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Giacobbe
25
1Abramo
prese un'altra moglie, che aveva nome Keturà.
2Ella
gli partorì Zimran, Ioksan, Medan, Madian, Isbak e Suach.
3Ioksan
generò Saba e Dedan, e i figli di Dedan furono gli Assurìm, i Letusìm e i
Leummìm.
4I
figli di Madian furono Efa, Efer, Enoc, Abidà ed Eldaà. Tutti questi sono i
figli di Keturà.
5Abramo
diede tutti i suoi beni a Isacco.
6Invece
ai figli delle concubine, che aveva avuto, Abramo fece doni e, mentre era ancora
in vita, li licenziò, mandandoli lontano da Isacco suo figlio, verso il levante,
nella regione orientale.

7L'intera
durata della vita di Abramo fu di centosettantacinque anni.
8Poi
Abramo spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni, e si riunì ai
suoi antenati.
9Lo
seppellirono i suoi figli, Isacco e Ismaele, nella caverna di Macpela, nel campo
di Efron, figlio di Socar, l'Ittita, di fronte a Mamre.
10È
appunto il campo che Abramo aveva comprato dagli Ittiti: ivi furono sepolti
Abramo e sua moglie Sara.
11Dopo
la morte di Abramo, Dio benedisse il figlio di lui Isacco e Isacco abitò presso
il pozzo di Lacai-Roì.
12Questa
è la discendenza di Ismaele, figlio di Abramo, che gli aveva partorito Agar
l'Egiziana, schiava di Sara.
13Questi
sono i nomi dei figli d'Ismaele, con il loro elenco in ordine di generazione: il
primogenito di Ismaele è Nebaiòt, poi Kedar, Adbeèl, Mibsam,
14Misma,
Duma, Massa,
15Adad,
Tema, Ietur, Nafis e Kedma.
16Questi
sono i figli di Ismaele e questi sono i loro nomi secondo i loro recinti e
accampamenti. Sono i dodici prìncipi delle rispettive tribù.
17La
durata della vita di Ismaele fu di centotrentasette anni; poi spirò e si riunì
ai suoi antenati.
18Egli abitò da Avìla fino a Sur, che è
lungo il confine dell'Egitto in direzione di Assur. Egli si era stabilito di
fronte a tutti i suoi fratelli.
Esaù e Giacobbe
Questa è la discendenza di Isacco, figlio di
Abramo. Abramo aveva generato Isacco.
20Isacco
aveva quarant'anni quando si prese in moglie Rebecca, figlia di Betuèl l'Arameo,
da Paddan-Aram, e sorella di Làbano, l'Arameo.
Isacco supplicò il Signore per sua moglie, perché
ella era sterile e il Signore lo esaudì, così che sua moglie Rebecca divenne
incinta.
22Ora
i figli si urtavano nel suo seno ed ella esclamò: "Se è così, che cosa mi sta
accadendo?". Andò a consultare il Signore.
23Il
Signore le rispose:
"Due nazioni sono nel tuo seno
e due popoli dal tuo grembo si divideranno;
un popolo sarà più forte dell'altro
e il maggiore servirà il più piccolo".
24Quando
poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco, due gemelli erano nel suo
grembo.
25Uscì
il primo, rossiccio e tutto come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù.
26Subito
dopo, uscì il fratello e teneva in mano il calcagno di Esaù; fu chiamato
Giacobbe. Isacco aveva sessant'anni quando essi nacquero.
27I
fanciulli crebbero ed Esaù divenne abile nella caccia, un uomo della steppa,
mentre Giacobbe era un uomo tranquillo, che dimorava sotto le tende.
28Isacco
prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca
prediligeva Giacobbe.

29Una
volta Giacobbe aveva cotto una minestra; Esaù arrivò dalla campagna ed era
sfinito.
Disse a Giacobbe: "Lasciami mangiare un po' di
questa minestra rossa, perché io sono sfinito". Per questo fu chiamato Edom.
31Giacobbe
disse: "Vendimi subito la tua primogenitura".
32Rispose
Esaù: "Ecco, sto morendo: a che mi serve allora la primogenitura?".
33Giacobbe
allora disse: "Giuramelo subito". Quegli lo giurò e vendette la primogenitura a
Giacobbe.
34Giacobbe
diede a Esaù il pane e la minestra di lenticchie; questi mangiò e bevve, poi si
alzò e se ne andò. A tal punto Esaù aveva disprezzato la primogenitura.
26

1Venne
una carestia nella terra, dopo quella che c'era stata ai tempi di Abramo, e
Isacco andò a Gerar presso Abimèlec, re dei Filistei.
2Gli
apparve il Signore e gli disse: "Non scendere in Egitto, abita nella terra che
io ti indicherò,
3rimani
come forestiero in questa terra e io sarò con te e ti benedirò: a te e alla tua
discendenza io concederò tutti questi territori, e manterrò il giuramento che ho
fatto ad Abramo tuo padre.
4Renderò
la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e concederò alla tua
discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della terra si diranno
benedette nella tua discendenza;
5perché
Abramo ha obbedito alla mia voce e ha osservato ciò che io gli avevo prescritto:
i miei comandamenti, le mie istituzioni e le mie leggi".

6Così
Isacco dimorò a Gerar.
7Gli
uomini del luogo gli fecero domande sulla moglie, ma egli disse: "È mia
sorella"; infatti aveva timore di dire: "È mia moglie", pensando che gli uomini
del luogo lo avrebbero potuto uccidere a causa di Rebecca, che era di
bell'aspetto.
Era là da molto tempo, quando Abimèlec, re dei
Filistei, si affacciò alla finestra e vide Isacco scherzare con la propria
moglie Rebecca.
9Abimèlec
chiamò Isacco e disse: "Sicuramente ella è tua moglie. E perché tu hai detto: "È
mia sorella"?". Gli rispose Isacco: "Perché mi son detto: che io non abbia a
morire per causa di lei!".
10Riprese
Abimèlec: "Perché ti sei comportato così con noi? Poco ci mancava che qualcuno
del popolo si unisse a tua moglie e tu attirassi su di noi una colpa".
11Abimèlec
diede quest'ordine a tutto il popolo: "Chi tocca quest'uomo o sua moglie sarà
messo a morte!".
Disputa tra Abimèlec e Isacco
12Isacco
fece una semina in quella terra e raccolse quell'anno il centuplo. Il Signore
infatti lo aveva benedetto.
13E
l'uomo divenne ricco e crebbe tanto in ricchezze fino a divenire ricchissimo:
14possedeva
greggi e armenti e numerosi schiavi, e i Filistei cominciarono a invidiarlo.

15Tutti
i pozzi che avevano scavato i servi di suo padre ai tempi di Abramo, suo padre,
i Filistei li avevano chiusi riempiendoli di terra.
16Abimèlec
disse a Isacco: "Vattene via da noi, perché tu sei molto più potente di noi".
17Isacco
andò via di là, si accampò lungo il torrente di Gerar e vi si stabilì.
18Isacco
riattivò i pozzi d'acqua, che avevano scavato i servi di suo padre, Abramo, e
che i Filistei avevano chiuso dopo la morte di Abramo, e li chiamò come li aveva
chiamati suo padre.
19I
servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva.
20Ma i
pastori di Gerar litigarono con i pastori di Isacco, dicendo: "L'acqua è
nostra!". Allora egli chiamò il pozzo Esek, perché quelli avevano litigato con
lui.
21Scavarono
un altro pozzo, ma quelli litigarono anche per questo ed egli lo chiamò Sitna.
22Si
mosse di là e scavò un altro pozzo, per il quale non litigarono; allora egli lo
chiamò Recobòt e disse: "Ora il Signore ci ha dato spazio libero, perché noi
prosperiamo nella terra".
23Di
là salì a Bersabea.
E in quella notte gli apparve
il Signore e disse:
"Io sono il Dio di Abramo, tuo padre;
non temere, perché io sono con te:
ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza
a causa di Abramo, mio servo".
25Allora
egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome del Signore. Lì piantò la
tenda, e i servi di Isacco scavarono un pozzo.
26Intanto
Abimèlec da Gerar era andato da lui, insieme con Acuzzàt, suo consigliere, e
Picol, capo del suo esercito.
27Isacco
disse loro: "Perché siete venuti da me, mentre voi mi odiate e mi avete
scacciato da voi?".
28Gli
risposero: "Abbiamo visto che il Signore è con te e abbiamo detto: vi sia tra
noi un giuramento, tra noi e te, e concludiamo un'alleanza con te:
29tu
non ci farai alcun male, come noi non ti abbiamo toccato e non ti abbiamo fatto
se non del bene e ti abbiamo lasciato andare in pace. Tu sei ora un uomo
benedetto dal Signore".
30Allora
imbandì loro un convito e mangiarono e bevvero.
31Alzatisi
di buon mattino, si prestarono giuramento l'un l'altro, poi Isacco li congedò e
partirono da lui in pace.
32Proprio
in quel giorno arrivarono i servi di Isacco e lo informarono a proposito del
pozzo che avevano scavato e gli dissero: "Abbiamo trovato l'acqua".
Allora egli lo chiamò Siba: per questo la città si
chiama Bersabea ancora oggi.
34Quando
Esaù ebbe quarant'anni, prese in moglie Giuditta, figlia di Beerì l'Ittita, e
Basmat, figlia di Elon l'Ittita.
35Esse
furono causa d'intima amarezza per Isacco e per Rebecca.
27
1
Isacco era vecchio e gli occhi gli si erano così indeboliti che non ci vedeva
più. Chiamò il figlio maggiore, Esaù, e gli disse: "Figlio mio". Gli rispose:
"Eccomi".
2Riprese:
"Vedi, io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte.
3Ebbene,
prendi le tue armi, la tua faretra e il tuo arco, va' in campagna e caccia per
me della selvaggina.
4Poi
preparami un piatto di mio gusto e portamelo; io lo mangerò affinché possa
benedirti prima di morire".
5Ora
Rebecca ascoltava, mentre Isacco parlava al figlio Esaù. Andò dunque Esaù in
campagna a caccia di selvaggina da portare a casa.
6Rebecca
disse al figlio Giacobbe: "Ecco, ho sentito tuo padre dire a tuo fratello Esaù:
7"Portami
della selvaggina e preparami un piatto, lo mangerò e poi ti benedirò alla
presenza del Signore prima di morire".
8Ora,
figlio mio, da' retta a quel che ti ordino.
9Va'
subito al gregge e prendimi di là due bei capretti; io preparerò un piatto per
tuo padre, secondo il suo gusto.
10Così
tu lo porterai a tuo padre, che ne mangerà, perché ti benedica prima di morire".
11Rispose
Giacobbe a Rebecca, sua madre: "Sai bene che mio fratello Esaù è peloso, mentre
io ho la pelle liscia.
12Forse
mio padre mi toccherà e si accorgerà che mi prendo gioco di lui e attirerò sopra
di me una maledizione invece di una benedizione".
13Ma
sua madre gli disse: "Ricada pure su di me la tua maledizione, figlio mio! Tu
dammi retta e va' a prendermi i capretti".
14Allora
egli andò a prenderli e li portò alla madre, così la madre ne fece un piatto
secondo il gusto di suo padre.
15Rebecca
prese i vestiti più belli del figlio maggiore, Esaù, che erano in casa presso di
lei, e li fece indossare al figlio minore, Giacobbe;
16con
le pelli dei capretti rivestì le sue braccia e la parte liscia del collo.
17Poi
mise in mano a suo figlio Giacobbe il piatto e il pane che aveva preparato.

18Così
egli venne dal padre e disse: "Padre mio". Rispose: "Eccomi; chi sei tu, figlio
mio?".
19Giacobbe
rispose al padre: "Io sono Esaù, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai
ordinato. Àlzati, dunque, siediti e mangia la mia selvaggina, perché tu mi
benedica".
20Isacco
disse al figlio: "Come hai fatto presto a trovarla, figlio mio!". Rispose: "Il
Signore tuo Dio me l'ha fatta capitare davanti".
21Ma
Isacco gli disse: "Avvicìnati e lascia che ti tocchi, figlio mio, per sapere se
tu sei proprio il mio figlio Esaù o no".
22Giacobbe
si avvicinò a Isacco suo padre, il quale lo toccò e disse: "La voce è la voce di
Giacobbe, ma le braccia sono le braccia di Esaù".
23Così
non lo riconobbe, perché le sue braccia erano pelose come le braccia di suo
fratello Esaù, e lo benedisse.
24Gli
disse ancora: "Tu sei proprio il mio figlio Esaù?". Rispose: "Lo sono".
25Allora
disse: "Servimi, perché possa mangiare della selvaggina di mio figlio, e ti
benedica". Gliene servì ed egli mangiò, gli portò il vino ed egli bevve.
26Poi
suo padre Isacco gli disse: "Avvicìnati e baciami, figlio mio!".
27Gli
si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l'odore degli abiti di lui e lo benedisse:

"Ecco, l'odore del mio figlio
come l'odore di un campo
che il Signore ha benedetto.
28Dio
ti conceda rugiada dal cielo,
terre grasse, frumento
e mosto in abbondanza.
29Popoli
ti servano
e genti si prostrino davanti a te.
Sii il signore dei tuoi fratelli
e si prostrino davanti a te i figli di tua madre.
Chi ti maledice sia maledetto
e chi ti benedice sia benedetto!".
30Isacco
aveva appena finito di benedire Giacobbe e Giacobbe si era allontanato dal padre
Isacco, quando tornò dalla caccia Esaù, suo fratello.
31Anch'egli
preparò un piatto, lo portò al padre e gli disse: "Si alzi mio padre e mangi la
selvaggina di suo figlio, per potermi benedire".
32Gli
disse suo padre Isacco: "Chi sei tu?". Rispose: "Io sono il tuo figlio
primogenito, Esaù".
33Allora
Isacco fu colto da un fortissimo tremito e disse: "Chi era dunque colui che ha
preso la selvaggina e me l'ha portata? Io ho mangiato tutto prima che tu
giungessi, poi l'ho benedetto e benedetto resterà".
34Quando
Esaù sentì le parole di suo padre, scoppiò in alte, amarissime grida. Disse a
suo padre: "Benedici anche me, padre mio!".
35Rispose:
"È venuto tuo fratello con inganno e ha carpito la benedizione che spettava a
te".
36Riprese:
"Forse perché si chiama Giacobbe mi ha soppiantato già due volte? Già ha carpito
la mia primogenitura ed ecco ora ha carpito la mia benedizione!". E soggiunse:
"Non hai forse in serbo qualche benedizione per me?".
37Isacco
rispose e disse a Esaù: "Ecco, io l'ho costituito tuo signore e gli ho dato come
servi tutti i suoi fratelli; l'ho provveduto di frumento e di mosto; ora, per
te, che cosa mai potrei fare, figlio mio?".
38Esaù
disse al padre: "Hai una sola benedizione, padre mio? Benedici anche me, padre
mio!". Esaù alzò la voce e pianse.
39Allora suo padre Isacco prese la
parola e gli disse:
"Ecco, la tua abitazione
sarà lontano dalle terre grasse,
lontano dalla rugiada del cielo dall'alto.
40Vivrai della tua spada
e servirai tuo fratello;
ma verrà il giorno che ti riscuoterai,
spezzerai il suo giogo dal tuo collo".
41Esaù
perseguitò Giacobbe per la benedizione che suo padre gli aveva dato. Pensò Esaù:
"Si avvicinano i giorni del lutto per mio padre; allora ucciderò mio fratello
Giacobbe".
42Ma
furono riferite a Rebecca le parole di Esaù, suo figlio maggiore, ed ella mandò
a chiamare il figlio minore Giacobbe e gli disse: "Esaù, tuo fratello, vuole
vendicarsi di te e ucciderti.
43Ebbene,
figlio mio, dammi retta: su, fuggi a Carran da mio fratello Làbano.
44Rimarrai
con lui qualche tempo, finché l'ira di tuo fratello si sarà placata.
45Quando
la collera di tuo fratello contro di te si sarà placata e si sarà dimenticato di
quello che gli hai fatto, allora io manderò a prenderti di là. Perché dovrei
venir privata di voi due in un solo giorno?".
46E
Rebecca disse a Isacco: "Ho disgusto della mia vita a causa delle donne ittite:
se Giacobbe prende moglie tra le Ittite come queste, tra le ragazze della
regione, a che mi giova la vita?".
Sogno di
Giacobbe
28
1
Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede questo comando: "Tu non
devi prender moglie tra le figlie di Canaan.
2Su,
va' in Paddan-Aram, nella casa di Betuèl, padre di tua madre, e prenditi là una
moglie tra le figlie di Làbano, fratello di tua madre.
3Ti
benedica Dio l'Onnipotente, ti renda fecondo e ti moltiplichi, sì che tu divenga
un insieme di popoli.
4Conceda
la benedizione di Abramo a te e alla tua discendenza con te, perché tu possieda
la terra che Dio ha dato ad Abramo, dove tu sei stato forestiero".
5Così
Isacco fece partire Giacobbe, che andò in Paddan-Aram presso Làbano, figlio di
Betuèl, l'Arameo, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù.
6Esaù
vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e l'aveva mandato in Paddan-Aram per
prendersi una moglie originaria di là e che, mentre lo benediceva, gli aveva
dato questo comando: "Non devi prender moglie tra le Cananee".
7Giacobbe,
obbedendo al padre e alla madre, era partito per Paddan-Aram.
8Esaù
comprese che le figlie di Canaan non erano gradite a suo padre Isacco.
9Allora
si recò da Ismaele e, oltre le mogli che aveva, si prese in moglie Macalàt,
figlia di Ismaele, figlio di Abramo, sorella di Nebaiòt.
10Giacobbe
partì da Bersabea e si diresse verso Carran.
11Capitò
così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese là
una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.
12Fece
un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il
cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.
13Ecco,
il Signore gli stava davanti e disse: "Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo
padre, e il Dio di Isacco. A te e alla tua discendenza darò la terra sulla quale
sei coricato.
14La
tua discendenza sarà innumerevole come la polvere della terra; perciò ti
espanderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E si diranno
benedette, in te e nella tua discendenza, tutte le famiglie della terra.
15Ecco,
io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in
questa terra, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che ti ho
detto".
16Giacobbe
si svegliò dal sonno e disse: "Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo
sapevo".
17Ebbe
timore e disse: "Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di
Dio, questa è la porta del cielo".
18La
mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la
eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità.
19E
chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.
20Giacobbe
fece questo voto: "Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto
facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi,
21se
ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio.
22Questa
pietra, che io ho eretto come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai,
io ti offrirò la decima".
29
1
Giacobbe si mise in cammino e andò nel territorio degli orientali.
2Vide
nella campagna un pozzo e tre greggi di piccolo bestiame distese vicino, perché
a quel pozzo si abbeveravano le greggi. Sulla bocca del pozzo c'era una grande
pietra:
3solo
quando tutte le greggi si erano radunate là, i pastori facevano rotolare la
pietra dalla bocca del pozzo e abbeveravano il bestiame; poi rimettevano la
pietra al suo posto sulla bocca del pozzo.
4Giacobbe
disse loro: "Fratelli miei, di dove siete?". Risposero: "Siamo di Carran".
5Disse
loro: "Conoscete Làbano, figlio di Nacor?". Risposero: "Lo conosciamo".
6Poi
domandò: "Sta bene?". Risposero: "Sì; ecco sua figlia Rachele che viene con il
gregge".
7Riprese:
"Eccoci ancora in pieno giorno: non è tempo di radunare il bestiame. Date da
bere al bestiame e andate a pascolare!".
8Ed
essi risposero: "Non possiamo, finché non si siano radunate tutte le greggi e si
rotoli la pietra dalla bocca del pozzo; allora faremo bere il gregge".

9Egli
stava ancora parlando con loro, quando arrivò Rachele con il bestiame del padre;
era infatti una pastorella.
10Quando
Giacobbe vide Rachele, figlia di Làbano, fratello di sua madre, insieme con il
bestiame di Làbano, fratello di sua madre, Giacobbe, fattosi avanti, fece
rotolare la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Làbano,
fratello di sua madre.
11Poi
Giacobbe baciò Rachele e pianse ad alta voce.
12Giacobbe
rivelò a Rachele che egli era parente del padre di lei, perché figlio di
Rebecca. Allora ella corse a riferirlo al padre.
13Quando
Làbano seppe che era Giacobbe, il figlio di sua sorella, gli corse incontro, lo
abbracciò, lo baciò e lo condusse nella sua casa. Ed egli raccontò a Làbano
tutte queste vicende.
14Allora
Làbano gli disse: "Davvero tu sei mio osso e mia carne!". Così restò presso di
lui per un mese.

15Poi
Làbano disse a Giacobbe: "Poiché sei mio parente, dovrai forse prestarmi
servizio gratuitamente? Indicami quale deve essere il tuo salario".
16Ora
Làbano aveva due figlie; la maggiore si chiamava Lia e la più piccola si
chiamava Rachele.
17Lia
aveva gli occhi smorti, mentre Rachele era bella di forme e avvenente di
aspetto,
18perciò
Giacobbe s'innamorò di Rachele. Disse dunque: "Io ti servirò sette anni per
Rachele, tua figlia minore".
19Rispose
Làbano: "Preferisco darla a te piuttosto che a un estraneo. Rimani con me".
20Così
Giacobbe servì sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi giorni, tanto era il
suo amore per lei.
21Poi
Giacobbe disse a Làbano: "Dammi la mia sposa, perché i giorni sono terminati e
voglio unirmi a lei".
22Allora
Làbano radunò tutti gli uomini del luogo e diede un banchetto.
23Ma
quando fu sera, egli prese la figlia Lia e la condusse da lui ed egli si unì a
lei.
24Làbano
diede come schiava, alla figlia Lia, la sua schiava Zilpa.
25Quando
fu mattina... ecco, era Lia! Allora Giacobbe disse a Làbano: "Che cosa mi hai
fatto? Non sono stato al tuo servizio per Rachele? Perché mi hai ingannato?".
26Rispose
Làbano: "Non si usa far così dalle nostre parti, non si dà in sposa la figlia
più piccola prima della primogenita.
27Finisci
questa settimana nuziale, poi ti darò anche l'altra per il servizio che tu
presterai presso di me per altri sette anni".
28E
così fece Giacobbe: terminò la settimana nuziale e allora Làbano gli diede in
moglie la figlia Rachele.
29Làbano
diede come schiava, alla figlia Rachele, la sua schiava Bila.
30Giacobbe
si unì anche a Rachele e amò Rachele più di Lia. Fu ancora al servizio di lui
per altri sette anni.
Nascita di undici figli e di una
figlia
Ora il Signore, vedendo che Lia veniva trascurata,
la rese feconda, mentre Rachele rimaneva sterile.
32Così
Lia concepì e partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché disse: "Il Signore ha
visto la mia umiliazione; certo, ora mio marito mi amerà".
33Concepì
ancora e partorì un figlio, e disse: "Il Signore ha udito che io ero trascurata
e mi ha dato anche questo". E lo chiamò Simeone.
34Concepì
ancora e partorì un figlio, e disse: "Questa volta mio marito mi si affezionerà,
perché gli ho partorito tre figli". Per questo lo chiamò Levi.
35Concepì
ancora e partorì un figlio, e disse: "Questa volta loderò il Signore". Per
questo lo chiamò Giuda. E cessò di avere figli.
30

1
Rachele, vedendo che non le era concesso di dare figli a Giacobbe, divenne
gelosa della sorella e disse a Giacobbe: "Dammi dei figli, se no io muoio!".
2Giacobbe
s'irritò contro Rachele e disse: "Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha
negato il frutto del grembo?".
3Allora
ella rispose: "Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, partorisca sulle mie
ginocchia cosicché, per mezzo di lei, abbia anch'io una mia prole".
4Così
ella gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei.
5Bila
concepì e partorì a Giacobbe un figlio.
6Rachele
disse: "Dio mi ha fatto giustizia e ha anche ascoltato la mia voce, dandomi un
figlio". Per questo ella lo chiamò Dan.
7Bila,
la schiava di Rachele, concepì ancora e partorì a Giacobbe un secondo figlio.
8Rachele
disse: "Ho sostenuto contro mia sorella lotte tremende e ho vinto!". E lo chiamò
Nèftali.
9Allora
Lia, vedendo che aveva cessato di aver figli, prese la propria schiava Zilpa e
la diede in moglie a Giacobbe.
10Zilpa,
la schiava di Lia, partorì a Giacobbe un figlio.
11Lia
esclamò: "Per fortuna!" e lo chiamò Gad.
12Zilpa,
la schiava di Lia, partorì un secondo figlio a Giacobbe.
13Lia
disse: "Per mia felicità! Certamente le donne mi chiameranno beata". E lo chiamò
Aser.

Al tempo della mietitura del grano,
Ruben uscì e trovò mandragore, che portò alla madre Lia. Rachele disse a Lia:
"Dammi un po' delle mandragore di tuo figlio". Ma Lia rispose: "È forse poco che
tu mi abbia portato via il marito perché voglia portar via anche le mandragore
di mio figlio?". Riprese Rachele: "Ebbene, si corichi pure con te questa notte,
in cambio delle mandragore di tuo figlio". Alla sera, quando Giacobbe arrivò
dalla campagna, Lia gli uscì incontro e gli disse: "Da me devi venire, perché io
ho pagato il diritto di averti con le mandragore di mio figlio". Così egli si
coricò con lei quella notte. Il Signore esaudì Lia, la quale concepì e partorì a
Giacobbe un quinto figlio. Lia disse: "Dio mi ha dato il mio salario, per avere
io dato la mia schiava a mio marito". Perciò lo chiamò Ìssacar. Poi Lia concepì
e partorì ancora un sesto figlio a Giacobbe.
20Lia
disse: "Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi preferirà,
perché gli ho partorito sei figli". E lo chiamò Zàbulon.
21In
seguito partorì una figlia e la chiamò Dina.
22Dio
si ricordò anche di Rachele; Dio la esaudì e la rese feconda.
23Ella
concepì e partorì un figlio e disse: "Dio ha tolto il mio disonore".
E lo chiamò Giuseppe, dicendo: "Il Signore mi
aggiunga un altro figlio!".
25Dopo
che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Làbano: "Lasciami andare e
tornare a casa mia, nella mia terra.
26Dammi
le mogli, per le quali ti ho servito, e i miei bambini, perché possa partire: tu
conosci il servizio che ti ho prestato".
27Gli
disse Làbano: "Se ho trovato grazia ai tuoi occhi... Per divinazione ho saputo
che il Signore mi ha benedetto per causa tua".
28E
aggiunse: "Fissami il tuo salario e te lo darò".
29Gli
rispose: "Tu stesso sai come ti ho servito e quanto sono cresciuti i tuoi averi
per opera mia.
30Perché
il poco che avevi prima della mia venuta è aumentato oltre misura, e il Signore
ti ha benedetto sui miei passi. Ma ora, quando lavorerò anch'io per la mia
casa?".
31Riprese
Làbano: "Che cosa ti devo dare?". Giacobbe rispose: "Non mi devi nulla; se tu
farai per me quanto ti dico, ritornerò a pascolare il tuo gregge e a custodirlo.
32Oggi
passerò fra tutto il tuo bestiame; tu metti da parte ogni capo di colore scuro
tra le pecore e ogni capo chiazzato e punteggiato tra le capre: sarà il mio
salario.
33In
futuro la mia stessa onestà risponderà per me; quando verrai a verificare il mio
salario, ogni capo che non sarà punteggiato o chiazzato tra le capre e di colore
scuro tra le pecore, se si troverà presso di me sarà come rubato".

34Làbano
disse: "Bene, sia come tu hai detto!".
35In
quel giorno mise da parte i capri striati e chiazzati e tutte le capre
punteggiate e chiazzate, ogni capo che aveva del bianco, e ogni capo di colore
scuro tra le pecore. Li affidò ai suoi figli
36e
stabilì una distanza di tre giorni di cammino tra sé e Giacobbe, mentre Giacobbe
pascolava l'altro bestiame di Làbano.
Ma Giacobbe prese rami freschi di pioppo, di
mandorlo e di platano, ne intagliò la corteccia a strisce bianche, mettendo a
nudo il bianco dei rami.
38Mise
i rami così scortecciati nei canaletti agli abbeveratoi dell'acqua, dove veniva
a bere il bestiame, bene in vista per le bestie che andavano in calore quando
venivano a bere.
39Così
le bestie andarono in calore di fronte ai rami e le capre figliarono capretti
striati, punteggiati e chiazzati.
40Quanto
alle pecore, Giacobbe le separò e fece sì che le bestie avessero davanti a loro
gli animali striati e tutti quelli di colore scuro del gregge di Làbano. E i
branchi che si era così formato per sé, non li mise insieme al gregge di Làbano.
41Ogni
qualvolta andavano in calore bestie robuste, Giacobbe metteva i rami nei
canaletti in vista delle bestie, per farle concepire davanti ai rami.
42Quando
invece le bestie erano deboli, non li metteva. Così i capi di bestiame deboli
erano per Làbano e quelli robusti per Giacobbe.
43Egli
si arricchì oltre misura e possedette greggi in grande quantità, schiave e
schiavi, cammelli e asini.
31
1
Giacobbe venne a sapere che i figli di Làbano dicevano: "Giacobbe si è preso
tutto quello che aveva nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatto
questa grande fortuna".
2Giacobbe
osservò anche la faccia di Làbano e si accorse che verso di lui non era più come
prima.
3Il
Signore disse a Giacobbe: "Torna alla terra dei tuoi padri, nella tua famiglia e
io sarò con te".
4Allora
Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregge,
5e
disse loro: "Io mi accorgo dal volto di vostro padre che egli verso di me non è
più come prima; ma il Dio di mio padre è stato con me.
6Sapete
voi stesse che ho servito vostro padre con tutte le mie forze,
7mentre
vostro padre si è beffato di me e ha cambiato dieci volte il mio salario; ma Dio
non gli ha permesso di farmi del male.
8Se
egli diceva: "Le bestie punteggiate saranno il tuo salario", tutto il gregge
figliava bestie punteggiate; se diceva: "Le bestie striate saranno il tuo
salario", allora tutto il gregge figliava bestie striate.
9Così
Dio ha sottratto il bestiame a vostro padre e l'ha dato a me.
10Una
volta, nel tempo in cui il piccolo bestiame va in calore, io in sogno alzai gli
occhi e vidi che i capri in procinto di montare le bestie erano striati,
punteggiati e chiazzati.
11L'angelo
di Dio mi disse in sogno: "Giacobbe!". Risposi: "Eccomi".
12Riprese:
"Alza gli occhi e guarda: tutti i capri che montano le bestie sono striati,
punteggiati e chiazzati, perché ho visto come ti tratta Làbano.
13Io
sono il Dio di Betel, dove tu hai unto una stele e dove mi hai fatto un voto.
Ora àlzati, parti da questa terra e torna nella terra della tua famiglia!"".
14Rachele
e Lia gli risposero: "Abbiamo forse ancora una parte o una eredità nella casa di
nostro padre?
15Non
siamo forse tenute in conto di straniere da parte sua, dal momento che ci ha
vendute e si è anche mangiato il nostro denaro?
16Tutta
la ricchezza che Dio ha sottratto a nostro padre è nostra e dei nostri figli.
Ora fa' pure quello che Dio ti ha detto".
17Allora
Giacobbe si alzò, caricò i figli e le mogli sui cammelli
18e
condusse via tutto il bestiame e tutti gli averi che si era acquistato, il
bestiame che si era acquistato in Paddan-Aram, per ritornare da Isacco, suo
padre, nella terra di Canaan.
Làbano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò
gli idoli che appartenevano al padre.
20Giacobbe
eluse l'attenzione di Làbano, l'Arameo, non lasciando trapelare che stava per
fuggire;
così poté andarsene con tutti i suoi averi.
21Si
mosse dunque, passò il Fiume e si diresse verso le montagne di Gàlaad.
22Il
terzo giorno fu riferito a Làbano che Giacobbe era fuggito.
23Allora
egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo
raggiunse sulle montagne di Gàlaad.
24Ma
Dio venne da Làbano, l'Arameo, in un sogno notturno e gli disse: "Bada di non
dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!".
25Làbano
andò dunque a raggiungere Giacobbe. Ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle
montagne e Làbano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad.
26Disse
allora Làbano a Giacobbe: "Che cosa hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai
condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra!
27Perché
sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei
congedato con festa e con canti, a suon di tamburelli e di cetre!
28E
non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo, hai agito in
modo insensato.
29Sarebbe
in mio potere farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte
scorsa: "Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!".

30Certo,
sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché hai
rubato i miei dèi?".
31Giacobbe
rispose a Làbano e disse: "Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con
la forza le tue figlie.
32Ma
quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dèi, non resterà in vita! Alla
presenza dei nostri parenti verifica quanto vi può essere di tuo presso di me e
riprendilo". Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele.
33Allora
Làbano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda
delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò
nella tenda di Rachele.
34Rachele
aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era
seduta sopra, così Làbano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò.
35Ella
parlò al padre: "Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a
te, perché ho quello che avviene di regola alle donne". Làbano cercò, ma non
trovò gli idoli.
36Giacobbe
allora si adirò e apostrofò Làbano, al quale disse: "Qual è il mio delitto, qual
è il mio peccato, perché ti accanisca contro di me?
37Ora
che hai frugato tra tutti i miei oggetti, che cosa hai trovato di tutte le cose
di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi parenti, e siano essi giudici
tra noi due.
38Vent'anni
ho passato con te: le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e non ho mai
mangiato i montoni del tuo gregge.
39Nessuna
bestia sbranata ti ho portato a mio discarico: io stesso ne compensavo il danno
e tu reclamavi da me il risarcimento sia di quanto veniva rubato di giorno sia
di quanto veniva rubato di notte.
40Di
giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo, e il sonno fuggiva dai miei
occhi.
41Vent'anni
sono stato in casa tua: ho servito quattordici anni per le tue due figlie e sei
anni per il tuo gregge e tu hai cambiato il mio salario dieci volte.
42Se
il Dio di mio padre, il Dio di Abramo e il Terrore di Isacco non fosse stato con
me, tu ora mi avresti licenziato a mani vuote; ma Dio ha visto la mia afflizione
e la fatica delle mie mani e la scorsa notte egli ha fatto da arbitro".
43Làbano
allora rispose e disse a Giacobbe: "Queste figlie sono le mie figlie e questi
figli sono i miei figli; questo bestiame è il mio bestiame e quanto tu vedi è
mio. E che cosa potrei fare oggi a queste mie figlie o ai figli che hanno messo
al mondo?
44Ebbene,
vieni, concludiamo un'alleanza, io e te, e ci sia un testimone tra me e te".
45Giacobbe
prese una pietra e la eresse come stele.
46Poi
disse ai suoi parenti: "Raccogliete pietre", e quelli presero pietre e ne fecero
un mucchio; e su quel mucchio mangiarono.
47Làbano
lo chiamò Iegar-Saadutà, mentre Giacobbe lo chiamò Gal-Ed.
48Làbano
disse: "Questo mucchio è oggi un testimone tra me e te"; per questo lo chiamò
Gal-Ed
49e
anche Mispa, perché disse: "Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi
non ci vedremo più l'un l'altro.
50Se
tu maltratterai le mie figlie e se prenderai altre mogli oltre le mie figlie,
sappi che non un uomo è con noi, ma Dio è testimone tra me e te".
51Soggiunse
Làbano a Giacobbe: "Ecco questo mucchio ed ecco questa stele, che io ho eretto
tra me e te.
52Questo
mucchio è testimone e questa stele è testimone che io giuro di non oltrepassare
questo mucchio dalla tua parte e che tu giuri di non oltrepassare questo mucchio
e questa stele dalla mia parte, per fare il male.
53Il
Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi". Giacobbe giurò per il
Terrore di Isacco suo padre.
54Poi
offrì un sacrificio sulle montagne e invitò i suoi parenti a prender cibo. Essi
mangiarono e passarono la notte sulle montagne.
32
1
Làbano si alzò di buon mattino, baciò i figli e le figlie e li benedisse. Poi
partì e ritornò a casa.
2Mentre
Giacobbe andava per la sua strada, gli si fecero incontro gli angeli di Dio.
3Giacobbe
al vederli disse: "Questo è l'accampamento di Dio", e chiamò quel luogo Macanàim.

Poi Giacobbe mandò avanti a sé alcuni messaggeri al
fratello Esaù, nella regione di Seir, la campagna di Edom.
5Diede
loro questo comando: "Direte al mio signore Esaù: "Dice il tuo servo Giacobbe:
Sono restato come forestiero presso Làbano e vi sono rimasto fino ad ora.
6Sono
venuto in possesso di buoi, asini e greggi, di schiavi e schiave. Ho mandato a
informarne il
mio signore, per trovare grazia ai suoi occhi"".
7I
messaggeri tornarono da Giacobbe, dicendo: "Siamo stati da tuo fratello Esaù;
ora egli stesso sta venendoti incontro e ha con sé quattrocento uomini".
8Giacobbe
si spaventò molto e si sentì angustiato; allora divise in due accampamenti la
gente che era con lui, il gregge, gli armenti e i cammelli.
9Pensava
infatti: "Se Esaù raggiunge un accampamento e lo sconfigge, l'altro si salverà".
10Giacobbe
disse: "Dio del mio padre Abramo e Dio del mio padre Isacco, Signore, che mi hai
detto: "Ritorna nella tua terra e tra la tua parentela, e io ti farò del bene",
11io
sono indegno di tutta la bontà e di tutta la fedeltà che hai usato verso il tuo
servo. Con il mio solo bastone avevo passato questo Giordano e ora sono arrivato
al punto di formare due accampamenti.
12Salvami
dalla mano di mio fratello, dalla mano di Esaù, perché io ho paura di lui: che
egli non arrivi e colpisca me e, senza riguardi, madri e bambini!
13Eppure
tu hai detto: "Ti farò del bene e renderò la tua discendenza tanto numerosa come
la sabbia del mare, che non si può contare"".
14Giacobbe
rimase in quel luogo a passare la notte. Poi prese, da ciò che gli capitava tra
mano, un dono per il fratello Esaù:
15duecento
capre e venti capri, duecento pecore e venti montoni,
16trenta
cammelle, che allattavano, con i loro piccoli, quaranta giovenche e dieci
torelli, venti asine e dieci asinelli.
17Egli
affidò ai suoi servi i singoli branchi separatamente e disse loro: "Passate
davanti a me e lasciate una certa distanza tra un branco e l'altro".
18Diede
quest'ordine al primo: "Quando ti incontrerà Esaù, mio fratello, e ti domanderà:
"A chi appartieni? Dove vai? Di chi sono questi animali che ti camminano
davanti?",
19tu
risponderai: "Di tuo fratello Giacobbe; è un dono inviato al mio signore Esaù;
ecco, egli stesso ci segue"".
20Lo
stesso ordine diede anche al secondo e anche al terzo e a quanti seguivano i
branchi: "Queste parole voi rivolgerete ad Esaù quando lo incontrerete;
21gli
direte: "Anche il tuo servo Giacobbe ci segue"". Pensava infatti: "Lo placherò
con il dono che mi precede e in seguito mi presenterò a lui; forse mi accoglierà
con benevolenza".
22Così
il dono passò prima di lui, mentre egli trascorse quella notte
nell'accampamento.

23Durante
quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici
bambini e passò il guado dello Iabbok.
24Li
prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi.
25Giacobbe
rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora.
26Vedendo
che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e
l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con
lui.
27Quello
disse: "Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora". Giacobbe rispose: "Non ti
lascerò, se non mi avrai benedetto!".
28Gli
domandò: "Come ti chiami?". Rispose: "Giacobbe".
29Riprese:
"Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con
gli uomini e hai vinto!".
30Giacobbe
allora gli chiese: "Svelami il tuo nome". Gli rispose: "Perché mi chiedi il
nome?". E qui lo benedisse.
Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: "Davvero
- disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva".
32Spuntava
il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all'anca.
33Per
questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra
l'articolazione del femore, perché quell'uomo aveva colpito l'articolazione del
femore di Giacobbe nel nervo sciatico.
33

12Giacobbe
alzò gli occhi e vide arrivare Esaù, che aveva con sé quattrocento uomini.
Allora distribuì i bambini tra Lia, Rachele e le due schiave;
2alla
testa mise le schiave con i loro bambini, più indietro Lia con i suoi bambini e
più indietro Rachele e Giuseppe.
3Egli
passò davanti a loro e si prostrò sette volte fino a terra, mentre andava
avvicinandosi al fratello.
4Ma
Esaù gli corse incontro, lo abbracciò, gli si gettò al collo, lo baciò e
piansero.
5Alzàti
gli occhi, vide le donne e i bambini e domandò: "Chi sono questi con te?".
Giacobbe rispose: "Sono i bambini che Dio si è compiaciuto di dare al tuo
servo".
6Allora
si fecero avanti le schiave con i loro bambini e si prostrarono.
7Si
fecero avanti anche Lia e i suoi bambini e si prostrarono e infine si fecero
avanti Giuseppe e Rachele e si prostrarono.
8Domandò
ancora: "Che cosa vuoi fare di tutta questa carovana che ho incontrato?".
Rispose: "È per trovar grazia agli occhi del mio signore".
9Esaù
disse: "Ho beni in abbondanza, fratello mio, resti per te quello che è tuo!".
10Ma
Giacobbe disse: "No, ti prego, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, accetta dalla
mia mano il mio dono, perché io sto alla tua presenza, come davanti a Dio, e tu
mi hai gradito.
Accetta il dono augurale che ti è stato presentato,
perché Dio mi ha favorito e sono provvisto di tutto!". Così egli insistette e
quegli accettò.
12Esaù
disse: "Partiamo e mettiamoci in viaggio: io camminerò davanti a te".
13Gli
rispose: "Il mio signore sa che i bambini sono delicati e che devo aver cura
delle greggi e degli armenti che allattano: se si affaticassero anche un giorno
solo, tutte le bestie morirebbero.
14Il
mio signore passi prima del suo servo, mentre io mi sposterò con mio agio,
tenendo il passo di questo bestiame che mi precede e dei bambini, finché
arriverò presso il mio signore in Seir".
15Disse
allora Esaù: "Almeno possa lasciare con te una parte della gente che ho con
me!". Rispose: "Ma perché? Basta solo che io trovi grazia agli occhi del mio
signore!".
16Così
quel giorno stesso Esaù ritornò per conto proprio in Seir.
17Giacobbe
invece partì per Succot, dove costruì una casa per sé e fece capanne per il
gregge. Per questo chiamò quel luogo Succot.
18Giacobbe
arrivò sano e salvo alla città di Sichem, che è nella terra di Canaan, al
ritorno da Paddan-Aram e si accampò di fronte alla città.
19Acquistò
dai figli di Camor, padre di Sichem, per cento pezzi d'argento, quella porzione
di campagna dove aveva piantato la tenda.
Qui eresse un altare e lo chiamò "El, Dio
d'Israele".
34
1
Dina, la figlia che Lia aveva partorito a Giacobbe, uscì a vedere le
ragazze del posto.
2Ma
la notò Sichem, figlio di Camor l'Eveo, principe di quel territorio,
la rapì e si coricò con lei facendole violenza.
3Ma
poi egli rimase legato a Dina, figlia di Giacobbe; s'innamorò della
giovane e le rivolse parole di conforto.
4Quindi
disse a Camor, suo padre: "Prendimi in moglie questa ragazza".
5Intanto
Giacobbe aveva saputo che quello aveva disonorato sua figlia Dina,
ma i suoi figli erano in campagna con il suo bestiame, e Giacobbe
tacque fino al loro arrivo.
6Venne
dunque Camor, padre di Sichem, da Giacobbe per parlare con lui.
7Quando
i figli di Giacobbe tornarono dalla campagna, sentito l'accaduto, ne
furono addolorati e s'indignarono molto, perché quegli, coricandosi
con la figlia di Giacobbe, aveva commesso un'infamia in Israele:
così non si doveva fare!
8Camor
disse loro: "Sichem, mio figlio, è innamorato della vostra figlia;
vi prego, dategliela in moglie!
9Anzi,
imparentatevi con noi: voi darete a noi le vostre figlie e vi
prenderete per voi le nostre figlie.
10Abiterete
con noi e la terra sarà a vostra disposizione; potrete risiedervi,
percorrerla in lungo e in largo e acquistare proprietà".
11Sichem
disse al padre e ai fratelli di lei: "Possa io trovare grazia agli
occhi vostri; vi darò quel che mi direte.
12Alzate
pure molto a mio carico il prezzo nuziale e il valore del dono; vi
darò quanto mi chiederete, ma concedetemi la giovane in moglie!".
13Allora
i figli di Giacobbe risposero a Sichem e a suo padre Camor e
parlarono con inganno, poiché quegli aveva disonorato la loro
sorella Dina.
Dissero loro: "Non possiamo fare
questo, dare la nostra sorella a un uomo non circonciso, perché ciò
sarebbe un disonore per noi.
15Acconsentiremo
alla vostra richiesta solo a questa condizione: diventare come noi,
circoncidendo ogni vostro maschio.
16In
tal caso noi vi daremo le nostre figlie e ci prenderemo le vostre,
abiteremo con voi e diventeremo un solo popolo.
17Ma
se voi non ci ascoltate a proposito della nostra circoncisione,
prenderemo la nostra ragazza e ce ne andremo".
18Le
loro parole piacquero a Camor e a Sichem, figlio di Camor.
19Il
giovane non indugiò a eseguire la cosa, perché amava la figlia di
Giacobbe; d'altra parte era il più onorato di tutto il casato di suo
padre.
Vennero dunque Camor e il figlio Sichem
alla porta della loro città e parlarono agli uomini della città:
21"Questi
uomini sono gente pacifica con noi: abitino pure con noi nel
territorio e lo percorrano in lungo e in largo; esso è molto ampio
per loro in ogni direzione. Noi potremo prendere in moglie le loro
figlie e potremo dare loro le nostre.
22Ma
questi uomini a una condizione acconsentiranno ad abitare con noi,
per diventare un unico popolo: se noi circoncidiamo ogni nostro
maschio come loro stessi sono circoncisi.
23I
loro armenti, la loro ricchezza e tutto il loro bestiame non
diverranno forse nostri? Accontentiamoli dunque, e possano abitare
con noi!".
24Quanti
si radunavano alla porta della sua città ascoltarono Camor e il
figlio Sichem: tutti i maschi, quanti si radunavano alla porta della
città, si fecero circoncidere.
25Ma
il terzo giorno, quand'essi erano sofferenti, i due figli di
Giacobbe, Simeone e Levi, i fratelli di Dina, presero ciascuno la
propria spada, entrarono indisturbati nella città e uccisero tutti i
maschi.
26Passarono
così a fil di spada Camor e suo figlio Sichem, portarono via Dina
dalla casa di Sichem e si allontanarono.
27I
figli di Giacobbe si buttarono sui cadaveri e saccheggiarono la
città, perché quelli avevano disonorato la loro sorella.
28Presero
le loro greggi e i loro armenti, i loro asini e quanto era nella
città e nella campagna.
29Portarono
via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini e le
loro donne e saccheggiarono quanto era nelle case.
30Allora
Giacobbe disse a Simeone e a Levi: "Voi mi avete rovinato,
rendendomi odioso agli abitanti della regione, ai Cananei e ai
Perizziti. Io ho solo pochi uomini; se essi si raduneranno contro di
me, mi vinceranno e io sarò annientato con la mia casa".
31Risposero:
"Si tratta forse la nostra sorella come una prostituta?".
35

1
Dio disse a Giacobbe: "Àlzati, sali a Betel e abita là; costruisci
in quel luogo un altare al Dio che ti è apparso quando fuggivi
lontano da Esaù, tuo fratello".
2Allora
Giacobbe disse alla sua famiglia e a quanti erano con lui:
"Eliminate gli dèi degli stranieri che avete con voi, purificatevi e
cambiate gli abiti.
3Poi
alziamoci e saliamo a Betel, dove io costruirò un altare al Dio che
mi ha esaudito al tempo della mia angoscia ed è stato con me nel
cammino che ho percorso".
4Essi
consegnarono a Giacobbe tutti gli dèi degli stranieri che
possedevano e i pendenti che avevano agli orecchi, e Giacobbe li
sotterrò sotto la quercia presso Sichem.
5Poi
partirono e un grande terrore assalì le città all'intorno, così che
non inseguirono i figli di Giacobbe.
6Giacobbe
e tutta la gente che era con lui arrivarono a Luz, cioè Betel, che è
nella terra di Canaan.
7Qui
egli costruì un altare e chiamò quel luogo El-Betel, perché là Dio
gli si era rivelato, quando fuggiva lontano da suo fratello.
8Allora
morì Dèbora, la nutrice di Rebecca, e fu sepolta al di sotto di
Betel, ai piedi della quercia. Così essa prese il nome di Quercia
del Pianto.
9Dio
apparve un'altra volta a Giacobbe durante il ritorno da Paddan-Aram
e lo benedisse.
10Dio
gli disse:
"Il tuo nome è Giacobbe.
Ma non ti chiamerai più Giacobbe:
Israele sarà il tuo nome".
Così lo si chiamò Israele.
11Dio
gli disse:
"Io sono Dio l'Onnipotente.
Sii fecondo e diventa numeroso;
deriveranno da te una nazione
e un insieme di nazioni,
e re usciranno dai tuoi fianchi.
12Darò
a te
la terra che ho concesso
ad Abramo e a Isacco
e, dopo di te,
la darò alla tua stirpe".
13Dio
disparve da lui, dal luogo dove gli aveva parlato.
14Allora
Giacobbe eresse una stele dove gli aveva parlato, una stele di
pietra, e su di essa fece una libagione e versò olio.
15Giacobbe
chiamò Betel il luogo dove Dio gli aveva parlato.

16Quindi
partirono da Betel. Mancava ancora un tratto di cammino per arrivare
a Èfrata, quando Rachele partorì ed ebbe un parto difficile.
17Mentre
penava a partorire, la levatrice le disse: "Non temere: anche questa
volta avrai un figlio!".
Ormai moribonda, quando stava per
esalare l'ultimo respiro, lei lo chiamò Ben-Onì, ma suo padre lo
chiamò Beniamino.
19Così
Rachele morì e fu sepolta lungo la strada verso Èfrata, cioè
Betlemme.
20Giacobbe
eresse sulla sua tomba una stele. È la stele della tomba di Rachele,
che esiste ancora oggi.
21Poi
Israele partì e piantò la tenda al di là di Migdal-Eder.
22Mentre
Israele abitava in quel territorio, Ruben andò a unirsi con Bila,
concubina del padre, e Israele lo venne a sapere.
I figli di Giacobbe furono dodici.
23Figli
di Lia: Ruben, il primogenito di Giacobbe, poi Simeone, Levi, Giuda,
Ìssacar e Zàbulon;
24figli
di Rachele: Giuseppe e Beniamino;
25figli
di Bila, schiava di Rachele: Dan e Nèftali;
26figli
di Zilpa, schiava di Lia: Gad e Aser. Questi sono i figli di
Giacobbe, che gli nacquero in Paddan-Aram.
Morte di Isacco
27Giacobbe
venne da suo padre Isacco a Mamre, a Kiriat-Arbà, cioè Ebron, dove
Abramo e Isacco avevano soggiornato come forestieri.
28Isacco
raggiunse l'età di centoottant'anni.
29Poi
Isacco spirò, morì e si riunì ai suoi antenati, vecchio e sazio di
giorni. Lo seppellirono i suoi figli Esaù e Giacobbe.
36

1
Questa è la discendenza di Esaù, cioè Edom.
2Esaù
prese le sue mogli tra le figlie dei Cananei: Ada, figlia di Elon,
l'Ittita; Oolibamà, figlia di Anà, figlio di Sibeon, l'Urrita;
3Basmat,
figlia di Ismaele, sorella di Nebaiòt.
4Ada
partorì a Esaù Elifaz, Basmat partorì Reuèl,
5Oolibamà
partorì Ieus, Ialam e Core. Questi sono i figli di Esaù, che gli
nacquero nella terra di Canaan.
6Poi
Esaù prese con sé le mogli, i figli e le figlie e tutte le persone
della sua casa, il suo gregge e tutto il suo bestiame e tutti i suoi
beni che aveva acquistati nella terra di Canaan e andò in una
regione lontano dal fratello Giacobbe.
7Infatti
i loro possedimenti erano troppo grandi perché essi potessero
abitare insieme, e il territorio dove soggiornavano come forestieri
non bastava a sostenerli a causa del loro bestiame.
Così Esaù si stabilì sulle montagne di
Seir. Esaù è Edom.
9Questa
è la discendenza di Esaù, padre degli Edomiti, nelle montagne di
Seir.
10Questi
sono i nomi dei figli di Esaù: Elifaz, figlio di Ada, moglie di Esaù;
Reuèl, figlio di Basmat, moglie di Esaù.
11I
figli di Elifaz furono: Teman, Omar, Sefò, Gatam, Kenaz.
12Timna
era concubina di Elifaz, figlio di Esaù, e gli generò Amalèk. Questi
sono i figli di Ada, moglie di Esaù.
13Questi
sono i figli di Reuèl: Nacat e Zerach, Sammà e Mizzà. Questi furono
i figli di Basmat, moglie di Esaù.
14Questi
furono i figli di Oolibamà, moglie di Esaù, figlia di Anà, figlio di
Sibeon; ella partorì a Esaù Ieus, Ialam e Core.
15Questi
sono i capi dei figli di Esaù: i figli di Elifaz primogenito di Esaù:
il capo di Teman, il capo di Omar, il capo di Sefò, il capo di Kenaz,
16il
capo di Core, il capo di Gatam, il capo di Amalèk. Questi sono i
capi di Elifaz nel territorio di Edom: questi sono i figli di Ada.
17Questi
sono i figli di Reuèl, figlio di Esaù: il capo di Nacat, il capo di
Zerach, il capo di Sammà, il capo di Mizzà. Questi sono i capi di
Reuèl nel territorio di Edom; questi sono i figli di Basmat, moglie
di Esaù.
18Questi
sono i figli di Oolibamà, moglie di Esaù: il capo di Ieus, il capo
di Ialam, il capo di Core. Questi sono i capi di Oolibamà, figlia di
Anà, moglie di Esaù.
19Questi
sono i figli di Esaù e questi i loro capi. Questo è il popolo degli
Edomiti.
20Questi
sono i figli di Seir l'Urrita, che abitano la regione: Lotan, Sobal,
Sibeon, Anà,
21Dison,
Eser e Disan. Questi sono i capi degli Urriti, figli di Seir, nel
territorio di Edom.
22I
figli di Lotan furono Orì e Emam e la sorella di Lotan era Timna.
23I
figli di Sobal sono Alvan, Manàcat, Ebal, Sefò e Onam.
24I
figli di Sibeon sono Aià e Anà; fu proprio Anà che trovò le sorgenti
calde nel deserto, mentre pascolava gli asini del padre Sibeon.
25I
figli di Anà sono Dison e Oolibamà.
26I
figli di Dison sono Chemdan, Esban, Itran e Cheran.
27I
figli di Eser sono Bilan, Zaavan e Akan.
28I
figli di Disan sono Us e Aran.
29Questi
sono i capi degli Urriti: il capo di Lotan, il capo di Sobal, il
capo di Sibeon, il capo di Anà,
30il
capo di Dison, il capo di Eser, il capo di Disan. Questi sono i capi
degli Urriti, secondo le loro tribù nella regione di Seir.
31Questi
sono i re che regnarono nel territorio di Edom, prima che regnasse
un re sugli Israeliti.
32Regnò
dunque in Edom Bela, figlio di Beor, e la sua città si chiamava
Dinaba.
33Bela
morì e al suo posto regnò Iobab, figlio di Zerach, da Bosra.
34Iobab
morì e al suo posto regnò Cusam, del territorio dei Temaniti.
35Cusam
morì e al suo posto regnò Adad, figlio di Bedad, colui che vinse i
Madianiti nelle steppe di Moab; la sua città si chiamava Avìt.
36Adad
morì e al suo posto regnò Samla da Masrekà.
37Samla
morì e al suo posto regnò Saul da Recobòt-Naar.
38Saul
morì e al suo posto regnò Baal-Canan, figlio di Acbor.
39Baal-Canan,
figlio di Acbor, morì e al suo posto regnò Adar: la sua città si
chiama Pau e la moglie si chiamava Meetabèl, figlia di Matred,
figlia di Me-Zaab.
40Questi
sono i nomi dei capi di Esaù, secondo le loro famiglie, le loro
località, con i loro nomi: il capo di Timna, il capo di Alva, il
capo di Ietet,
41il
capo di Oolibamà, il capo di Ela, il capo di Pinon,
42il
capo di Kenaz, il capo di Teman, il capo di Mibsar,
43il
capo di Magdièl, il capo di Iram. Questi sono i capi di Edom secondo
le loro sedi nel territorio di loro proprietà.
È questi, Esaù, il padre degli Edomiti. |

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