gerusalemme, io servirò il Signore a Ebron!".
9Il re gli disse: "Va' in pace!". Egli si alzò e
andò a Ebron.
10Allora Assalonne mandò emissari per tutte le
tribù d'Israele a dire: "Quando sentirete il suono della tromba, allora
direte: Assalonne è divenuto re a Ebron".
11Con Assalonne erano partiti da Gerusalemme
duecento uomini, i quali, invitati, partirono con semplicità, senza
saper nulla.
12Assalonne convocò Achitòfel il Ghilonita,
consigliere di Davide, perché venisse dalla sua città di Ghilo ad
assistere mentre offriva i sacrifici. La congiura divenne potente e il
popolo andava crescendo di numero intorno ad Assalonne.

13Arrivò un informatore da Davide e disse: "Il
cuore degli Israeliti si è volto verso Assalonne".
14Allora Davide disse a tutti i suoi ministri che
erano con lui a Gerusalemme: "Alzatevi, fuggiamo; altrimenti nessuno di
noi scamperà dalle mani di Assalonne. Partite in fretta perché non si
affretti lui a raggiungerci e faccia cadere su di noi la sventura e
colpisca la città a fil di spada".
15I ministri del re gli dissero: "Tutto secondo ciò che
sceglierà il re mio signore; ecco, noi siamo i tuoi ministri".
16Il re dunque uscì a piedi con tutta la famiglia; lasciò
dieci concubine a custodire la reggia.
17Il re uscì dunque a piedi con tutto il popolo e si
fermarono all'ultima casa.
18Tutti i ministri del re camminavano al suo fianco e
tutti i Cretei e tutti i Peletei e Ittài con tutti quelli di Gat, seicento
uomini venuti da Gat al suo seguito, sfilavano davanti al re.
19Allora il re disse a Ittài di Gat: "Perché vuoi venire
anche tu con noi? Torna indietro e resta con il re, perché sei un forestiero e
per di più un esule dalla tua patria.
20Appena ieri sei arrivato e oggi ti farei errare con noi,
mentre io stesso vado dove capiterà di andare? Torna indietro e riconduci con te
i tuoi fratelli; siano con te la grazia e la fedeltà al Signore!".
21Ma Ittài rispose al re: "Per la vita del Signore e la
tua, o re mio signore, in qualunque luogo sarà il re mio signore, per morire o
per vivere, là sarà anche il tuo servo".
22Allora Davide disse a Ittài: "Va', prosegui pure!".
Ittài, quello di Gat, proseguì con tutti gli uomini e con tutte le donne e i
bambini che erano con lui.
23Tutti quelli del paese piangevano ad alta voce, mentre
tutto il popolo passava. Il re stava in piedi nella valle del Cedron e tutto il
popolo passava davanti a lui prendendo la via del deserto.

24Ecco venire anche Zadòk con tutti i leviti, i
quali portavano l'arca dell'alleanza di Dio. Essi deposero l'arca di Dio
presso Ebiatàr, finché tutto il popolo non finì di uscire dalla città.
25Il re disse a Zadòk: "Riporta in città l'arca di
Dio! Se io trovo grazia agli occhi del Signore, egli mi farà tornare e
me la farà rivedere insieme con la sua Dimora.
26Ma se dice: Non ti gradisco, eccomi: faccia di
me quello che sarà bene davanti a lui".
27Il re aggiunse al sacerdote Zadòk: "Vedi? Torna
in pace in città con tuo figlio Achimaaz e Giònata figlio di Ebiatàr.
28Badate: io aspetterò presso i guadi del
deserto, finché mi sia portata qualche notizia da parte vostra".
29Così Zadòk ed Ebiatàr riportarono a Gerusalemme
l'arca di Dio e là dimorarono.
30Davide saliva l'erta degli Ulivi; saliva
piangendo e camminava con il capo coperto e a piedi scalzi; tutta la
gente che era con lui aveva il capo coperto e, salendo, piangeva.
31Fu intanto portata a Davide la notizia: "Achitòfel
è con Assalonne tra i congiurati". Davide disse: "Rendi vani i consigli
di Achitòfel, Signore!".
32Quando Davide fu giunto in vetta al monte, al
luogo dove ci si prostra a Dio, ecco farglisi incontro Cusài, l'Archita,
con la tunica stracciata e il capo coperto di polvere.
33Davide gli disse: "Se tu procedi con me, mi
sarai di peso;
34ma se torni in città e dici ad Assalonne: Io
sarò tuo servo, o re; come sono stato servo di tuo padre prima, così
sarò ora tuo servo, tu dissiperai in mio favore i consigli di Achitòfel.
35E non avrai forse là con te i sacerdoti Zadòk
ed Ebiatàr? Quanto sentirai dire della reggia, lo riferirai ai sacerdoti
Zadòk ed Ebiatàr.
36Ecco, essi hanno con loro i due figli, Achimaaz,
figlio di Zadòk e Giònata, figlio di Ebiatàr; per mezzo di loro mi
farete sapere quanto avrete sentito".
37Cusài, amico di Davide, arrivò in città quando
Assalonne entrava in Gerusalemme.
16
1Davide aveva di poco superato la cima del monte,
quando ecco Zibà, servo di Merib-Bàal, gli si fece incontro con un paio
di asini sellati e carichi di duecento pani, cento grappoli di uva
secca, cento frutti d'estate e un otre di vino.
2Il re disse a Zibà: "Che vuoi fare di queste
cose?". Zibà rispose: "Gli asini serviranno di cavalcatura alla reggia,
i pani e i frutti d'estate sono per sfamare i giovani, il vino per
dissetare quelli che saranno stanchi nel deserto".
3Il re disse: "Dov'è il figlio del tuo signore?".
Zibà rispose al re: "Ecco, è rimasto a Gerusalemme perché ha detto: Oggi
la casa di Israele mi renderà il regno di mio padre".
4Il re disse a Zibà: "Quanto appartiene a
Merib-Bàal è tuo". Zibà rispose: "Mi prostro! Possa io trovar grazia ai
tuoi occhi, re mio signore!".

5Quando poi il re Davide fu giunto a Bacurìm,
ecco uscire di là un uomo della stessa famiglia della casa di Saul,
chiamato Simeì, figlio di Ghera. Egli usciva imprecando
6e gettava sassi contro Davide e contro tutti i
ministri del re Davide, mentre tutto il popolo e tutti i prodi stavano
alla destra e alla sinistra del re.
7Simeì, maledicendo Davide, diceva: "Vattene,
vattene, sanguinario, scellerato!
8Il Signore ha fatto ricadere sul tuo capo tutto
il sangue della casa di Saul, al posto del quale regni; il Signore ha
messo il regno nelle mani di Assalonne tuo figlio ed eccoti nella
sventura che hai meritato, perché sei un sanguinario".
9Allora Abisài figlio di Zeruià disse al re:
"Perché questo cane morto dovrà maledire il re mio signore? Lascia che
io vada e gli tagli la testa!".
10Ma il re rispose: "Che ho io in comune con voi,
figli di Zeruià? Se maledice, è perché il Signore gli ha detto: Maledici
Davide! E chi potrà dire: Perché fai così?".
11Poi Davide disse ad Abisài e a tutti i suoi
ministri: "Ecco, il figlio uscito dalle mie viscere cerca di togliermi
la vita: Quanto più ora questo Beniaminita! Lasciate che maledica,
poiché glielo ha ordinato il Signore.
12Forse il Signore guarderà la mia afflizione e
mi renderà il bene in cambio della maledizione di oggi".
13Davide e la sua gente continuarono il cammino e
Simeì camminava sul fianco del monte, parallelamente a Davide, e, cammin
facendo, imprecava contro di lui, gli tirava sassi e gli lanciava
polvere.
14Il re e tutta la gente che era con lui
arrivarono stanchi presso il Giordano e là ripresero fiato.

15Intanto Assalonne con tutti gli Israeliti era
entrato in Gerusalemme e Achitòfel era con lui.
16Quando Cusài l'Archita, l'amico di Davide, fu
giunto presso Assalonne gli disse: "Viva il re! Viva il re!".
17Assalonne disse a Cusài: "Questa è la fedeltà
che hai per il tuo amico? Perché non sei andato con il tuo amico?".
18Cusài rispose ad Assalonne: "No, io sarò per
colui che il Signore e questo popolo e tutti gli Israeliti hanno scelto
e con lui rimarrò.
19E poi di chi sarò schiavo? Non lo sarò forse di
suo figlio? Come ho servito tuo padre, così servirò te".
20Allora Assalonne disse ad Achitòfel:
"Consultatevi su quello che dobbiamo fare".
21Achitòfel rispose ad Assalonne: "Entra dalle
concubine che tuo padre ha lasciate a custodia della casa; tutto Israele
saprà che ti sei reso odioso a tuo padre e sarà rafforzato il coraggio
di tutti i tuoi".
22Fu dunque piantata una tenda sulla terrazza per
Assalonne e Assalonne entrò dalle concubine del padre, alla vista di
tutto Israele.
23In quei giorni un consiglio dato da Achitòfel
era come una parola data da Dio a chi lo consulta. Così era di tutti i
consigli di Achitòfel per Davide e per Assalonne.
17

1Achitòfel disse ad Assalonne: "Sceglierò
dodicimila uomini: mi metterò ad inseguire Davide questa notte;
2gli piomberò addosso mentre egli è stanco e ha
le braccia fiacche; lo spaventerò e tutta la gente che è con lui si darà
alla fuga; io colpirò solo il re
3e ricondurrò a te tutto il popolo, come ritorna
la sposa al marito. La vita di un solo uomo tu cerchi; la gente di lui
rimarrà tranquilla".
4Questo parlare piacque ad Assalonne e a tutti
gli anziani d'Israele.
5Ma Assalonne disse: "Chiamate anche Cusài l'Archita
e sentiamo ciò che ha in bocca anche lui".
6Quando Cusài fu giunto da Assalonne, questi gli
disse: "Achitòfel ha parlato così e così; dobbiamo fare come ha detto
lui? Se no, parla tu!".
7Cusài rispose ad Assalonne: "Questa volta il
consiglio dato da Achitòfel non è buono".
8Cusài continuò: "Tu conosci tuo padre e i suoi
uomini: sai che sono uomini valorosi e che hanno l'animo esasperato come
un'orsa nella campagna quando le sono stati rapiti i figli; poi tuo
padre è un guerriero e non passerà la notte con il popolo.
9A quest'ora egli è nascosto in qualche buca o in
qualche altro luogo; se fin da principio cadranno alcuni dei tuoi,
qualcuno lo verrà a sapere e si dirà: C'è stata una strage tra la gente
che segue Assalonne.
10Allora il più valoroso, anche se avesse un
cuore di leone, si avvilirà, perché tutto Israele sa che tuo padre è un
prode e che i suoi uomini sono valorosi.
11Perciò io consiglio che tutto Israele, da Dan
fino a Bersabea, si raduni presso di te, numeroso come la sabbia che è
sulla riva del mare, e che tu vada in persona alla battaglia.
12Così lo raggiungeremo in qualunque luogo si
troverà e gli piomberemo addosso come la rugiada cade sul suolo; di
tutti i suoi uomini non ne scamperà uno solo.
13Se invece si ritira in qualche città, tutto
Israele porterà corde a quella città e noi la trascineremo nella valle,
così che non se ne trovi più nemmeno una pietruzza".
14Assalonne e tutti gli Israeliti dissero: "Il
consiglio di Cusài l'Archita è migliore di quello di Achitòfel". Il
Signore aveva stabilito di mandare a vuoto il saggio consiglio di
Achitòfel per far cadere la sciagura su Assalonne.
15Allora Cusài disse ai sacerdoti Zadòk ed
Ebiatàr: "Achitòfel ha consigliato Assalonne e gli anziani d'Israele
così e così, ma io ho consigliato in questo modo.
16Ora dunque mandate in fretta ad informare
Davide e ditegli: Non passare la notte presso i guadi del deserto, ma
passa subito dall'altra parte, perché non venga lo sterminio sul re e
sulla gente che è con lui".
17Ora Giònata e Achimaaz stavano presso En-Roghèl,
in attesa che una schiava andasse a portare le notizie che essi dovevano
andare a riferire al re Davide; perché non potevano farsi vedere ad
entrare in città.
18Ma un giovane li vide e informò Assalonne. I
due partirono di corsa e giunsero a Bacurìm a casa di un uomo che aveva
nel cortile una cisterna.
19Quelli vi si calarono e la donna di casa prese
una coperta, la distese sulla bocca della cisterna e vi sparse grano
pesto, così che non ci si accorgeva di nulla.
20I servi di Assalonne vennero in casa della
donna e chiesero: "Dove sono Achimaaz e Giònata?". La donna rispose
loro: "Hanno passato il serbatoio dell'acqua". Quelli si misero a
cercarli, ma, non riuscendo a trovarli, tornarono a Gerusalemme.

21Quando costoro se ne furono partiti, i due
uscirono dalla cisterna e andarono ad informare il re Davide. Gli
dissero: "Muovetevi e passate in fretta l'acqua, perché così ha
consigliato Achitòfel a vostro danno".
22Allora Davide si mosse con tutta la sua gente e
passò il Giordano. All'apparire del giorno, neppure uno era rimasto che
non avesse passato il Giordano.
23Achitòfel, vedendo che il suo consiglio non era
stato seguito, sellò l'asino e partì per andare a casa sua nella sua
città. Mise in ordine gli affari della casa e s'impiccò. Così morì e fu
sepolto nel sepolcro di suo padre.
24Davide era giunto a Macanàim, quando Assalonne
passò il Giordano con tutti gli Israeliti.
25Assalonne aveva posto a capo dell'esercito
Amasà invece di Ioab. Amasà era figlio di un uomo chiamato Itrà
l'Ismaelita, il quale si era unito a Abigàl, figlia di Iesse e sorella
di Zeruià, madre di Ioab.
26Israele e Assalonne si accamparono nel paese di
Gàlaad.
27Quando Davide fu giunto a Macanàim, Sobì,
figlio di Nacàs che era da Rabbà, città degli Ammoniti, Machìr, figlio
di Ammiel da Lodebàr, e Barzillài, il Galaadita di Roghelìm,
28portarono letti e tappeti, coppe e vasi di
terracotta, grano, orzo, farina, grano arrostito, fave, lenticchie,
29miele, latte acido e formaggi di pecora e di
vacca, per Davide e per la sua gente perché mangiassero; infatti
dicevano: "Questa gente ha patito fame, stanchezza e sete nel deserto".
18
1Davide passò in rassegna la sua gente e costituì
capi di migliaia e capi di centinaia per comandarla.
2Divise la gente in tre corpi: un terzo sotto il
comando di Ioab, un terzo sotto il comando di Abisài figlio di Zeruià,
fratello di Ioab, e un terzo sotto il comando di Ittài di Gat. Poi il re
disse al popolo: "Voglio uscire anch'io con voi!".
3Ma il popolo rispose: "Tu non devi uscire,
perché se noi fossimo messi in fuga, non si farebbe alcun caso di noi;
quand'anche perisse la metà di noi, non se ne farebbe alcun caso, ma tu
conti per diecimila di noi; è meglio che ti tenga pronto a darci aiuto
dalla città".
4Il re rispose loro: "Farò quello che vi sembra
bene". Il re si fermò al fianco della porta, mentre tutto l'esercito
usciva a schiere di cento e di mille uomini.
5Il re ordinò a Ioab, ad Abisài e ad Ittài:
"Trattatemi con riguardo il giovane Assalonne!". E tutto il popolo udì
quanto il re ordinò a tutti i capi nei riguardi di Assalonne.
6L'esercito uscì in campo contro Israele e la
battaglia ebbe luogo nella foresta di Èfraim.
7La gente d'Israele fu in quel luogo sconfitta
dai servi di Davide; la strage fu grande: in quel giorno caddero
ventimila uomini.
8La battaglia si estese su tutta la contrada e la
foresta divorò in quel giorno molta più gente di quanta non ne avesse
divorato la spada.
ì
9Ora Assalonne s'imbatté nei servi di Davide.
Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto i rami di un grande
terebinto e la testa di Assalonne rimase impigliata nel terebinto e così
egli restò sospeso fra cielo e terra; mentre il mulo che era sotto di
lui passava oltre.
10Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: "Ho
visto Assalonne appeso a un terebinto".
11Ioab rispose all'uomo che gli portava la
notizia: "Dunque, l'hai visto? E perché non l'hai tu, sul posto, steso
al suolo? Io non avrei mancato di darti dieci sicli d'argento e una
cintura".
12Ma quell'uomo disse a Ioab: "Quand'anche mi
fossero messi in mano mille sicli d'argento, io non stenderei la mano
sul figlio del re; perché con i nostri orecchi abbiamo udito l'ordine
che il re ha dato a te, ad Abisài e a Ittài: Salvatemi il giovane
Assalonne!
13Se io avessi commesso di mia testa una
perfidia, poiché nulla rimane nascosto al re, tu stesso saresti sorto
contro di me".
14Allora Ioab disse: "Io non voglio perdere così
il tempo con te". Prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di
Assalonne, che era ancora vivo nel folto del terebinto.
15Poi dieci giovani scudieri di Ioab circondarono
Assalonne, lo colpirono e lo finirono.
16Allora
Ioab suonò la tromba e il popolo cessò di inseguire Israele, perché Ioab aveva
trattenuto il popolo.
17Poi presero Assalonne, lo gettarono in una grande fossa
nella foresta ed elevarono sopra di lui un enorme mucchio di pietre. Tutto
Israele era fuggito ciascuno nella sua tenda.
18Ora Assalonne mentre era in vita, si era eretta la
stele che è nella Valle del re; perché diceva: "Io non ho un figlio che conservi
il ricordo del mio nome"; chiamò quella stele con il suo nome e la si chiamò di
Assalonne fino ad oggi.
19Achimaaz figlio di Zadòk disse a Ioab: "Correrò a
portare al re la notizia che il Signore gli ha fatto giustizia contro i suoi
nemici".
20Ioab gli rispose: "Oggi tu non sarai l'uomo della buona
notizia, la porterai un altro giorno; non porterai oggi la bella notizia perché
il figlio del re è morto".
21Poi Ioab disse all'Etiope: "Va' e riferisci al re
quello che hai visto". L'Etiope si prostrò a Ioab e corse via.
22Achimaaz, figlio di Zadòk, disse di nuovo a Ioab:
"Qualunque cosa avvenga, lasciami correre dietro all'Etiope".

Ioab gli
disse: "Ma perché correre, figlio mio? La buona notizia non ti porterà nulla di
buono".
23E l'altro: "Qualunque cosa avvenga, voglio correre".
Ioab gli disse: "Corri!". Allora Achimaaz prese la corsa per la strada della
valle e oltrepassò l'Etiope.
24Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella
salì sul tetto della porta dal lato del muro; alzò gli occhi, guardò ed ecco un
uomo correre tutto solo.
25La sentinella gridò e avvertì il re. Il re disse: "Se è
solo, porta una buona notizia". Quegli andava avvicinandosi sempre più.
26Poi la sentinella vide un altro uomo che correva e
gridò al guardiano: "Ecco un altro uomo correre tutto solo!". E il re: "Anche
questo porta una buona notizia".
27La sentinella disse: "Il modo di correre del primo mi
pare quello di Achimaaz, figlio di Zadòk". E il re disse: "È un uomo dabbene:
viene certo per una lieta notizia!".
28Achimaaz gridò al re: "Pace!". Prostratosi dinanzi al
re con la faccia a terra, disse: "Benedetto sia il Signore tuo Dio che ha messo
in tuo potere gli uomini che avevano alzato le mani contro il re mio signore!".
29Il re disse: "Il giovane Assalonne sta bene?". Achimaàz
rispose: "Quando Ioab mandava il servo del re e me tuo servo, io vidi un gran
tumulto, ma non so di che cosa si trattasse".
30Il re gli disse: "Mettiti là, da parte". Quegli si mise
da parte e aspettò.
31Ed ecco arrivare l'Etiope che disse: "Buone notizie per
il re mio signore! Il Signore ti ha reso oggi giustizia, liberandoti dalle mani
di quanti erano insorti contro di te".
32Il re disse all'Etiope: "Il giovane Assalonne sta
bene?". L'Etiope rispose: "Diventino come quel giovane i nemici del re mio
signore e quanti insorgono contro di te per farti il male!".
19

1Allora il re fu scosso da un tremito, salì al
piano di sopra della porta e pianse; diceva in lacrime: "Figlio mio!
Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te,
Assalonne, figlio mio, figlio mio!".
2Fu riferito a Ioab: "Ecco il re piange e fa
lutto per Assalonne".
3La vittoria in quel giorno si cambiò in lutto
per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: "Il re
è molto afflitto a causa del figlio".
4Il popolo in quel giorno rientrò in città
furtivamente, come avrebbe fatto gente vergognosa per essere fuggita in
battaglia.
5Il re si era coperta la faccia e gridava a gran
voce: "Figlio mio Assalonne, Assalonne figlio mio, figlio mio!".
6Allora Ioab entrò in casa del re e disse: "Tu
copri oggi di rossore il volto di tutta la tua gente, che in questo
giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, alle
tue mogli e alle tue concubine,
7perché mostri di amare quelli che ti odiano e di
odiare quelli che ti amano. Infatti oggi tu mostri chiaramente che capi
e ministri per te non contano nulla; ora io ho capito che, se Assalonne
fosse vivo e noi fossimo quest'oggi tutti morti, allora sarebbe una cosa
giusta ai tuoi occhi.
8Ora dunque alzati, esci e parla al cuore della
tua gente; perché io giuro per il Signore che, se non esci, neppure un
uomo resterà con te questa notte; questa sarebbe per te la peggiore
sventura di tutte quelle che ti sono cadute addosso dalla tua giovinezza
fino ad oggi".
9Allora il re si alzò e si sedette sulla porta;
fu dato quest'annunzio a tutto il popolo: "Ecco il re sta seduto alla
porta". E tutto il popolo venne alla presenza del re.
Gli Israeliti erano fuggiti ognuno alla sua tenda.
10In tutte le tribù d'Israele tutto il popolo
stava discutendo e diceva: "Il re ci ha liberati dalle mani dei nostri
nemici e ci ha salvati dalle mani dei Filistei; ora è dovuto fuggire dal
paese a causa di Assalonne.
11Ma quanto ad Assalonne, che noi avevamo
consacrato perché regnasse su di noi, è morto in battaglia. Ora perché
non cercate di far tornare il re?".
12Ciò che si diceva in tutto Israele era giunto a
conoscenza del re. Il re Davide mandò a dire ai sacerdoti Zadòk ed
Ebiatàr: "Riferite agli anziani di Giuda: Perché volete essere gli
ultimi a far tornare il re alla sua casa?
13Voi siete mio osso e mia carne e perché dunque
sareste gli ultimi a far tornare il re?
14Dite ad Amasà: Non sei forse mio osso e mia
carne? Dio mi faccia questo e mi aggiunga quest'altro, se tu non
diventerai davanti a me capo dell'esercito per sempre al posto di Ioab!".
15Così piegò il cuore di tutti gli uomini di
Giuda, come se fosse stato il cuore di un sol uomo; essi mandarono a
dire al re: "Ritorna tu e tutti i tuoi ministri".
16Il re dunque tornò e giunse al Giordano; quelli
di Giuda vennero a Gàlgala per andare incontro al re e per fargli
passare il Giordano.
17Simeì, figlio di Ghera, Beniaminita, che era di
Bacurìm, si affrettò a scendere con gli uomini di Giuda incontro al re
Davide.
18Aveva con sé mille uomini di Beniamino. Zibà,
il servo della casa di Saul, i suoi quindici figli con lui e i suoi
venti servi si erano precipitati al Giordano prima del re
19e avevano servito per far passare la famiglia
del re e per fare quanto a lui sarebbe piaciuto. Intanto Simeì, figlio
di Ghera, si gettò ai piedi del re nel momento in cui passava il
Giordano
20e disse al re: "Il mio signore non tenga conto
della mia colpa! Non ricordarti di quanto il tuo servo ha commesso
quando il re mio signore è uscito da Gerusalemme; il re non lo conservi
nella sua mente!

21Perché
il tuo servo riconosce di aver peccato ed ecco, oggi, primo di tutta la casa
di Giuseppe, sono sceso incontro al re mio signore".
22Ma Abisài figlio di Zeruià, disse: "Non dovrà forse
essere messo a morte Simeì perché ha maledetto il consacrato del Signore?".
23Davide disse: "Che ho io in comune con voi, o figli
di Zeruià, che vi mostriate oggi miei avversari? Si può mettere a morte oggi
qualcuno in Israele? Non so dunque che oggi divento re di Israele?".
24Il re disse a Simeì: "Tu non morirai!". E il re
glielo giurò.
25Anche Merib-Bàal nipote di Saul scese incontro al
re. Non si era curato i piedi e le mani, né la barba intorno alle labbra e
non aveva lavato le vesti dal giorno in cui il re era partito a quello in
cui tornava in pace.
26Quando giunse da Gerusalemme incontro al re, il re
gli disse: "Perché non sei venuto con me, Merib-Bàal?".
27Egli rispose: "Re, mio signore, il mio servo mi ha
ingannato! Il tuo servo aveva detto: Io mi farò sellare l'asino, monterò e
andrò con il re, perché il tuo servo è zoppo.
28Ma egli ha calunniato il tuo servo presso il re mio
signore. Però il re mio signore è come un angelo di Dio; fa' dunque ciò che
sembrerà bene ai tuoi occhi.
29Perché tutti quelli della casa di mio padre non
avevano meritato dal re mio signore altro che la morte; ma tu avevi posto il
tuo servo fra quelli che mangiano alla tua tavola. E che diritto avrei
ancora di implorare presso il re?".
30Il re gli disse: "Non occorre che tu aggiunga altre
parole. Ho deciso: tu e Zibà vi dividerete i campi".
31Merib-Bàal rispose al re: "Se li prenda pure tutti
lui, dato che ormai il re mio signore è tornato in pace a casa!".

32Barzillài
il Galaadita era sceso da Roghelìm e aveva passato il Giordano con il re,
per congedarsi da lui presso il Giordano.
33Barzillài era molto vecchio: aveva ottant'anni.
Aveva fornito i viveri al re mentre questi si trovava a Macanàim, perché era
un uomo molto facoltoso.
34Il re disse a Barzillài: "Vieni con me; io
provvederò al tuo sostentamento presso di me, a Gerusalemme".
35Ma Barzillài rispose al re: "Quanti sono gli anni
che mi restano da vivere, perché io salga con il re a Gerusalemme?
36Io ho ora ottant'anni; posso forse ancora
distinguere ciò che è buono da ciò che è cattivo? Può il tuo servo gustare
ancora ciò che mangia e ciò che beve? Posso udire ancora la voce dei cantori
e delle cantanti? E perché allora il tuo servo dovrebbe essere di peso al re
mio signore?
37Solo per poco tempo il tuo servo verrà con il re
oltre il Giordano; perché il re dovrebbe darmi una tale ricompensa?
38Lascia che il tuo servo torni indietro e che io
possa morire nella mia città presso la tomba di mio padre e di mia madre.
Ecco qui mio figlio, il tuo servo Chimàm; venga lui con il re mio signore;
fa' per lui quello che ti piacerà".
39Il re rispose: "Venga dunque con me Chimàm e io
farò per lui quello che a te piacerà; farò per te quello che desidererai da
me".
40Poi tutto il popolo passò il Giordano; il re
l'aveva già passato. Allora il re baciò Barzillài e lo benedisse; quegli
tornò a casa.
41Così il re passò verso Gàlgala e Chimàm era venuto
con lui. Tutta la gente di Giuda e anche metà della gente d'Israele aveva
fatto passare il re.
42Allora tutti gli Israeliti vennero dal re e gli
dissero: "Perché i nostri fratelli, gli uomini di Giuda, ti hanno portato
via di nascosto e hanno fatto passare il Giordano al re, alla sua famiglia e
a tutta la gente di Davide?".
43Tutti gli uomini di Giuda risposero agli Israeliti:
"Il re è un nostro parente stretto; perché vi adirate per questo? Abbiamo
forse mangiato a spese del re o ci fu portata qualche porzione?".
44Gli Israeliti replicarono agli uomini di Giuda:
"Dieci parti mi spettano sul re; inoltre sono io il primogenito e non tu;
perché mi hai disprezzato? Non sono forse stato il primo a proporre di far
tornare il re?". Ma il parlare degli uomini di Giuda fu più violento di
quello degli Israeliti.
Sèba
20
1Ora
si trovava là un uomo iniquo chiamato Sèba, figlio di Bicrì, un
Beniaminita, il quale suonò la tromba e disse:"Non abbiamo alcuna parte
con Davidee non abbiamo un'eredità con il figlio di Iesse.Ognuno alle
proprie tende, Israele!".
2Tutti gli Israeliti si allontanarono da Davide
per seguire Sèba, figlio di Bicrì; ma gli uomini di Giuda rimasero
attaccati al loro re e lo accompagnarono dal Giordano fino a
Gerusalemme.
3Davide entrò nella reggia a Gerusalemme. Il re
prese le dieci concubine che aveva lasciate a custodia della reggia e le
mise in un domicilio sorvegliato; egli somministrava loro gli alimenti,
ma non si accostava loro; rimasero così recluse fino al giorno della
loro morte, in stato di vedovanza perenne.
4Poi il re disse ad Amasà: "Radunami tutti gli
uomini di Giuda in tre giorni; poi vieni qui".
5Amasà dunque partì per adunare gli uomini di
Giuda; ma tardò più del tempo fissato.
6Allora Davide disse ad Abisài: "Sèba figlio di
Bicrì ci farà ora più male di Assalonne; prendi i servi del tuo signore
e inseguilo, perché non trovi fortezze e ci sfugga".
7Abisài uscì per la spedizione, seguito dalla
gente di Ioab, dai Cretei, dai Peletei e da tutti i prodi; uscirono da
Gerusalemme per inseguire Sèba figlio di Bicrì.

8Si trovavano presso la grande pietra che è in
Gàbaon, quando Amasà venne loro incontro. Ioab indossava la veste
militare, sopra la quale portava la cintura con la spada pendente dai
fianchi nel fodero; egli la fece uscire e cadere.
9Ioab disse ad Amasà: "Stai bene, fratello mio?"
e con la destra prese Amasà per la barba per baciarlo.
10Amasà non fece attenzione alla spada che Ioab
aveva nell'altra mano; Ioab lo colpì al basso ventre e ne sparse le
viscere a terra; non lo colpì una seconda volta perché era già morto.
Poi Ioab e Abisài suo fratello inseguirono Sèba, figlio di Bicrì.
11Uno dei giovani di Ioab era rimasto presso
Amasà e diceva: "Chi ama Ioab e chi è per Davide segua Ioab!".
12Intanto Amasà si rotolava nel sangue in mezzo
alla strada e quell'uomo si accorse che tutto il popolo si fermava.
Allora trascinò Amasà fuori della strada in un campo e gli buttò addosso
una veste, perché quanti gli arrivavano vicino lo vedevano e si
fermavano.
13Quando esso fu tolto dalla strada, tutti
passarono al seguito di Ioab per dare la caccia a Sèba, figlio di Bicrì.

14Attraversarono il territorio di tutte le tribù
d'Israele fino ad Abel-Bet-Maacà, dove tutti quelli della famiglia di
Bicrì erano stati convocati ed erano entrati al seguito di Sèba.
15Vennero dunque, assediarono Sèba in
Abel-Bet-Maacà e innalzarono contro la città un terrapieno; tutto il
popolo che era con Ioab scavava per demolire le mura.
16Allora una donna saggia gridò dalla città:
"Ascoltate, ascoltate! Dite a Ioab di avvicinarsi, gli voglio parlare!".
17Quando egli si fu avvicinato, la donna gli
chiese: "Sei tu Ioab?". Egli rispose: "Sì". Allora essa gli disse:
"Ascolta la parola della tua schiava". Egli rispose: "Ascolto".
18Riprese: "Una volta si soleva dire: Si
interroghi bene ad Abèl e a Dan per sapere se sono venute meno le
costumanze
19stabilite dai fedeli d'Israele. Tu cerchi di
far perire una città che è una madre in Israele. Perché vuoi distruggere
l'eredità del Signore?".
20Ioab rispose: "Lungi, lungi da me l'idea di
distruggere e di rovinare.
21La questione è diversa: un uomo delle montagne
di Èfraim, chiamato Sèba, figlio di Bicrì, ha alzato la mano contro il
re Davide. Consegnatemi lui solo e io mi allontanerò dalla città". La
donna disse a Ioab: "Ecco, la sua testa ti sarà gettata dall'alto delle
mura".
22Allora la donna rientrò in città e parlò a
tutto il popolo con saggezza; così quelli tagliarono la testa a Sèba,
figlio di Bicrì, e la gettarono a Ioab. Egli fece suonare la tromba;
tutti si dispersero lontano dalla città e ognuno andò alla propria
tenda. Poi Ioab tornò a Gerusalemme presso il re.
23Ioab era a capo di tutto l'esercito d'Israele;
Benaià, figlio di Ioiadà, era capo dei Cretei e dei Peletei;
24Adoràm sovrintendeva ai lavori forzati;
Giosafat, figlio di Achilùd, era archivista;
25Seraià era scriba; Zadòk ed Ebiatàr erano
sacerdoti e anche Ira lo Iairita era ministro di Davide.
21
1Al tempo di Davide ci fu una carestia per tre
anni; Davide cercò il volto del Signore e il Signore gli disse: "Su Saul
e sulla sua casa pesa un fatto di sangue, perché egli ha fatto morire i
Gabaoniti".
2Allora il re chiamò i Gabaoniti e parlò loro. I
Gabaoniti non erano del numero degli Israeliti, ma un resto degli
Amorrei, e gli Israeliti avevano giurato loro; Saul però, nel suo zelo
per gli Israeliti e per quelli di Giuda, aveva cercato di sterminarli.
3Davide disse ai Gabaoniti: "Che devo fare per
voi? In che modo espierò, perché voi benediciate l'eredità del
Signore?".
4I Gabaoniti gli risposero: "Fra noi e Saul e la
sua casa non è questione d'argento o d'oro, né ci riguarda l'uccidere
qualcuno in Israele". Il re disse: "Quello che voi direte io lo farò per
voi".
5Quelli risposero al re: "Di quell'uomo che ci ha
distrutti e aveva fatto il piano di sterminarci, perché più non
sopravvivessimo entro alcun confine d'Israele,
6ci siano consegnati sette uomini tra i suoi
figli e noi li impiccheremo davanti al Signore in Gàbaon, sul monte del
Signore". Il re disse: "Ve li consegnerò".
7Il re risparmiò Merib-Bàal figlio di Giònata,
figlio di Saul, per il giuramento che Davide e Giònata, figlio di Saul,
si erano fatto davanti al Signore;
8ma il re prese i due figli che Rizpà figlia di
Aià aveva partoriti a Saul, Armonì e Merib-Bàal e i cinque figli che
Meràb figlia di Saul aveva partoriti ad Adrièl il Mecolatita figlio di
Barzillài.
9Li consegnò ai Gabaoniti, che li impiccarono sul
monte, davanti al Signore. Tutti e sette perirono insieme. Furono messi
a morte nei primi giorni della mietitura, quando si cominciava a mietere
l'orzo.

10Allora Rizpà, figlia di Aià, prese il mantello
di sacco e lo tese, fissandolo alla roccia, e stette là dal principio
della mietitura dell'orzo finché dal cielo non cadde su di loro la
pioggia. Essa non permise agli uccelli del cielo di posarsi su di essi
di giorno e alle bestie selvatiche di accostarsi di notte.
11Fu riferito a Davide quello che Rizpà, figlia
di Aià, concubina di Saul, aveva fatto.
12Davide andò a prendere le ossa di Saul e quelle
di Giònata suo figlio presso i cittadini di Iabès di Gàlaad, i quali le
avevano portate via dalla piazza di Beisan, dove i Filistei avevano
appeso i cadaveri quando avevano sconfitto Saul sul Gelboe.
13Egli riportò le ossa di Saul e quelle di
Giònata suo figlio; poi si raccolsero anche le ossa di quelli che erano
stati impiccati.
14Le ossa di Saul e di Giònata suo figlio, come
anche le ossa degli impiccati furono sepolte nel paese di Beniamino a
Zela, nel sepolcro di Kis, padre di Saul; fu fatto quanto il re aveva
ordinato. Dopo, Dio si mostrò placato verso il paese.
15I Filistei mossero di nuovo guerra ad Israele e
Davide scese con i suoi sudditi a combattere contro i Filistei. Davide
era stanco
16e Isbi-Benòb, uno dei figli di Rafa, che aveva
una lancia del peso di trecento sicli di rame ed era cinto di una spada
nuova, manifestò il proposito di uccidere Davide;
17ma Abisài, figlio di Zeruià, venne in aiuto al
re, colpì il Filisteo e lo uccise. Allora i ministri di Davide gli
giurarono: "Tu non uscirai più con noi a combattere e non spegnerai la
lampada d'Israele".
18Dopo, ci fu un'altra battaglia contro i
Filistei, a Gob; allora Sibbecài il Cusatita uccise Saf, uno dei figli
di Rafa.
19Ci fu un'altra battaglia contro i Filistei a
Gob; Elcanàn, figlio di Iair di Betlemme, uccise il fratello di Golia di
Gat: l'asta della sua lancia era come un subbio di tessitori.
20Ci fu un'altra battaglia a Gat, dove si trovò
un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e per piede, in
tutto ventiquattro dita: anch'egli era nato a Rafa.
21Costui insultò Israele, ma lo uccise Giònata,
figlio di Simeà, fratello di Davide.
22Questi quattro erano nati a Rafa, in Gat. Essi
perirono per mano di Davide e per mano dei suoi ministri.
22
1Davide
rivolse al Signore le parole di questo canto, quando il Signore lo
liberò dalla mano di tutti i suoi nemici, specialmente dalla mano di
Saul.
2Egli disse:"Il Signore è la mia roccia,la mia
fortezza, il mio liberatore,
3il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio,il mio
scudo, la mia salvezza, il mio riparo!Sei la mia roccaforte che mi
salva:tu mi salvi dalla violenza.
4Invoco il Signore, degno di ogni lode,e sono
liberato dai miei nemici.
5Mi circondavano i flutti della morte,mi
atterrivano torrenti esiziali.
6Mi avviluppavano le funi degli inferi;mi stavano
davanti i lacci della morte.
7Nell'angoscia ho invocato il Signore,ho gridato
al mio Dio,Egli ha ascoltato dal suo tempio la mia voce;il mio grido è
giunto ai suoi orecchi.
8Si scosse la terra e sobbalzò; tremarono le
fondamenta del cielo;si scossero, perché egli si era irritato.
9Fumo salì dalle sue narici;dalla sua bocca uscì
un fuoco divoratore; carboni accesi partirono da lui.
10Egli piegò i cieli e discese; una nube oscura
era sotto i suoi piedi.

11Cavalcò un cherubino e volò;si librò sulle ali del
vento.
12Si avvolse di tenebra tutto intorno;acque scure e dense
nubi erano la sua tenda.
13Per lo splendore che lo precedevaarsero carboni
infuocati.
14Il Signore tuonò nei cieli,l'Altissimo emise la sua
voce.
15Scagliò frecce e li disperse;vibrò folgori e li mise in
fuga.
16Apparvero le profondità marine;si scoprirono le basi
del mondo,come effetto della tua minaccia, Signore,del soffio violento della tua
ira.
17Dall'alto stese la mano e mi prese;mi fece uscire dalle
grandi acque.
18Mi liberò dai miei robusti avversari,dai miei nemici
più forti di me.
19Mi affrontarono nel giorno della mia rovina,ma il
Signore fu il mio sostegno.
20Egli mi trasse al largo;mi liberò, perché oggetto della
sua benevolenza.
21Il Signore mi ricompensò secondo la mia giustizia,mi
trattò secondo la purità delle mie mani.
22Perché mi sono mantenuto nelle vie del Signore,non sono
stato empio, lontano dal mio Dio,
23perché tutti i suoi decreti mi sono dinanzie non ho
allontanato da me le sue leggi.
24Sono stato irreprensibile nei suoi riguardi;mi sono
guardato dall'iniquità.
25Il Signore mi trattò secondo la mia giustizia,secondo
la purità delle mie mani alla sua presenza.
26Con il pio ti mostri pio,con il prode ti mostri
integro;
27con il puro ti mostri puro,con il tortuoso ti mostri
astuto.
28Tu salvi la gente umile,mentre abbassi gli occhi dei
superbi.
29Sì, tu sei la mia lucerna, Signore;il Signore illumina
la mia tenebra.
30Sì, con te io posso affrontare una schiera,con il mio
Dio posso slanciarmi sulle mura.
31La via di Dio è perfetta;la parola del Signore è
integra;egli è scudo per quanti si rifugiano in lui.
32C'è forse un dio come il Signore;una rupe fuori del
nostro Dio?
33Dio mi cinge di forza,rende sicura la mia via.
34Ha reso simili i miei piedi a quelli delle cerve;mi ha
fatto stare sulle alture.
35Ha addestrato la mia mano alla guerra;ha posto un arco
di bronzo nelle mie braccia.

36Mi hai dato lo scudo della
tua salvezza,la tua sollecitudine mi fa crescere.
37Fai largo davanti ai miei passi;le mie gambe non
vacillano.
38Inseguo e raggiungo i miei nemici,non desisto finché
non siano distrutti.
39Li colpisco ed essi non possono resistere;cadono sotto
i miei piedi.
40Mi cingi di forza per la battaglia;hai fatto piegare
sotto di me i miei avversari.
41Mi mostri i nemici di spalle,così io distruggo quelli
che mi odiano.
42Gridano, ma nessuno li salva,verso il Signore, che a
loro non risponde.
43Li disperdo come polvere della terra,li calpesto come
fango delle piazze.
44Tu mi liberi dalle contese del popolo;mi poni a capo di
nazioni;un popolo non conosciuto mi serve.
45I figli degli stranieri mi onoranoappena sentono, mi
obbediscono.
46I figli degli stranieri vengono meno,lasciano con
spavento i loro nascondigli.
47Viva il Signore! Sia benedetta la mia rupe!Sia esaltato
il Dio della mia salvezza!
48Dio fa vendetta per mee mi sottomette i popoli.
49Tu mi liberi dai miei nemici,mi innalzi sopra i miei
avversari,mi liberi dall'uomo violento.
50Perciò ti loderò, Signore,fra i popoli canterò inni al
tuo nome.
51Egli concede una grande vittoria al suo re,la grazia al
suo consacrato,a Davide e ai suoi discendenti per sempre".
23
1Queste
sono le ultime parole di Davide:"Oracolo di Davide, figlio di Iesse,oracolo
dell'uomo che l'Altissimo ha innalzato,del consacrato del Dio di Giacobbe,del
soave cantore d'Israele.
2Lo spirito del Signore parla in me,la sua parola è sulla
mia lingua;
3il Dio di Giacobbe ha parlato,la rupe d'Israele mi ha
detto:Chi governa gli uomini ed è giusto,chi governa con timore di Dio,
4è come la luce del mattinoal sorgere del sole,in un
mattino senza nubi,che fa scintillare dopo la pioggiai germogli della terra.
5Così è stabile la mia casa davanti a Dio,perché ha
stabilito con me un'alleanza eterna,in tutto regolata e garantita.Non farà
dunque germogliarequanto mi salvae quanto mi diletta?
6Ma gli scellerati sono come spine,che si buttano via a
fascie non si prendono con la mano;
7chi le tocca usa un ferro o un'asta di lanciae si
bruciano al completo nel fuoco".
8Questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Bàal il
Cacmonita, capo dei Tre. Egli impugnò la lancia contro ottocento uomini e li
trafisse in un solo scontro.
9Dopo di lui veniva Eleàzaro figlio di Dodò l'Acochita,
uno dei tre prodi che erano con Davide, quando sfidarono i Filistei schierati in
battaglia, mentre gli Israeliti si ritiravano sulle alture.
10Egli si alzò, percosse i Filistei, finché la sua mano,
sfinita, rimase attaccata alla spada. Il Signore concesse in quel giorno una
grande vittoria e il popolo seguì Eleàzaro soltanto per spogliare i cadaveri.
11Dopo di lui veniva Sammà figlio di Aghè, l'Ararita. I
Filistei erano radunati a Lechì; in quel luogo vi era un campo pieno di
lenticchie: mentre il popolo fuggiva dinanzi ai Filistei,
12Sammà si piantò in mezzo al campo, lo difese e
sconfisse i Filistei. E il Signore concesse una grande vittoria.

13Tre dei Trenta scesero al tempo della mietitura
e vennero da Davide nella caverna di Adullàm, mentre una schiera di
Filistei era accampata nella valle dei Rèfaim.
14Davide era allora nella fortezza e c'era un
appostamento di Filistei a Betlemme.
15Davide espresse un desiderio e disse: "Se
qualcuno mi desse da bere l'acqua del pozzo che è vicino alla porta di
Betlemme!".
16I tre prodi si aprirono un varco attraverso il
campo filisteo, attinsero l'acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla
porta, la presero e la presentarono a Davide; il quale però non ne volle
bere, ma la sparse davanti al Signore,
17dicendo: "Lungi da me, Signore, il fare tal
cosa! È il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della
loro vita!". Non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi.
18Abisài, fratello di Ioab, figlio di Zeruià, fu
il capo dei Trenta. Egli impugnò la lancia contro trecento uomini e li
trafisse; si acquistò fama fra i trenta.
19Fu il più glorioso dei Trenta e perciò fu fatto
loro capo, ma non giunse alla pari dei Tre.
20Poi veniva Benaià, figlio di Ioiadà, uomo
valoroso, celebre per le sue prodezze, oriundo da Cabseèl. Egli uccise i
due figli di Arièl, di Moab. Scese anche in mezzo a una cisterna, dove
uccise un leone, in un giorno di neve.
21Uccise anche un Egiziano, uomo d'alta statura,
che teneva una lancia in mano; Benaià gli scese contro con un bastone,
strappò di mano all'Egiziano la lancia e lo uccise con la lancia di lui.
22Questo fece Benaià figlio di Ioiadà, e si
acquistò fama tra i trenta prodi.
23Fu il più illustre dei Trenta, ma non giunse
alla pari dei Tre. Davide lo ammise nel suo consiglio.
24Poi vi erano Asaèl fratello di Ioab, uno dei
Trenta; Elcanàn figlio di Dodò, di Betlemme.
25Sammà di Caròd; Elikà di Caròd;
26Cèles di Pelèt; Ira figlio di Ikkès, di Tekòa;
27Abièzer di Ànatot; Mebunnài di Cusà;
28Zalmòn di Acòach; Maharai di Netofà;
29Chèleb figlio di Baanà, di Netofà; Ittài figlio
di Ribài, di Gàbaa di Beniamino; Benaià di Piratòn;
30Iddài di Nahale-Gaàs;
31Abi-Albòn di Arbàt; Azmàvet di Bacurìm;
32Eliacbà di Saalbòn; Iasèn di Gun;
33Giònata figlio di Sammà, di Aràr; Achiàm figlio
di Saràr, di Afàr;
34Elifèlet figlio di Acasbài, il Maacatita; Eliàm
figlio di Achitòfel, di Ghilo;
35Chesrài del Carmelo; Paarài di Aràb;
36Igàl figlio di Natàn, da Zobà; Banì di Gad;
37Zèlek l'Ammonita; Nacrai da Beeròt, scudiero di
Ioab, figlio di Zeruià;
38Irà di Ièter; Garèb di Ièter;
39Uria l'Hittita. In tutto trentasette.
24

1La collera del Signore si accese di nuovo contro
Israele e incitò Davide contro il popolo in questo modo: "Su, fa' il
censimento d'Israele e di Giuda".
2Il re disse a Ioab e ai suoi capi dell'esercito:
"Percorri tutte le tribù d'Israele, da Dan fino a Bersabea, e fate il
censimento del popolo, perché io conosca il numero della popolazione".
3Ioab rispose al re: "Il Signore tuo Dio
moltiplichi il popolo cento volte più di quello che è, e gli occhi del
re mio signore possano vederlo! Ma perché il re mio signore desidera
questa cosa?".
4Ma l'ordine del re prevalse su Ioab e sui capi
dell'esercito e Ioab e i capi dell'esercito si allontanarono dal re per
fare il censimento del popolo d'Israele.
5Passarono il Giordano e cominciarono da Aroer e
dalla città che è in mezzo al torrente di Gad e presso Iazer.
6Poi andarono in Gàlaad e nel paese degli Hittiti
a Kades; andarono a Dan. Poi girarono intorno a Sidòne;
7andarono alla fortezza di Tiro e in tutte le
città degli Evei e dei Cananei e finirono nel Negheb di Giuda a Bersabea.
8Percorsero così tutto il paese e dopo nove mesi
e venti giorni tornarono a Gerusalemme.
9Ioab consegnò al re la cifra del censimento del
popolo: c'erano in Israele ottocentomila guerrieri che maneggiavano la
spada; in Giuda cinquecentomila.
10Ma dopo che Davide ebbe fatto il censimento del
popolo, si sentì battere il cuore e disse al Signore: "Ho peccato molto
per quanto ho fatto; ma ora, Signore, perdona l'iniquità del tuo servo,
poiché io ho commesso una grande stoltezza".
11Quando Davide si fu alzato il mattino dopo,
questa parola del Signore fu rivolta al profeta Gad, il veggente di
David:
12"Va' a riferire a Davide: Dice il Signore: Io
ti propongo tre cose: scegline una e quella ti farò".
13Gad venne dunque a Davide, gli riferì questo e
disse: "Vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga
davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo
paese? Ora rifletti e vedi che cosa io debba rispondere a chi mi ha
mandato".
14Davide rispose a Gad: "Sono in grande angoscia!
Ebbene cadiamo nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è
grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini!".
15Così il Signore mandò la peste in Israele, da
quella mattina fino al tempo fissato; da Dan a Bersabea morirono
settantamila persone del popolo.
16E quando l'angelo ebbe stesa la mano su
Gerusalemme per distruggerla, il Signore si pentì di quel male e disse
all'angelo che distruggeva il popolo: "Basta; ritira ora la mano!"
Ora l'angelo del Signore si trovava presso l'aia di Araunà il Gebuseo.
17Davide, vedendo l'angelo che colpiva il popolo,
disse al Signore: "Io ho peccato; io ho agito da iniquo; ma queste
pecore che hanno fatto? La tua mano venga contro di me e contro la casa
di mio padre!".
18Quel giorno Gad venne da Davide e gli disse:
"Sali, innalza un altare al Signore sull'aia di Araunà il Gebuseo".
19Davide salì, secondo la parola di Gad, come il
Signore aveva comandato.
20Araunà guardò e vide il re e i suoi ministri
dirigersi verso di lui. Araunà uscì e si prostrò davanti al re con la
faccia a terra.
21Poi Araunà disse: "Perché il re mio signore
viene dal suo servo?". Davide rispose: "Per acquistare da te quest'aia e
innalzarvi un altare al Signore, perché il flagello cessi di colpire il
popolo".
22Araunà disse a Davide: "Il re mio signore
prenda e offra quanto gli piacerà! Ecco i buoi per l'olocausto; le
trebbie e gli arnesi dei buoi serviranno da legna.
23Tutte queste cose, re, Araunà te le regala".
Poi Araunà disse al re: "Il Signore tuo Dio ti sia propizio!".
24Ma il re rispose ad Araunà: "No, io acquisterò
da te queste cose per il loro prezzo e non offrirò al Signore mio Dio
olocausti che non mi costino nulla". Davide acquistò l'aia e i buoi per
cinquanta sicli d'argento;
25edificò in quel luogo un altare al Signore e
offrì olocausti e sacrifici di comunione. Il Signore si mostrò placato
verso il paese e il flagello cessò di colpire il popolo.

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